Ex Amga, Zucchi (La Sinistra e Sel) è contro la sentenza: “Tutti assolti? A me sembrano tutti colpevoli”

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4 aprile 2015

L'area ex Amga

L’area ex Amga

Andrea Zucchi*

PESARO – Per l’inquinamento dell’area dell’ex Amga sono stati tutti assolti? A noi sembrano tutti colpevoli! E’ davvero impossibile per un cittadino capire come possano cavarsela con ammende risibili tutti i soggetti coinvolti, visto che è comunque emerso che il Comune ha fatto il furbo coi proprietari dell’area non avvisandoli dell’inquinamento storico presente nel sottosuolo, ma è stato confermato pure che i proprietari stessi non potevano non conoscere il segreto di Pulcinella, ovvero che essendoci stata lì l’ex Amga, era ovvio trovare materiale inquinato, tanto è vero che agli atti c’era pure una lettera in cui si dividevano le spese di questo smaltimento. Già sapevamo dalle testimonianze delle vasche contenenti gli idrocarburi inquinanti rotte costruendo, e dei viaggi ai laghetti di Fano a smaltire abusivamente e di nascosto quel terreno fetido.

Tutto questo costituisce un reato punibile con pochi giorni di arresto, ovvero una minima multa, come se avessero violato la raccolta differenziata buttando l’organico dove va la carta? Davvero si può credere che in tutta questa nauseabonda vicenda non ci fosse dolo da parte di nessuno?

Rimaniamo convinti della nostra idea originaria, cioè che appunto siano tutti colpevoli e che ci fosse un accordo occulto a monte, tra Comune e costruttori, smontato proprio dalla rottura di quelle vasche.

Adesso siamo comunque alla prescrizione imminente che calerà come un angelo a salvare tutti, e poi ci saranno le reciproche richieste di danni, con il Comune che chiede soldi alle ditte proprietarie dell’area per il rimborso delle spese della bonifica, ma anche questi rivorrebbero indietro i 700mila euro anticipati per la messa in sicurezza dell’area.

Chiuso il capitolo giudiziario, rimane la questione più importante, ovvero l’esecuzione della bonifica: come avevamo pronosticato dall’inizio, si era in ritardo, e nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione, che la facevano facile, i tempi si sono dilatati e si intravvedono nubi alquanto oscure, come il possibile lievitare dei costi e soprattutto dei rischi.

Ci si nascondeva dietro alla presenza degli uomini del NOE, che avrebbero rallentato le operazioni, pur garantendo un controllo supplementare. Dopo il dissequestro di questi giorni, questa foglia di fico cadrà. E non è corretto neanche nascondersi dietro all’altro intoppo, la presenza della Soprintendenza, perchè anche qui era facilmente prevedibile, visto che si sapeva dell’esistenza di reperti archeologici in situ.

Diciamo quindi che il Comune ha perso fin troppo tempo ed improvvidamente non ha considerato tutti gli elementi di complicazione che potevano essere prevedibili in partenza.

Sapevamo già inoltre, dalle affermazioni del dottor Fresina, della gravità e della singolare particolarità dell’inquinamento di questo sito, ed adesso infatti emerge che devono essere cambiate le procedure della bonifica. Servono infatti ulteriori rilevazioni, senza le quali non sarà possibile effettuare l’opera più cruciale e pericolosa, la rimozione della geomembrana che contiene i fetidi effluvi, che andrà tolta a singoli spicchi. Ma per allora potrebbero essersi alzate le temperature, elemento che renderebbe pericolosa o impossibile la fase finale della bonifica. Ed intanto i residenti dicono di non veder quasi muoversi foglia nell’area dei lavori…

Non possiamo quindi che tornare a chiedere al Comune di fare quello che doveva fare dall’inizio, ovvero tenere informati i cittadini di tutte le procedure che si stanno mettendo in opera, dei tempi e pure dei rischi connessi. Non è assolutamente accettabile ad esempio che ancora sul sito del Comune, nella relativa pagina, non siano ancora stati caricati i risultati dei primi campionamenti dell’Arpam, risalenti ad inizio anno.

 Da parte nostra abbiamo interessato la deputata di SEL, Lara Ricciatti, che è informata di tutta la vicenda e sta valutando come ed in che sede procedere per ulteriori approfondimenti.

Riteniamo altresì legittime le richieste dei residenti, che erano anche le nostre, di risparmiarli dalla costruzione di un’altra torre e magari pure di altre palazzine, una volta completata la bonifica, se e quando questa finalmente sarà terminata…

Speriamo che veramente si acceleri sulle operazioni, eseguendole ad arte, perché non sarebbe accettabile per la città che questa bonifica non si faccia o si rinvii ancora a lungo.

Altrimenti le richieste di danni farebbero bene a farle i residenti, nei confronti del Comune e dei costruttori, che li hanno ridotti in un’area pericolosa e che ha sicuramente perso il valore economico iniziale.

*Coordinatore La Sinistra e Sel Pesaro

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