Penultimo appuntamento di Sinfonica 3.0: ANTONIO VIVALDI Le stagioni

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9 aprile 2015

PESARO – A distanza di poche settimane dal bellissimo concerto, Quarta interpreta Beethoven, il celebre violinista salentino torna al Teatro Rossini, venerdì 10 aprile, ore 21.00, con Antonio Vivaldi Le Stagioni nel penultimo appuntamento di Sinfonica 3.0, stagione concertistica, organizzata dall’Orchestra Sinfonica Rossini in collaborazione con il Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza grazie al sostegno di Xanitalia e Amplifon.

Orchestra sinfonica Rossini

Orchestra sinfonica Rossini

Sarà un’occasione imperdibile per apprezzare uno dei binomi ormai paradigmatici del mondo musicale: Antonio Vivaldi – Massimo Quarta. Il celebre violinista, infatti, ha impresso la propria forte caratterizzazione all’interpretazione delle Stagioni tanto che Delos ne ha editato un’incisione bellissima e che tantissimi teatri hanno inserito nel proprio cartellone principale questo binomio.

In occasione di questo concerto, il Lions Club Pesaro della Rovere ha acquistato numerosi biglietti, messi poi a disposizione dei soci e dei loro ospiti, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’ultimazione della casa di prima accoglienza per famiglie senza tetto denominata Casa Lions Tabanelli situata nei pressi dell’Adriatic Arena a Pesaro.

Assieme alle Stagioni saranno proposti altri due brani, di sir Edward Elgar la Serenata per archi e di Roberto Molinelli, compositore residente e direttore per l’innovazione dell’OSR, FJH Divertimento per archi. Questa composizione è costruita sulle note ricavate dalle lettere del nome di Hayden e dal loro significato musicale. Assieme al fascino e alla brillantezza di Elgar, i due brani possono essere considerati per diverse motivazioni altamente evocativi e quindi ben associabili al descrittivismo di Vivaldi.

Le quattro stagioni è sicuramente la più famosa delle composizioni di Antonio Vivaldi. Si tratta dei primi quattro concerti per violino de Il cimento dell’armonia e dell’inventione, op. 8. Furono pubblicati dalle officine tipografiche dell’editore Michel-Charles Le Cène ad Amsterdam nel 1725, ma è lo stesso Vivaldi ad affermare, nella dedica al conte Morzin, che erano stati composti precedentemente. I diversi manoscritti ritrovati presentano, infatti, alcune differenze che confermano quanto dichiarato dall’autore. Il cimento dell’armonia e dell’inventione, come la precedente raccolta di concerti L’estro armonico opera 3, si compone di 12 concerti. La differenza fra le due raccolte riflette l’evoluzione del gusto dei primi decenni del XVIII secolo. Ciascun concerto de “Le quattro stagioni” si divide in tre movimenti, dei quali due, il primo e il terzo, sono in tempo di Allegro o Presto, mentre quello intermedio è caratterizzato da un tempo di Adagio o Largo, secondo uno schema che Vivaldi ha adottato per la maggior parte dei suoi concerti. Ogni concerto si riferisce ad una delle quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Si tratta di un tipico esempio di musica a programma, cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo. Ad esempio, l'”Inverno” è dipinto spesso a tinte scure e tetre, al contrario l'”Estate” evoca l’oppressione del caldo, oppure una tempesta nel suo ultimo movimento. Le musiche delle 4 stagioni sono accompagnate da altrettanti sonetti descrittivi, forse scritti da un poeta anonimo o forse da Vivaldi stesso.

