Il rito granata. A fine gara sotto la curva

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3 aprile 2015

Sandro Candelora

Il Fano saluta la curva. Foto sito ufficiale del Fano

Il Fano saluta la curva. Foto sito ufficiale del Fano

FANO – C’è chi canta giulivo sotto la pioggia e c’è chi invece preferisce elevare cori orgogliosi ai piedi della curva. Fra i molti ricordi incancellabili di questa stagione, che vorremmo non finisse mai per quanto ci sta facendo emozionare, c’è in effetti quello che è diventato una sorta di rituale immancabile al termine di ciascuna gara. In casa come in trasferta, con il sole o il cattivo tempo, che si vinca o meno, la prassi esige che la squadra al completo si schieri allineata e stretta a raccolta al cospetto dei tifosi più caldi. Di lì a breve si ode la voce acuta e un tantino stridula di Ginestra (e chi poteva essere se non quell’adorabile picchiatello del portiere paratutto a dare il via alla rappresentazione?) che sul tema de ‘L’estate sta finendo ‘ dei Righeira chiama compagni e spettatori a intonare la nuova colonna sonora degli ultras granata. ‘Un giorno all’improvviso…’ e via salmodiando, insomma. Uno spettacolo aggiuntivo, capace di suggellare degnamente la domenica di gioia e sofferenza, infernale e paradisiaca insieme. In quel mentre, lo zoccolo duro non si schioda di un passo. I più tiepidi si fermano incuriositi ad ascoltare. Gli ignari approvano ammirati. Tutti sono manifestamente conquistati dall’estemporaneo ‘terzo tempo’ messo in atto da giocatori ed ultras, epilogo trascinante al quale è piacevole abbandonarsi ripensando a ciò che è appena stato o fantasticando su quello che a breve potrà essere. Il momento assume peraltro un notevole significato simbolico e riassume in un’immagine emblematica il senso dell’intero campionato dell’Alma. Che è arrivata dove è arrivata proprio in virtù del legame unico e indissolubile instaurato con i propri supporters, per una sinergia vincente che ha saputo regalare agli atleti stimoli formidabili e forza supplementare per imprese memorabili che di riflesso fornivano agli aficionados carburante tale da infiammarli sempre di più. E in numero costantemente crescente. Ciò che si è fatto è merito di tutti, sembra in definitiva testimoniare quella scena solo apparentemente banale e spensierata. E dice anche che nulla si può (e si potrà) compiere se non alla stessa maniera. Con la totale unità di intenti, in grado di concentrare l’energia di migliaia di cuori nel petto di undici atleti, ‘sputati dalla terra natia, da tutto un popolo amati’, per citare il grande Saba. E allora canta pure a squarciagola Paolone. E tu con lui, entusiasta folla fanese. Che tanto non ti passa questo pazzo amore granata.

Sandro Candelora

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