La Vuelle cade sulle Dolomiti, ma pure Caserta va ko: la salvezza rimane affare a due

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13 aprile 2015

PESARO – Giocare meglio rispetto alla sconfitta contro Cremona del sabato pasquale non era una missione impossibile per la Consultinvest, perché la Vuelle vista contro la Vanoli era stata una delle più brutte di questa stagione. Ma siamo sicuri che, nonostante qualche passo in avanti, contro Trento non si potesse fare qualcosina in più? Siamo convinti di sì perché, pur con il divario in classifica esistente tra le due formazioni, la Dolomiti Energia vista sabato sera non è stata la macchina perfetta ammirata nel girone d’andata, ma un’onesta utilitaria che arrancava in salita e che è riuscita ad effettuare il sorpasso solamente perché Pesaro non ha mai inserito la marcia giusta nel momento appropriato, finendo per diverse volte in folle, con quegli errori ripetuti e non provocati che le hanno impedito di chiudere il primo tempo in vantaggio, non approfittando dei tanti errori trentini dalla linea dei 6,75. Poi a inizio ripresa sono bastate tre triple consecutive dei padroni di casa per dare la prima spallata al match, ma c’era ancora spazio e tempo per ritornargli in scia e provare il sorpasso all’ultima curva, sperando magari in qualche altra sbandata avversaria per batterli sulla linea del traguardo, invece la Vuelle ha continuato ad andare fuori giri, con quella marea di errori puerili, banali palle perse e conclusioni fallite da mezzo metro che non le hanno mai consentito di riavvicinarsi in maniera decisa.

Un vero peccato, perché non rimangono molte partite per provare ad invertire questo trend negativo, con la Vuelle che dopo la rocambolesca vittoria di Capo D’Orlando non è più riuscita ad infilare quaranta minuti consecutivi di buona pallacanestro, limitandosi a qualche quarto ben giocato, insufficienti per limitare i danni provocati nei periodi bui, quelli in cui Pesaro sembra perdere completamente di vista il piano prepartita, tornando a giocare quegli uno contro cinque che fanno solamente il gioco degli avversari, anche quando saltuariamente si riesce a segnare qualche rocambolesco canestro, è dalle cattive scelte offensive che nascono il maggior numero di problemi della Consultinvest attuale, dove Wright è diventato l’osservato speciale di tutte le difese avversarie, con Chris che non sta riuscendo a variare il suo modo di giocare, fatto di tante penetrazioni verso il ferro che richiedono una condizione fisica ottimale per 40 minuti, perché altrimenti la difesa avversaria riesce a chiudergli sempre la strada verso il canestro. E’ proprio il gap fisico che sta venendo fuori in maniera preoccupante in questo finale di stagione della Vuelle, perché forse il solo Judge è in grado di contrastare efficacemente il suo avversario diretto, almeno sul piano dell’atletismo puro, mentre sono evidenti i problemi di Lorant ogni volta che mette la palla per terra, anche se l’ungherese cerca col mestiere di portare a casa qualche punticino, condizione fisica che Myles sembra aver perso definitivamente in quelle entrate mancine che vengono puntualmente stoppate dai lunghi avversari e che anche Raspino fatica a ritrovare, condizionandolo negativamente. Discorso a parte lo merita Ross, croce e delizia di questa stagione, vero barometro del rendimento di questa Consultinvest che avrebbe bisogno di un LaQuinton sempre al top per portare a casa la vittoria, ma ormai sappiamo che il numero zero biancorosso non è in grado di rimanere concentrato per quaranta minuti e soprattutto non ha la necessaria potenza fisica per continuare nel suo giochino preferito, ovvero quello di battere l’avversario diretto dal palleggio – e questo gli riesce il 99% delle volte – per poi vedere il canestro come una sorta di Santo Graal, unico obiettivo da raggiungere anche di fronte a tre avversari che ti aspettano per chiuderti ogni varco, costringendolo a quei tiri molli che difficilmente finiranno dentro la retina. Purtroppo nessuno è riuscito in sette mesi a convincere Ross ad uscire da questo schema, cercando magari quelle conclusioni da tre punti che non gli darebbero gli stessi stimoli, ma che farebbero salire il punteggio sul tabellone della sua squadra e a quattro partite dalla conclusione non nutriamo troppe speranze in un suo improvviso ravvedimento.

Ci si avvia così verso l’ultimo mese del campionato, in un duello infinito tra Pesaro e Caserta che continuerà fino al 10 maggio, a meno di risultati clamorosi da ambo le parti che al momento sono difficilmente ipotizzabili, servirà una Consultinvest unita verso l’obiettivo, in grado di ripianare i malumori interni che cominciano a intravedersi anche da fuori, coach Paolini dovrà dimostrare di essere in grado di tenere unito lo spogliatoio anche sul piano psicologico, oltre che su quello tecnico, in un finale di campionato dove conterà più l’esperienza che un pick and roll ben eseguito, con il piccolo problema che questa Vuelle di esperienza ne ha veramente poca, al contrario di Caserta dove i vari Ivanov, Mordente e Michelori sono giocatori avvezzi a mille battaglie sportive.

