Pubblicità: sessualmente attivante o eroticamente deprimente? La rubrica a cura di De.Sidera

di 

1 aprile 2015

Nuovo appuntamento con De.sidera, associazione di psicologhe e sessuologhe con sede a Fermignano. L’associazione si occupa di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti. Oggi si parla di pubblicità subliminale.

di Sabrina Dini*

 

Una forma di pubblicità subliminale consiste nel dissimulare delle forme in immagini, difficile da circoscrivere e tanto più da regolamentare.

mSi sa che alcune immagini si prestano a differenti interpretazioni , a seconda che alcune loro parti siano considerate come “immagine” o come “fondo” . La forma di queste diverse parti, la sovrapposizione delle une sulle altre, le differenze di luce e di colore permettono di realizzare un’immagine, immediatamente identificabile ma composta da altre immagini parziali, oppure da lettere, che saranno percepite solo a livello del subconscio.

Key ci fa conoscere numerosi esempi di annunci pubblicitari che contengono, oltre agli oggetti rappresentati, degli stimoli sessuali: organi maschili o femminili, o semplicemente lettere come S,E,X. Per esempio nel 1971 un annuncio, apparso sulla rivista “ Time” mostrava una bottiglia di gin accanto a un grosso bicchiere con gin e cubetti di ghiaccio. Ora, la bottiglia e il suo tappo erano stati disposti in modo che vi si potessero individuare, lasciandosi un po’ andare, le gambe di un uomo , un sesso in erezione e altro ancora…Beninteso, né l’inserzionista né il pubblicitario vi possono costringere a rilassarvi, ma essi suppongono che, con l’aiuto del desiderio sessuale latente, percepirete con il subconscio tali forme camuffate e che il prodotto pubblicizzato giocherà il ruolo di un oggetto sessuale attraente. Così facendo si eviterà la censura e sì perché se vi si dicesse crudamente: questa bevanda vi procurerà un rapporto sessuale con un uomo o con una donna, potrebbe gettare alcuni in uno stato di choc. Ma nella misura in cui lo stimolo resta al di sotto della soglia della coscienza, esso non suscita alcuna resistenza né sul piano morale, né su quello razionale.

Il processo alle intenzioni in questo campo è troppo facile perché in ogni immagine, ogni individuo, può materializzare i propri fantasmi.

Nella percezione del sex-appeal di una pubblicità intervengono differenze storiche, perché anche se il significato di un’immagine o di una parola come portatrici di erotismo dipendono dagli usi e i costumi di una società, non sono sempre stati gli stessi nel tempo. Se guardiamo una pubblicità della fine dell’ottocento e per essere pignoli, una di Jules Chéret scopriremo che i protagonisti dei suoi manifesti furono le figure femminili, le cosiddette Chérettes (proprio perché caratteristiche di Cherét), e che possono essere considerate le antenate delle attuali modelle della pubblicità. Ma l’apoteosi del sesso nelle pubblicità si raggiunse negli anni settanta, tantissimi prodotti furono pubblicizzati per mezzo di modelle semisvestite o in pose provocanti e la maggior parte di questi prodotti, comunque, non aveva molto a che fare col sesso: benzina, lamette da barba, motociclette, bottiglie di birra, pantaloni.

Ecco UN’ALTRA MENZOGNA SESSUALE, dibattiti, discussioni, talk show che gridano aiuto per noi povere vittime della sessualità “sfacciata” che ci propinano e molti ci credono!!!. E’ vero siamo “poverini” perché ci fanno credere che il sesso non è più un tabù, che anzi siamo troppo disinibiti e invece siamo più indietro che negli anni settanta dove se praticavi sesso libero eri un “figlio dei fiori” oggi se lo fai sei un “erotomane”. Oggi la pubblicità non è erotica ne veicolo di messaggi sessuali, è “falsamente esplicita”, è veloce perché non si deve perdere tempo a immaginare a sognare, via veloce il messaggio ti è arrivato non lo devi cercare, è solo un’altra illusione che ci siamo liberati dei tabù, perché la libertà sessuale non è avvalorata dagli stimoli che i media ci propinano e dei quali oggi pensiamo essere troppo a sfondo sessuale e che in realtà non lo sono affatto se guardiamo cosa avevamo conquistato quarant’anni fa.

4

Concludo questo articolo con una proposta, andate a cercare su internet le immagini pubblicitarie dell’ultimo secolo, per un secondo fermatevi e osservate e chiedetevi e rispondetevi: qual’ è stato il periodo storico di massima libertà sessuale?

Ma dalla possibilità di poter conoscere i nostri desideri sessuali a livello COSCIENTE, del non aver bisogno di essere stimolati esternamente quanto di essere stimolanti interiormente: ho voglia del gelato e non è perché vedo un gelato che mi prende voglia del gelato.

Portiamo la sessualità dal subconscio al conscio e si elimineranno, molte insoddisfazioni che possono essere anche disturbi sessuali.

Buon appetito !

*Psicologa, Consigliera, socia fondatrice de.Sidera

DeSidera: chi siamo

L’ associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’ associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

Siamo a Fermignano e potete seguirci su:
www.desidera.psico@wordpress.it
www.facebook.com/desiderando

oppure contattarci su
mail desidera.info@gmail.com
cellulare 348.6516339

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>