Pesaro, il Consiglio dice sì alla razionalizzazione delle società partecipate

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8 aprile 2015

Primo consiglio comunalePESARO – Il consiglio approva il piano per la razionalizzazione delle partecipate (contrari Fi e M5S, si astengono Ncd e Siamo Pesaro). Lo schema dell’assessore Rito Briglia prevede la dismissione delle partecipazioni di Megas Net e Convention Bureau (“attività non indispensabili per le finalità istituzionali dell’ente”), e contestuale revisione della mission delle società. Con Aspes Spa individuata “capogruppo” per la detenzione delle proprietà di reti, impianti e dotazioni patrimoniali. “Sono strumentali – dice Briglia – all’esercizio dei servizi pubblici locali e alla gestione delle partecipazioni che le verranno conferite da Comune, Pesaro Parcheggi, Agenzia Innovazione e Cosmob”. Con la sottolineatura: “Per il Cosmob, la condizione di detenibilità è il mantenimento della maggioranza pubblica”.

Il disegno

Agenzia Innovazione si conforma al modello in house: “Gestirà servizi del Comune di Pesaro e di altri Comuni soci di Aspes, tramite controllo congiunto esercitato dalla stessa Aspes”. Dentro il riassetto la riunificazione del verde urbano, “attraverso la retrocessione da Marche Multiservizi”. La novità, negli indirizzi, è il ritorno al Comune del vecchio palas, insieme alla gestione del Palas nel padiglione D di Campanara. Su Pesaro Parcheggi, che si mantiene “società ‘potenzialmente’ rivolta a servizi di mercato, mista pubblico-privata”, e Agenzia Innovazione, si precisa: “Diventeranno entrambe società a responsabilità limitata, con organo amministrativo monocratico ricoperto dalla capogruppo Aspes. Il direttore? Avrà funzioni tecniche e amministrative. Non ci sarà il collegio sindacale”. Analoga linea per Farmacie comunali Riccione, mentre sul Cosmob l’indirizzo è il “contenimento dei costi, con riduzione degli organi societari e di controllo. Il presidente della capogruppo parteciperà alle sedute del Cda a titolo gratuito”. Sulla governance della capogruppo Aspes: “Previsti Cda e collegio sindacale, che svolgerà anche il ruolo di revisore legale dei conti. Finché non si provvederà a redigere il bilancio consolidato”. Per le società appartenenti al gruppo del Comune, lo statuto stabilirà l’obbligo del bilancio di previsione, “approvato dall’assemblea dei soci”. A consuntivo, unitamente al bilancio d’esercizio, l’analisi degli scostamenti dal budget. Alla capogruppo va l’esercizio accentrato dei servizi generali e delle funzioni strumentali verso ente controllante (il Comune) e società partecipate.

Economie

Si calcola un risparmio del 59,6% sugli organi societari (da 67mila a 27 mila euro). E ancora: “Costi giù del 39,5% sugli organi di controllo (da 89mila a 54mila euro) – si legge nel Piano -; risparmi del 18% sul totale dei costi di struttura (economie di oltre 265mila euro, ndr)”. Briglia sui tetti agli stipendi: “Il compenso degli organi amministrativi delle società dovrà essere inferiore a quello attuale. Ai dirigenti non potrà essere riconosciuto un compenso superiore a quello del dirigente del Comune di Pesaro che raggiunge la “soglia massima di retribuzione”. La sintesi dell’assessore: “Alla fine del mandato, stimiamo un risparmio di oltre un milione di euro”. Chiude l’assessore al ramo: “E’ un percorso che parte da lontano: ci lavoriamo dall’insediamento della giunta. Siamo stati precursori, andando oltre le dismissioni, anticipando la linea nazionale. Ci saranno economie di scala, aggregando le società”. Esempio: “I contratti saranno eseguiti da unico soggetto, così come la ricerca dei professionisti. Vogliamo concludere il percorso entro la fine dell’anno”.

