Verso le Regionali. Fioretti (Pd Marche): “Attenzione all’affluenza”

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4 aprile 2015

   Gianluca Fioretti*

ANCONA – L’assemblea regionale del Partito Democratico delle Marche di giovedì ha approvato dopo una lunga e dibattuta discussione le liste dei candidati per le elezioni regionali del prossimo 31 maggio. Elezioni che devono essere affrontate con il massimo impegno e unità da parte del partito. Siamo ancora dentro una crisi che ha colpito duramente il sistema produttivo e sociale marchigiano. Ci sono decine di migliaia di marchigiani, di giovani, di genitori, di famiglie, colpiti dalla mancanza di lavoro, non lo hanno mai avuto o lo hanno perso, con ad oggi poca speranza per il futuro. Ancora non hanno fiducia, hanno perso la speranza…  Non è pessimismo, è la realtà.

In questo quadro, la politica nazionale è in sofferenza; i cittadini hanno moltissime aspettative, ma sono anche altrettanto delusi, e disillusi. I fenomeni di corruzione che continuano a minare come un cancro il tessuto sociale e istituzionale del nostro Paese continuano ad imperversare. L’altro giorno è stato approvato al Senato il DDL anti corruzione, ma la strada è ancora lunga…

Il PD delle Marche, dopo le primarie che hanno espresso Luca Ceriscioli come candidato presidente della Regione, è ancora in una fase di ricomposizione: sofferta, laboriosa. L’inchiesta giudiziaria che riguarda 66 consiglieri regionali, anche del nostro partito, sarà motivo di attacco, mediatico e politico, da parte degli avversari in campagna elettorale contro i nostri candidati, i quali non hanno nulla da nascondere, ma hanno la necessità di poter lavorare e presentare le loro proposte nelle migliori condizioni possibili. La magistratura farà il suo corso, e il PD marchigiano dovrà essere attento a non cadere nella tentazioni di evocare fantomatiche teorie del complotto di berlusconiana memoria.

Il rischio non è la magistratura. Il rischio è quello dell’affluenza, della disaffezione. Non bastano le preferenze, occorrono i voti. In Emilia Romagna alle elezioni dello scorso anno si sono persi 850.000 voti rispetto al 2009, il centro sinistra con Bonaccini ottenne 615.000 voti rispetto ai 990.000 del 2009 con Errani. Nelle Marche nel 2010 su 710.000 voti totali il centro sinistra prese ne 409.000. Il 31 maggio si dovrà replicare tale risultato.

Questo il quadro. Ci dovremo impegnare per costruire un partito regionale il più forte possibile, il più unito possibile, il più compatto possibile. Non basterà, anzi è superata, la “vendita” del  41% delle scorse europee del PD di Renzi, e il nostro 45% regionale, lo scorso anno: ci vorranno progetti, visioni concrete, nuovi orizzonti all’insegna della concretezza e della competenza:dell’autentico rinnovamento. Prima della coalizione, dei simboli, di vari scudi più o meno crociati e della lista di centro destra conservatrice di interessi e di rendite di Spacca. Concentriamoci e lavoriamo sul nostro partito. Non continuando a contarci negli organismi, ma ascoltando i territori, nei circoli, in mezzo alle persone. Occorre che tutte le anime, i pezzi, le sensibilità, o altri sinonimi, siano coinvolti. Finite le stagioni dei congressi, provinciale e regionale, delle primarie, non dobbiamo pensare,per questi due mesi, al prossimo Consiglio regionale. A quello poi ci si penserà dal 1 giugno, ci penserà poi Luca Ceriscioli; le elezioni sono tutte da affrontare, e da vincere.

Ora è necessario quindi  guardare avanti, assolutamente. Il vero rinnovamentopassa attraverso le competenze, il conoscere, il saper leggere il passato perpoi immaginare e costruire il futuro. La nostra regione, il modello disviluppo, devono cambiare, giocoforza, e devono essere lasciati alle spalle icampanili, gli ospedali costruiti in epoche preistoriche quasi in ogni borgo, edifesi fino a ieri anche da noi, consapevoli della loro indifendibilità, perscopi elettorali, di consenso. Il Paesaggio, declinato in termini di ambiente,cultura e turismo, e dunque economia e occupazione, dovrà essere il nuovo,riscoperto grande patrimonio condiviso, strategico, dunque politico. Datutelare e valorizzare. C’è da cambiare, davvero.

Saremo pienamente responsabili solo e quando avremo fatto tutto quello che è nelle nostre possibilità per riuscire a vincere queste elezioni  e governare di nuovo, ma con visioni diverse, la nostra regione, anche per i prossimi dieci anni. Prendiamoci le nostre responsabilità come gruppo dirigente, verso noi stessi i nostri iscritti e i marchigiani. Mettiamo in condizione Luca Ceriscioli e le sue idee e progetti di vincere, e vinciamo tutti insieme.

*Vicesegretario PD Marche, presidente Associazione nazionale Comuni Virtuosi

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