Sesso online, i sintomi delle “nuove dipendenze”. Nuova puntata della rubrica a cura di De.sidera

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8 aprile 2015

Dott.ssa Arianna Finocchi*

 

In un’era in cui relazioni e interazioni passano spesso attraverso uno schermo, anche la sessualità non è esente da questa contaminazione. Vengono chiamate le “nuove dipendenze” quelle caratterizzate dall’abuso di comportamenti che, in genere, vengono ritenute normali ma che comportano una graduale perdita di controllo tale per cui sono le persone stesse che si accorgono che c’è qualcosa che non va. Si può dunque dipendere dal sesso mediato da uno schermo; sono le cyber dipendenze, nello specifico il “cybersex” e il “cyberporn” addiction. Si tratta dell’abuso di chat erotiche nel primo caso e di pornografia online nel secondo.

Il cybersex è tutto ciò che di sessuale può essere svolto attraverso la rete e i cybersex addicted sono persone ossessionate da pensieri riguardanti il sesso e attraverso la rete, a partire da chat erotiche fino ad arrivare alla fruizione patologica di materiale pornografico; queste persone coinvolte in dinamiche sessuali che non lasciano scampo. Questa dipendenza è caratterizzata da un abuso di comportamenti atti alla ricerca di persone in rete con le quali simulare di avere rapporti sessuali descrivendo le azioni e ciò che provano e In alcuni casi viene introdotto il canale visivo attraverso l’utilizzo di una webcam.

Le due forme sessuali di cyber dipendenza si discostano l’una dall’altra sul piano dell’attività/passività. Il cybersex è interattivo, il computer è un mezzo di relazione e di collegamento per cui vi è una triade UOMO-MACCHINA-UOMO; nel cyberporn invece tutto si ferma allo schermo, la relazione, se così possiamo chiamarla, è composta dalla diade UOMO-MACCHINA. Nel cybersex c’è uno scambio mentre nel cyberporn ci sono solo immagini. In questo tipo di dipendenze le differenze di genere sono significative, le donne infatti prediligono l’aspetto relazionale del cybersex a fronte della stragrande maggioranza di uomini che riversano la loro attenzione e il loro interesse piuttosto sulle immagini pornografiche “passive” che offre il cyberporn, nel quale anche la fantasia è messa da parte, è vinta e soggiogata dalla fissità e stereotipia delle immagini stesse.

I cybersex/porn addicted rispondono ad un quadro di questo tipo:

  • Navigazione prolungata alla ricerca di materiale pornografico o contatti sessuali;

  • Aspettative di gratificazione sessuale legate alle connessioni successive;

  • Masturbazione compulsiva prolungata di fronte alle immagini erotiche;

  • Eiaculazione finale (uomini) / orgasmo (donne) vissuto come scarica liberatoria. Spesso è l’unica possibilità per interrompere la connessione;

  • Senso di vergogna e senso di colpa;

  • Calo del desiderio sessuale verso il partner, calo del desiderio per il sesso reale;

  • Disfunzione erettile

  • La componente emotivo-affettiva della sessualità si riduce, o viene eliminata;

  • Ansia, nervosismo, agitazione, sbalzi d’umore quando non si riesce ad accedere ad internet per scopi sessuali;

  • Tentativi fallimentari di controllare, limitare e sospendere l’utilizzo della pornografica  o del sesso virtuale;

  • Continuare con il consumo di materiale pornografico e sesso virtuale, nonostante le serie conseguenze a livello familiare, sociale, lavorativo ed economico.

Queste due forme di dipendenza sono forme di sex addict, ovvero ipersessualità. Gli ipersessuali oltre ad avere problemi con il sesso, ne hanno molti anche nella vita sociale, raramente riescono a portare avanti un rapporto di coppia, e molto spesso entrano in un vortice di eterna ricerca sessuale che arriva a portare problemi anche nel lavoro e nelle relazioni sociali. il web dà la possibilità di potersi nascondere dietro una maschera rendendo più facile l’interazione: non ci si deve presentare realmente come si è, non si è costretti a metterci la faccia e se le cose si mettono male basta premere un tasto per disconnettersi.