Guida all’ascolto de Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi

I tre movimenti di cui consta la Primavera, in tonalità di Mi maggiore, descrivono tre momenti della stagione: il canto degli uccelli (allegro), il riposo del pastore con il suo cane (largo) e la danza finale (allegro). Il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole, il latrato del suo fedele cane, mentre i restanti violini le foglie fruscianti. Segue l’Estate è in Sol Minore. Per i suoi toni accesi e violenti questo concerto riflette con maggiore efficacia rispetto agli altri la carica esplosiva della stagione. La tempesta viene descritta passo passo nella sua manifestazione al pastore: dapprima si avvicina da lontano nella calura estiva (allegro non molto – allegro), quindi il pastore che si spaventa per l’improvviso temporale (adagio presto) e infine la virulenza sprigionata dalla tempesta in azione (presto). L’Autunno è in Fa maggiore. Vivaldi descrive la figura del dio romano Bacco: un’iniziale panoramica della vendemmia è seguita dall’ebbrezza provocata dal vino, movimento dal titolo “I dormienti ubriachi”, in un clima trasognato e sereno. L’ultimo movimento coincide con i martellanti ritmi della caccia. Si chiude con l’Inverno, in Fa minore. Viene descritto in tre momenti: l’azione spietata del vento gelido (allegro), il secondo movimento, tra i più celebri delle quattro stagioni, della pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato (adagio) e la serena accettazione del rigido clima invernale (allegro).

PRIMAVERA

Sonetti

Allegro

Giunt’ è la Primavera e festosetti

La Salutan gl’ Augei con lieto canto,

E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti

Con dolce mormorio Scorrono intanto:

Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto

E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti

Indi tacendo questi, gl’ Augelletti

Tornan di nuovo al lor canoro incanto:

Largo

E quindi sul fiorito ameno prato

Al caro mormorio di fronde e piante

Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato.

ESTATE

Sonetti

Allegro non molto

Sotto dura stagion dal sole accesa

Langue l’huom, langue ‘l gregge, ed arde ‘l pino,

Scioglie il cucco la voce, e tosto intesa

Canta la tortorella e ‘l gardellino.

Zeffiro dolce spira, ma contesa

Muove Borea improvviso al suo vicino;

E piange il Pastorel, perché sospesa

Teme fiera borasca, e ‘l suo destino;

Adagio

Toglie alle membra lasse il suo riposo

Il timore de’ lampi, e tuoni fieri

E de mosche, e mosconi il stuol furioso:

Presto

Ah che pur troppo i suoi timor sono veri

Tuona e fulmina il cielo grandinoso

Tronca il capo alle spiche e a’ grani alteri.

AUTUNNO

Sonetti

Allegro

Celebra il Vilanel con balli e Canti

Del felice raccolto il bel piacere

E del liquor di Bacco accesi tanti

Finiscono col Sonno il lor godere

Adagio molto

Fa’ ch’ ogn’ uno tralasci e balli e canti

L’ aria che temperata dà piacere,

E la Staggion ch’ invita tanti e tanti

D’ un dolcissimo sonno al bel godere.

Allegro

I cacciator alla nov’alba à caccia

Con corni, Schioppi, e cani escono fuore

Fugge la belva, e Seguono la traccia;

Già Sbigottita, e lassa al gran rumore

De’ Schioppi e cani, ferita minaccia

Languida di fuggir, mà oppressa muore.

INVERNO

Sonetti

Allegro non molto

Agghiacciato tremar tra nevi algenti

Al Severo Spirar d’orrido Vento,

Correr battendo i piedi ogni momento;

E pel Soverchio gel batter i denti;

Largo

Passar al foco i dì quieti e contenti

Mentre la pioggia fuor bagna ben cento

Allegro

Caminar sopra il ghiaccio, e a passo lento

Per timor di cader girsene intenti;

Gir forte Sdrucciolar, cader a terra

Di nuovo ir sopra’l ghiaccio e correr forte

Sin ch’il ghiaccio si rompe, e si disserra;

Sentir uscir dalle ferrate porte

Scirocco, Borea, e tutti i venti in guerra

Quest’è’l verno, ma tal, che gioia apporte.

Biglietteria

Posto di Platea e Posto di Palco I ordine e di II ordine € 15 (€ 12 ridotto)

Posto di Palco III ordine € 12 (€10 ridotto)

Posto di Palco IV ordine € 8

Loggione € 5

Riduzione per spettatori di età inferiore ai 25 anni e superiore ai 65 e per gli studenti del Conservatorio. Il botteghino del Teatro Rossini, piazzale Lazzarini, è aperto dal mercoledì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 19.30 e nei giorni di spettacolo dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 fino ad inizio spettacolo (tel. 0721 387621).

Vendita online: una parte dei posti disponibili viene messa in vendita on line; l’acquisto si può effettuare visitando il sito www.vivaticket.it.

Pesaro, 9 aprile 2015

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