Marche Nord, Montella sulla “migrazione” dei dializzati: “Trasferimento temporaneo”

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9 aprile 2015

Risposta della Direzione Sanitaria di Marche Nord a Roberto Giannotti che aveva parlato danno e beffa riferendosi alla migrazione forzata di 80 pazienti dializzati,  costretti a spostarsi dal San Salvatore al Santa Croce, tre giorni la settimana.  “Il trasferimento a Fano dei dializzati che hanno come punto di riferimento Pesaro è temporaneo, il periodo necessario ai lavori di riqualificazione della struttura del San Salvatore”. Torna a chiarire il trasferimento del servizio di Dialisi di Pesaro a Fano Maria Teresa Montella, direttore sanitario di Marche Nord: “E’ una ristrutturazione non più rinviabile, necessaria per offrire un servizio migliore. Abbiamo già incontrato le associazioni di volontariato per illustrare gli interventi strutturali di riqualificazione della struttura, ma abbiamo in programma di vederci ancora prima dell’inizio dei lavori proprio per costruire insieme un nuovo modello organizzativo. Purtroppo la ristrutturazione del reparto non può più attendere, i lavori sono necessari ed evidenti a tutti. Basta solo guardare la differenza tra la struttura di Fano, ristrutturata e attiva dalla fine del 2012, e quella di Pesaro. La necessità di una ristrutturazione è sotto gli occhi di tutti. Rispetto a quanto avvenne per Fano, a Pesaro non abbiamo spazi da mettere a disposizione dei pazienti dializzati durante il periodo dei lavori. L’unica scelta percorribile è utilizzare il reparto del Santa Croce, potenziando i turni e attivando le sedute serali, tra l’altro molto gradite ai pazienti che lavorano. Già a settembre cominceremo un monitoraggio sul gradimento del servizio di Fano e terminati i lavori a Pesaro, valuteremo insieme ai pazienti e alle associazioni di riferimento il modello organizzativo da adottare, tenendo conto proprio del gradimento e delle esigenze dei pazienti. In piena partecipazione e condivisione”.

Il Direttore sanitario conclude: “Non c’è nessun spacchettamento delle attività di dialisi, come dice Giannotti, semplicemente una riorganizzazione dell’attività ambulatoriale di Nefrologia che ha consentito una ottimizzazione delle risorse e generato un aumento delle sedute. Inoltre a Pesaro restano attivi i posti di degenza”.

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