Marche Nord, il nuovo direttore amministrativo è una donna: Luisa Capasso sostituisce Franco Falcini

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3 aprile 2015

PESARO – “E’ un curriculum vitae di prim’ordine, quella della dottoressa Luisa Capasso che proprio il 1 aprile ha preso ufficialmente il posto di Franco Falcini alla guida della direzione amministrativa di Marche Nord”. Ha aperto così Aldo Ricci, Direttore generale dell’azienda ospedaliera, la conferenza stampa di presentazione della nuova Direttrice amministrativa. “C’è stata piena continuità, non abbiamo perso tempo. Oltre alla professionalità ho valutato il livello di motivazione perché la situazione delle Marche è diversa da quella emiliano-romagnola dove, tra l’altro, abbiamo lavorato entrambi”. In effetti Luisa Capasso ha un’ampia esperienza nell’ambito amministrativo essendo dal 1997 il Direttore degli Affari generali e istituzionali e convenzioni dell’azienda ospedaliera universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna; inoltre ha ricoperto per 4 anni il ruolo di Direttore del Dipartimento Tecnico poi, nel 2011, è stata pure nominata Direttore amministrativo dell’azienda bolognese. “Oggi è solo il terzo giorno – ha detto – ma proprio ieri con Falcini abbiamo completato i primi impegni”. Nella tabella di marcia della nuova Direttrice amministrativa “il bilancio in via di predisposizione. Da qui posso capire l’andamento dell’azienda, tra l’altro organizzata su tre sedi. Ecco perché una delle priorità sarà, per quanto riguarda l’aspetto amministrativo, annullare le separazioni e creare un coordinamento unitario. Inoltre saranno una priorità anche i tanti progetti internazionali in carico all’azienda”.

Progetti internazionali – Entra nel merito il direttore generale: “Il primo è il progetto Mediterraneo, il più longevo, che vede un’ampia e costate attività di accoglienza di pazienti affetti da leucemia provenienti da Palestina e Marocco. Poi c’è il progetto in Sierra Leone, di Danilo Baroncini, partito con l’obiettivo di curare i bambini dai danni provocati dall’ingestione di soda caustica, poi allargato alla cura di diverse patologie in collaborazione con strutture ospedaliere italiane. C’è il progetto transfrontaliero denominato AdriahealthMob che vede una piena collaborazione dei nostri professionisti per il secondo consulto a distanza richiesto dalle strutture ospedaliere dell’area Adriatico Balcanica. Infine il progetto IN.MEDIAs.RES sull’inclusione degli stranieri con particolare attenzione, per quanto di nostra competenza, all’attivazione di un servizio di interpretariato telefonico per superare le barriere linguistiche soprattutto nelle situazioni di emergenza sanitaria”.

Dotazione organica – “La dotazione organica tiene conto della situazione attuale e delle risorse al sistema – spiega Ricci -. Abbiamo portato a casa il massimo possibile con una revisione e con nuove assunzioni di personale medico su settori importanti come la chirurgia vascolare, la radiologia interventistica e la Radioterapia”

Piano assunzioni – Spiega il Direttore generale: “La Regione lo ha approvato nella seduta del 30 marzo. Nel 2014 era prevista una riduzione della spesa del personale sul 2015 di 1 milione e 400 mila euro; se avessimo dovuto operare con quel vincolo avremmo avuto problemi enormi. In realtà abbiamo ottenuto un piano assunzioni che ci consente una vita regolare grazie ad un contenimento della spesa di 400 mila euro. Nonostante questo taglio, una quota di personale arriverà dall’Area Vasta che assumerà 6 medici e 4 tecnici (2 di radiologia e 2 di anatomia patologica).

Atto aziendale – “E’ in corso la revisione dell’atto che ci permetterà di entrare nel merito dell’organizzazione amministrativa e sanitaria. In realtà, dal punto di vista sanitario le principali riorganizzazioni, nonché le più complesse, le abbiamo già fatte, come per l’ortopedia e la chirurgia generale”. Sul Materno Infantile capitolo a parte: “Per quanto mi riguarda – conclude Ricci – resteranno due punti nascita; non si può fare diversamente in questa fase storico-sociale”.

Sollecitati dalla stampa sul nuovo ospedale, Ricci e Capasso hanno chiarito: “Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto: studio di fattibilità e gruppo tecnico con i due sindaci. Ora la scelta è tutta nelle mani della Regione”

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