I PIU’…

Rimbalzi
I tanti errori al tiro delle due formazioni hanno lasciato sul parquet una marea di rimbalzi da catturare e la Vuelle ha combattuto ad armi pari (45-44) con la Dolomiti Energia, grazie ad un positivo Judge (11) e al buon contributo di Wright, Lorant e Ross, anche se qualche disattenzione in meno sarebbe stata utile alla causa.

Peter Lorant
Non è il giocatore più spettacolare del campionato e lo scarso atletismo non lo aiuta nella lotta dentro l’area colorata, ma il mestiere non gli manca e riesce a rendersi utile con le sue triple e una discreta difesa contro avversari dalla maggior stazza fisica.

Wally Judge
Coach Peterson lo prende di mira per tutta la telecronaca, definendolo più un’atleta che un giocatore di basket, ma non siamo d’accordo con il vecchio Dan, perché Judge non sarà il miglior centro del campionato, ma i suoi progressi sono evidenti e non è solo colpa sua se il pick and roll non fa ancora parte del bagaglio tecnico di questa Consultinvest.

…E I MENO DELLA SFIDA TRENTO – PESARO

Percentuale dal campo
Tirando con il 32% dal campo non sono molte le possibilità di uscire vincenti dal parquet della quinta in classifica, anche se la stessa Trento non fa molto di meglio col suo 40%, ma la Vuelle ha il demerito di aver fallito troppi rigori a porta vuota in un primo tempo che avrebbe dovuto chiudere in vantaggio di una decina di punti.

Palle perse
Coach Paolini pone giustamente l’accento sulle palle perse dai suoi giocatori che, anche se numericamente nella media stagionale, sono state una delle principali cause della sconfitta biancorossa, essendo arrivate nei momenti topici del match, difficile perdonare quei contropiedi falliti per la troppa frenesia o quei palloni finiti in tribuna direttamente dal palleggio.

Tommaso Raspino e Nicholas Crow
Coach Paolini prova la carta Raspino direttamente nel quintetto iniziale, sia per dare un segnale a Ross, sia per provare a contenere il capocannoniere Mitchell, ma Raspino spreca malamente l’occasione, non riuscendo mai a rendersi utile né con qualche rimbalzo, né con qualche canestro. Discorso analogo per Crow che non ha il passo giusto per ben figurare in questa serie A e con gli errori di sabato è arrivato ad un eloquente 2 su 22 stagionale dalla linea dei 6,75.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Sono rimaste solo Pesaro e Caserta a giocarsi l’ultimo posto disponibile per rimanere in serie A dopo una 26esima giornata che ha visto Capo D’Orlando e Varese raggiungere virtualmente la salvezza, con i siciliani che superano di un punto l’Enel Brindisi, mentre l’OpenJobMetis batte Caserta solo negli ultimi secondi, dopo che la Pasta Reggia era riuscita a recuperare 16 lunghezze di svantaggio, a dimostrazione che la squadra di Esposito è tutt’altra che rassegnata e non si arrenderà fino all’ultima giornata. E’ stata l’ennesima domenica passata davanti al computer dai tifosi pesaresi, nell’attesa del risultato del match di Varese, che solo in parte ha mitigato la delusione per le quattro sconfitte consecutive di una Consultinvest che non riesce più a esprimere un basket redditizio (67,5 punti nell’ultimo mese) con percentuali deficitarie sia da tre punti che dalla lunetta, con la Vuelle che sembra tornata quella confusionaria del girone d’andata.

In attesa della decisione del Giudice Sportivo – prevista in settimana – sul ricorso casertano contro il punto di penalizzazione inflittogli per il ritardo nei pagamenti dei contributi, la classifica comincia a delinearsi, con Pesaro che sa che con un altro successo si garantirebbe almeno la possibilità di giocarsi la salvezza all’ultima giornata, ma non sarà facile per i ragazzi di Paolini tornare alla vittoria, in un calendario che propone domenica prossima l’impegnativa trasferta bolognese, con la Granarolo alla ricerca di punti per l’accesso ai playoff, mentre Caserta andrà a far visita ad una Avellino senza nessun obiettivo da raggiungere, si andrà avanti così per i prossimi tre turni, consapevoli che questa versione della Vuelle è oggettivamente inferiore al resto della compagnia e che, per conquistare le due vittorie indispensabili per salvarsi, tutti dovranno impegnarsi al massimo, perché Caserta non ha nessuna intenzione di mollare.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano ufficializza il suo primo posto in regular season battendo senza problemi l’Acea Roma, mentre per la seconda posizione rimangono in lizza Venezia – che rifila un ventello a Cantù – e Reggio Emilia che supera in uno spettacolare scontro diretto il Banco di Sardegna Sassari, con i sardi scivolati in quarta posizione con due sole lunghezze di vantaggio su Trento, Brindisi non riesce ad espugnare il parquet di Capo D’Orlando, con i siciliani che possono ormai festeggiare la raggiunta salvezza, insieme a Varese che fa un favore alla Vuelle superando nel finale una combattiva Pasta Reggia Caserta, per gli ultimi due posti utili per i playoff, importante il successo di Cremona sulla Granarolo Bologna in una 26esima giornata che si concluderà con il posticipo di stasera tra Pistoia ed Avellino.

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