Ferrovia Fano-Urbino, verdi e associazione FVM: “Utenza per oltre 5000 persone, 80 milioni per il ripristino: la gestione si autosostiene”

di 

8 aprile 2015

URBINO – Sabato 11 aprile dalle ore 9.30 a Urbino, un convegno per presentare il progetto preliminare e le altre esperienze in Italia.

Un momento della conferenza di questa mattina

Un momento della conferenza di questa mattina

Per il ripristino della tratta ferroviaria Fano-Urbino, il Gruppo dei Verdi in Consiglio regionale, dopo l’approvazione della loro mozione volta a impegnare la Giunta ad attivare tutte le procedure necessarie a chiedere la revoca del decreto di dismissione della tratta e il trasferimento gratuito della titolarità, dalle Ferrovie dello Stato in capo alla Regione Marche, oggi presentano il progetto preliminare frutto della collaborazione tra l’Associazione Ferrovia Valle del Metauro, Pegaso Ingegneria (Milano) e Sistema Ingegneria (Firenze), che costituisce il fondamento delle future scelte del destino del tracciato che non possono prescindere da una diversa visione della mobilità pubblica.

“Consideriamo già inviata la lettera da parte del Presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca – dichiara Adriano Cardogna, presidente del Gruppo Verdi – che dà seguito all’approvazione della nostra mozione e continueremo a monitorare lo stato dei fatti. Per noi la riattivazione della tratta è un punto strategico del prossimo mandato di governo che non può essere sottovalutato perché favorisce quel riequilibrio territoriale tra costa ed entroterra, riattivando e potenziando un indotto non solo di mobilità alternativa ma di veicolo di collegamento turistico”.

Oggi – incalza Gianluca Carrabs, esponente dei Verdi delle Marche – grazie alla presentazione del progetto preliminare da parte dell’Associazione FVM, possiamo affermare che la riattivazione della ferrovia Fano-Urbino è più vicina, perché individua il costo dell’intervento in 80 milioni di euro con un apporto di utenza potenziale di 5000 persone. La tratta sarà percorsa in 45/60 minuti, a seconda della saturazione della linea, ci sarà un incremento di treni fino a 20 coppie giornaliere e i costi di gestione potrebbero autosostenersi con l’utenza citata senza considerare i benefici, non computabili economicamente, come quelli ambientali, di posti di lavoro diretti ed indiretti, della qualità della vita e della salute della cittadinanza”.

“Abbiamo voluto predisporre a spese nostre questo progetto – sottolinea Carlo Bellagamba, Presidente dell’Associazione FVM – perché crediamo che riattivare la ferrovia significhi portare a termine una delle migliori operazioni possibili anche in termini ambientali oltre che turistici, culturali ed economici, infatti nel progetto abbiamo anche previsto fermate turistiche nei punti di rilievo storico/artistico (Fossombrone Scavi Romani–San Martino e Fossombrone San Lazzaro-Marmitte dei Giganti) e lo consegneremo ufficialmente, a titolo completamente gratuito alla collettività e alle amministrazioni che vorranno assumerne la committenza, questo sabato 11 Aprile durante un convegno organizzato dalle ore 9.30 al Collegio Raffaello di Urbino”.

Vogliamo dare una seconda vita alle stazioni e alle ferrovie abbandonate rispondendo alle necessità delle comunità locali che le vivono – conclude Cardogna, anche Presidente della Commissione Politiche Comunitarie della Regione – e questo progetto può inserirsi nella programmazione europea 2014-2020 usufruendo così di risorse utili allo scopo perché punta sulla diminuzione del consumo dei carburanti fossili e delle emissioni di CO2”.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>