Pesaro, un quartiere del sesso come a Berlino, Amsterdam e Parigi? Riflessioni a luci rosse

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9 aprile 2015

PESARO – Pesaro come Berlino, Amburgo, Istanbul, Barcellona, Madrid, Londra, Amsterdam o Parigi, dove la sdoganatissima Pigalle, per esempio, è diventata nel tempo un “monumento” a luci rosse da visitare turisticamente come la Torre Eiffel? Ci dobbiamo preparare ad avere anche a Pesaro, Fano o Urbino un quartiere hot legalizzato? Se sì, dove? In che zona? Nell’area industriale per ridare calore, con le “case aperte”, a fabbriche chiuse dalla crisi? A Istanbul, nel quartiere di Karakoy, in zona Zürafa Sokak,  si sono fatti pochi problemi: sinagoghe e moschee si alternano a case in cui le prostitute svolgono la loro attività, regolare. Domanda: siamo noi ad essere troppo indietro e ad aver la mentalità troppo provinciale? A Pesaro, lo ricorderete, l’apertura di un sexy shop senza personale (in pratica era un enorme self-service) in zona Porto, solo pochi mesi fa, aveva fatto scatenare una crociata da parte dei residenti. Pesaro, seconda città della Marche per numero di abitanti, resta uno dei pochi centri a non avere la prostituzione su strada. E pazienza se poi, in questi stessi mesi, le cronache locali abbiano scoperchiato prostituzione in appartamenti della zona mare (vedi il recente giro di brasiliane stroncato a Pesaro), in finti centri massaggi a due passi da bar e ristoranti, o in condominio (a Fano), dove sullo stesso pianerottolo si alternavano la signora che tornava a casa dalla spesa e clienti di ogni estrazione sociale, pensionati compresi, in coda per un quarto d’ora d’amore. Basta fare una piccola e facile ricerca su internet: decine e decine di annunci, a Pesaro e zone limitrofe, a domicilio o in albergo, che offrono prestazioni più o meno velate.

L’avrete sentito o già letto: una settantina di parlamentari di diversi schieramenti, con un manifesto bipartisan, stanno cercando di andare oltre la Legge Merlin. Nella nuova proposta di legge la prima firma è della senatrice Pd Maria Spilabotte: nel testo, presentato ieri nel corso di un’iniziativa di Pierpaolo Vargiu (Sc), con la presenza di Stefano Dambruoso, questore della Camera, si sono messe insieme diverse proposte che vanno dalla creazione di zone a luci rosse legali (ovvero dove la prostituzione è autonoma e libera) nelle città, alla regolamentazione del libero esercizio in casa, con controlli sanitari e obbligo di preservativo, la creazione di cooperative e l’iscrizione alla Camera di Commercio. Riassumendo: nuove figure tassabili e sicurezza sanitaria. Anche perché lo stesso discorso obbligherebbe dove possibile le cittadine straniere, molte delle quali clandestine, a uscire allo scoperto e mettersi in regola.

Il testo vieta l’esercizio della prostituzione in luoghi pubblici fatta eccezione per alcune aree individuate dagli enti locali: i sindaci avranno la possibilità di decidere se e dove creare zone a luci rosse. Il dibattito è aperto. E vecchio. L’idea dell’attuale sindaco di Roma Marino, ovvero aprire un quartiere a luci rosse per liberare la città eterna, convogliandoci tutte le prostitute, non è nuova. Ci hanno provato a Napoli, Ravenna, Marghera, Vicenza e Genova… Ci aveva provato anche Albertini, in veste di sindaco, a Milano. Diciamo che dove la politica non si è messa ancora d’accordo è arrivato prima il business: sentire per credere la pubblicità, attualmente in onda su diverse radio,  di un noto locale a luci rosse che aspetta con gioia l’inizio dell’Expo…

4 Commenti to “Pesaro, un quartiere del sesso come a Berlino, Amsterdam e Parigi? Riflessioni a luci rosse”

  1. arnaldo scrive:

    fine del moralismo ipocrita … era ora ma apriamo uno spoazio anche dove le donne possano trovare un uomo diverso dal marito o fidanzato…

  2. Gino scrive:

    Giusto Arnaldo ma non dimenticare che per gli italiani le donne sono tuttr zocc… tranne la mamma e la propria moglie

  3. pippo scrive:

    E facciamogli pagare le tasse così risaniamo il debito

  4. ciccio scrive:

    Non mi risulta si sia parlato nè di tempi,nè di numeri in Parlamento per l’approvazione,e siccome questi signori l’anno scorso a quest’ora facevano le stesse identiche chiacchiere…

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