Verso le Regionali: Ceriscioli chiede un cambio di passo sulle politiche sportive

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8 aprile 2015

Luca Ceriscioli, vincitore alle primarie del centrosinistra

Luca Ceriscioli, vincitore alle primarie del centrosinistra

ANCONA – Primo confronto del candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali, Luca Ceriscioli, con i dirigenti sportivi delle società marchigiane, nella sede regionale del CONI. Un incontro, promosso dal comitato “Ceriscioli Presidente”, per condividere il programma e le iniziative da mettere in campo in vista delle elezioni regionali del prossimo 31 maggio.

Tanti i punti all’ordine del giorno: dall’importanza di avere un assessorato di riferimento perché la delega in mano al presidente non ha funzionato, all’importanza di avere dirigenti con cui dare continuità alle politiche sportive inserendo risorse certe nei capitoli di bilancio per programmare negli anni gli investimenti.

Tanti gli interventi. Molti hanno chiesto un cambio di passo rispetto alle politiche di questi anni e su tutti la necessità di togliere dal patto di stabilità gli investimenti sugli impianti sportivi.

“Credo fortemente nel binomio sport e turismo – spiega Ceriscioli – Il turismo sportivo è una realtà economica significativa della nostra regione ed è un punto che ho inserito del mio programma insieme all’importanza di fare prevenzione partendo dalla gratuità del Certificato di attività sportiva. Occorre fare un salto di qualità anche nel dare maggiore valore allo sport nella nostra regione, che oggi si pratica grazie al volontariato di molti. Occorre vedere lo sport come dimensione che ci può restituire molto sia in termini di qualità della vita che di ricchezza. Le leve su cui agire sono tante. Si parte dai fondi europei che declinati nella dimensione sportiva possono essere una opportunità di crescita e di sviluppo. In merito al patto di stabilità i fondi europei sono extra patto, bisogna solo mettere a disposizione degli operatori gli strumenti giusti per riuscire a spendere tutte le risorse. Inoltre occorre incentivare l’aggregazione dei comuni perché ha riflesso sugli investimenti considerato che i progetti realizzati da questi enti non sono assoggettati alle regole del patto. Poi mettere a disposizione  una struttura regionale che lavori in maniera più efficace e con continuità su questo settore e che guardi allo sport come dimensione strategica all’interno di un sistema. Altra importante leva è quella di facilitare il connubio pubblico-privato dando regole chiare e semplici a chi vuole investire nel pubblico. Infine la parola d’ordine sarà partecipazione. Legiferare per lo sport con l’aiuto di chi ogni giorno vive le problematiche e prova a risolvere i problemi di questo settore”.

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