Fano, apre il primo centro per vittime di bullismo. E’ gestito dall’associazione “Vocinelvento onlus”

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3 aprile 2015

FANO – Sarà attivo dal mese di maggio il primo centro fanese dedicato alle vittime di bullismo ed al recupero dei ragazzi fragili. Il progetto vedrà l’attivazione di uno sportello presso il quartiere San Martino, nella nuova sede dell’associazione Vocinelvento Onlus, che ha messo in piedi l’iniziativa nell’ambito del progetto “Sbullit Action”. Si tratta di un luogo in cui i ragazzi ma anche i genitori o gli insegnanti potranno accedere avvalendosi della consulenza di professionisti fra cui psicologi ed avvocati, che indirizzeranno i soggetti verso un percorso di aiuto e sostegno. L’accesso allo sportello, che sarà aperto tutti i po- meriggi dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, prevede un primo incontro gratuito, ed in seguito una convenzione con professionisti del settore. I progetti dell’associazione fanese prevedono anche la redazione di un giornalino che vedrà la partecipazione dei ragazzi delle scuole fanesi, con l’obiettivo di combattere le situazioni di bullismo proprio grazie alla creatività ed all’ironia dei ragazzi. La macchina organizzativa per la prima edizione partirà a settembre, per la quale si confida nella partecipazione degli studenti dell’Istituto Apolloni con cui sono già stati avviati i contatti.

Mario Zamboni

Mario Zamboni

Nel frattempo proseguono le attività di incontri nelle scuole medie fanesi, in cui si affrontano le tematiche del bullismo. E’ stato presentato in comune, nel frattempo, il progetto cardine dell’associazione, ovvero quello che prevede la creazione di un centro polivalente, per il quale è stata acquisita un’area di 60mila mq, in cui troverà posto una tensostruttura nella quale grazie alla colla- borazione di agenzie di comunicazioni nazionali si porteranno artisti capaci di coprire i 5mila posti previsti. Il progetto, finalizzato allo svolgimento di molteplici attività, servirà a creare numerosi posti di lavoro, che verranno in parte coperti da persone in categorie protette, in modo da poterle aiutare ad inserirsi nel mondo del lavoro. “L’indotto economico di questa operazione – spiega Mario Zamboni, presidente dell’associazione – creerà nuove opportunità lavorative e porterà un vasto pubblico nella nostra città, tenendo conto che il riferimento sarà tutto il centro Italia”. Per quanto riguarda il finanziamento dell’intera operazione, Zamboni ricorda la triplice strategia dell’associazione, che operando in un momento di difficoltà economica ha cercato e già messo in atto tre strade: “Il nostro progetto è stato modulato ad hoc da una società specializzata in finanziamenti agevolati – spiega Zamboni – in modo da rientrare in specifici bandi per ottenere il massimo finanziamento tramite i fondi europei. Oltre a questo abbiamo preso contatti con una società internazio- nale in grado di offrire accordi strategici con partner istituzionali e commerciali, a cui è sta- ta affidata la completa gestione della comunicazione, marketing, eventi e sponsorizzazio- ni. Terzo ma non ultimo per importanza il reperimento fondi attraverso una piattaforma in- formatica che provvederà ad operare attraverso la formula delle donazioni e del Crowfun- ding”. A chi guarda con incredulità l’intera operazione il presidente della Onlus risponde senza scomporsi: “Noi ci crediamo e facciamo sul serio. Abbiamo tutte le carte in regola, e se non ci verrà data la possibilità di operare Fano perderà una grande opportunità”. Sul ri- scontro economico del progetto per l’intera città Zamboni non ha dubbi: “Fano ha bisogno di crescere, e la creazione di questo centro aprirà sicuramente nuove possibilità. In una città come la nostra occorre investire e realizzare iniziative per i giovani e non solo, altri- menti la si lascia morire”.

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