Il dibattito

Edda Bassi (M5S): “Non è un reale piano di riorganizzazione. Sembra una fusione più che un’unione. Gli enti restano soggetti distinti. La vera novità è l’accentramento del controllo in un’unica persona: cosa pericolosa. Perplessità sul contenitore scelto: è preesistente, con caratteristiche proprie. Forse bisognava aprirne un altro: più pulito, semplice e trasparente”.
Giovani Dallasta (Siamo Pesaro): “Apprezzabile l’intento ma è palpabile la cautela con cui l’ente si è mosso. Diversamente, si sarebbero intaccati interessi lavorativi e socio-politici. Non ci saranno grandi risparmi ma speriamo nel miglioramento dei servizi”.
Roberta Crescentini (Siamo Pesaro): “Bene le dismissioni e i tetti ai compensi, così come la diminuzione dei Cda. Il problema sarà la governance, con il potere accentrato. Devono prevalere criteri meritocratici nell’indicazione di chi guiderà la holding. Megas? Era stata sponsorizzata da Ricci, all’epoca, per energia e green economy: per un senso di responsabilità il Comune dovrebbe mantenere le quote”.
Carlo Rossi (Pd): “Piano che consente risparmi: giusto creare un unico consiglio d’amministrazione che gestisca politicamente l’accorpamento delle società. Una delibera che pone il Comune all’avanguardia nelle scelte”.
Dario Andreolli (Ncd) presenta un emendamento per rafforzare il ruolo di controllo del consiglio comunale, approvato all’unanimità dall’assemblea. E dice: “Non è una scelta di coraggio estremo ma ha base razionali, relative al contenimento dei costi. La dimensione della sfida? Non solo ridurre i compensi dei Cda: ci dovrà essere la garanzia di una gestione unitaria in grado di creare vantaggio competitivo. Altrimenti si perderà la partita. Ami? Doveva essere coinvolta nel progetto, così come è stato fatto per Pesaro Parcheggi. La cartina di tornasole? Sarà lo statuto”.
Silvia D’Emidio (M5S): “E’ un accentramento del controllo e del potere che ci spaventa. Ci sono troppi dubbi e tanti tasselli mancanti”.
Alessandro Bettini: (Fi): “E’ un progetto filosofico: nulla a che fare con la realtà. E’ un’esposizione ‘onirica’, non partorirà neanche un topolino. Non ci sono cifre, solo affermazioni gratuite. Si raddoppiano le società: l’unica vera dismissione riguarda MegasNet, per 873 euro. Agenzia Innovazione? Viene trasformata senza essere sciolta. Avremo Aspes spa e Aspes servizi: sono duplicazioni. E’ un bluff: si complicano le cose invece di semplificare. Qual è il rapporto con la sostenibilità del bilancio del Comune? Stiamo dando contributi e non riceviamo utili. Collegi sindacali eliminati? Attenzionje, rappresentano un organo terzo di controllo. I cda visti come elementi parassitari? Forse perché finora si sono nominati soggetti che hanno scaldato solo la sedia. Alla fine avranno ancora più potere i dirigenti interni. E’ burocratizzazione con aggravio di costi. Si gioca al monopoli, con il ritorno al Comune del vecchio palas. E l’Iva?”.
Marco Minnucci (Pd): “La riforma va verso il risparmio. Le economie sono evidenti e scritte nel piano. E’ una riforma storica, la giunta è andata anche oltre le direttive nazionali. Avrei preferito la dismissione da Cosmob, ma è una mia valutazione. L’opposizione? Dice di avere a cuore i soldi dei cittadini. Allora dovrebbe votare a favore”.
Conclude Matteo Ricci: “Riforma dal basso. Da tre società a una entro fine anno: si occuperà di parcheggi, cimiteri, verde e altro. Un solo consiglio di amministrazione, un unico revisore dei conti, un’unica direzione. Il risultato? Risparmio e semplificazione”.
Secondo il sindaco, “il Piano recupera una visione strategica. Il tema è individuare l’ambito ottimale per la gestione dei servizi pubblici. La dimensione sarà sempre più regionale, se non interregionale, su acqua, gas e rifiuti. La nuova Aspes si riferirà al bacino dell’Unione dei Comuni. Nella semplificazione societaria, ricercheremo la semplificazione delle funzioni. Il tema del futuro? Sarà la fusione della società che nascerà con Aset holding e Megas net. Ma oggi è già un inizio. Giusto che il presidente debba relazionare trimestralmente in commissione e al consiglio: la nuova Aspes diventerà un pezzo essenziale dell’attività amministrativa”.

I consiglieri dell’Unione San Bartolo e Foglia

Eletti i nove consiglieri pesaresi dell’Unione San Bartolo e Foglia. Sono Fraternali, Rossi, Perugini, Manenti, Vitali, Coraducci, Signorotti per la maggioranza; Bassi e Bettini per la minoranza.

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