Minaccia, aggredisce, sequestra e rapina il padre: arrestato un pesarese di 52 anni

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8 aprile 2015

Sequestro di persona, rapina, lesioni lievi e violazione di domicilio. Il personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto, con queste accuse, un italiano di 52 anni. Nella serata del 4 aprile scorso giungeva alla sala Operativa della Questura la segnalazione di una persona, residente in Pesaro, che riferiva di essere stata aggredita e rapinata.

Immediatamente veniva inviata sul posto una Volante. Gli Agenti, nella circostanza, contattavano il richiedente, un pesarese di 74 anni d’età, il quale riferiva che nello stesso pomeriggio, all’atto di rientrare in casa, era stato avvicinato dal suo figlio acquisito, un 52enne del posto, appena rientrato da Cuba, con il quale da tempo aveva rapporti tesi. Questi, dopo avergli chiesto con modi bruschi del denaro, al suo rifiuto lo aveva aggredito, gettandolo a terra e procurandogli delle abrasioni, fra cui una lieve ferita ad una mano. Di seguito l’uomo gli aveva sottratto dal portafogli duecento euro in contanti. Non soddisfatto dell’entità della somma, lo aveva costretto a salire sulla sua stessa vettura ed a guidare per Pesaro sino ad un sportello bancomat. Qui, dopo avergli estorto il PIN, aveva effettuato un prelievo di 500 euro dal suo conto corrente.

Rientrati presso l’abitazione, prima di lasciarlo libero, lo aveva costretto a sottoscrivere una dichiarazione con la quale il 74enne si impegnava versargli, entro pochi giorni, la somma di euro 5mila, nonché a corrispondergli mensilmente un contributo di mille euro, per sette anni, per il suo sostentamento. Lo lasciava quindi solo, non prima di essersi appropriato delle sue carte di credito ed evergli intimato di non rivolgersi alla Polizia per denunciare l’accaduto.

Sulla base delle informazioni fornite dall’anziano, i poliziotti rintracciavano in breve tempo l’aggressore, all’interno di una cantina di proprietà del primo, ubicato nello stesso condominio, dove si era installato alla meno peggio, essendo privo di fissa dimora, evidentemente sicuro che le minacce rivolte alla sua vittima gli avrebbero garantito il suo silenzio e di conseguenza, l’impunità.

L’uomo, che alla vista degli Agenti non opponeva resistenza, veniva tratto in arresto e condotto presso la Casa Circondariale di Villa Fastiggi. Gli Agenti riuscivano, inoltre, a recuperare tutto il maltolto, restituendo al proprietario.

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