L’erotismo si fossilizza, manca la reale “esplorazione” dell’altro quell’incontro metaforico tra il proprio e l’altrui piacere, essenziale in un vero rapporto sessuale, il confronto con un altro corpo, la sua persona e i suoi desideri. Il cybersex /porn dovrebbe in realtà essere chiamato “cyber-masturbation”, non solo perché l’atto vero e proprio si riduce in una masturbazione, ma anche perché il tutto punta esclusivamente alla propria soddisfazione sfruttando e non incontrando il piacere dell’altro.

Spesso si tendono a sottovalutare le dipendenze virtuali, ma ci sono dei rischi psicopatologici che pertengono a queste categorie di dipendenza e possiamo individuare quattro ordini di elementi che potrebbero favorire lo sviluppo di disturbi legati alla Rete:

1) psicopatologie preesistenti ( depressione, DOC, etc.);
2) condotte a rischio (“eccessivo consumo”, riduzione delle esperienze di vita e di relazioni “reali”, etc.);
3) eventi di vita sfavorevoli (problemi lavorativi, familiari etc. );
4) potenzialità psicopatologiche proprie della rete (anonimato e senso di onnipotenza che possono degenerare in: pedofilia, sesso virtuale, creazione di false identità, gioco d’azzardo, etc.).

Internet fa parte della nostra vita, è un mezzo attraverso il quale ognuno di noi svolge attività che possono andare da quelle professionali a quelle ludiche e che comunque ha arricchito in un certo qual modo la vita di chi lo utilizza quotidianamente e si è reso indispensabile per alcuni di noi.

Sarebbe impensabile rinunciare ai vantaggi che la rete, usata con criterio, ha apportato alla società e sarebbe altrettanto sciocco demonizzarla e demonizzare chi ne fa un uso eccessivo. Occorre invece trattare queste patologie con la serietà che meritano, perché se l’utilizzo della rete è uno di quei comportamenti normali di cui si parla nelle “nuove dipendenze”, sottovalutati e rinforzati dal piacere che se ne trae, può creare effetti disastrosi sul sistema psichico e nella vita sociale della persona dipendente.

Queste persone si sentono alieni, esseri aberranti, emarginati ma al tempo stesso emarginanti poiché iniziano lentamente a ritirarsi e a lasciare fuori loro stessi il mondo al di là dello schermo. La sessualità di chi vive con queste problematiche è martoriata, le relazioni “vere” sono ridotte ai minimi termini, prende il sopravvento il chiudersi alle relazioni reali per favorire quelle virtuali e spesso tutto si riduce al semplice occhio che guarda fine a se stesso.

Oltre agli individui più insicuri, vi sono anche quelli che si avvicinano al cybersex perché ormai non vi è più nulla che riesce a provocare in loro eccitazione, questo è proprio il caso di alcuni sex addict che usando la rete come palliativo tra un’attività sessuale e l’altra, scoprono in questa una nuova passione, che pian piano va a sostituirsi a l’attività svolta nella vita reale.

I motivi per cui il cybersex riesce pian piano a sostituirsi a quello reale sono da ricercarsi piuttosto spesso nella maggiore facilità d’approccio, il non doversi mettere in gioco, il poter soddisfare il proprio piacere senza occuparsi dell’altro, ecc. A questi va aggiunta la possibilità di trasgredire maggiormente esplorando aree al limite del legale, cosa che diventa essenziale per il sex addict ormai assuefatto dal sesso.

*Psicologa, Sessuologa, Psicoterapeuta

Presidente de.Sidera

De.sidera, con sede a Fermignano, è un’associazione che  si occupa di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti. 

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