“Sesso aperto nelle case chiuse”. Nuova puntata della rubrica a cura di de.Sidera

di 

15 aprile 2015

Sesso case chiuse bordelliDott.ssa Sabrina Dini*

“Udite, udite!”… urlato dal megafono della macchina pubblicitaria:  una settantina di parlamentari di diversi schieramenti, con un manifesto bipartisan, stanno cercando di andare oltre la Legge Merlin. CIOE’ SETTANTA PARLAMENTARI D’ACCORDO SU UNA COSA , IN ITALIA, NON LI ABBIAMO AVUTI NEANCHE PER L’ENTRATA IN GUERRA! E cosa ha unito queste personalità così alte?: Il SESSO! La chimera della possibilità di una prossima riapertura delle case chiuse, case di tolleranza, bordelli, casini, case d’appuntamenti, postribolo o lupanare? Come le chiameremo dopo più di sessant’anni dalla loro “scomparsa”?

Perché è tornata la necessità di avere qualcosa che quasi più nessuno sa cosa è?

Peggio: perché vogliamo riattivare qualcosa che avevamo scartato? E ancora: perché dobbiamo tornare indietro per andare avanti?

Case chiusePerché si dovrebbero riaprire le case di tolleranza? A dire il vero ci sono interi scaffali di ponderosi saggi dedicati alla prostituzione e ai clienti dell’antico mestiere. Le motivazioni di questa scelta sono numerose. Si va dal bisogno di incontrare la varietà sessuale, alla ricerca di conferme, alla trasgressione, alla vendetta, e non dimentichiamo che sono rapporti sessuali senza coinvolgimento conditi da bellezza e giovinezza, comunque consenzienti e certamente non richiedenti (a parte il denaro).

Questa è l’ultima notizia che ha messo in subbuglio l’Italia, che ha risollevato gli animi depressi e angosciati degli italiani quasi a illuderli che se si riaprono le case chiuse si torna indietro agli anni ’50, quasi a poter cancellare gli anni da allora ad oggi, quasi a illuderci di poter rifare tutto daccapo.

Ma perché di tutti gli errori fatti sin da allora, abbiamo iniziato col correggere proprio questo? C’è crisi economica, crisi di governo, crisi d’identità e il problema è che non ci sono le case chiuse?

Partiamo dall’inizio per cercare le risposte. Sapete Platone da chi ha fatto nascere AMORE? Da PENIA, cioè uno stato di privazione e di povertà ed è anche questo forse a dare il motivo della riapertura delle case chiuse. IN QUESTA SOCIETA’ CHE RICHIEDE DI POSSEDERE bellezza, prestanza, sicurezza, giovinezza e RICCHEZZA chi non HA ciò è destinato a non aver neanche il DIRITTO di gioire.

E’ una società che vive nel paradosso, si è bombardati da stimoli sessuali in continuazione ma vivere la sessualità è quasi impossibile, è un po’ come far lavorare in pasticceria un diabetico: pieno di dolci che non può mangiare. E così pur di mordere qualcosa qualcuno si accontenta altri si arrendono.

Il piacere sessuale è un’emozione, ma per arrivarci esiste una base fisica, tecnica e corporea. Affinché il piacere sia semplice e naturale occorre conoscere bene il proprio corpo e il suo funzionamento e riuscire a trasmetterlo all’altro. Oggi non c’è tutto questo tempo e quindi la maggior parte delle volte invece di un rapporto sessuale si assiste al semplice soddisfacimento biologico che non fa sentire appagati perché per raggiungere questo stato di “GRAZIA” servono anche delle stimolazioni psichiche. Ci si deve sentire desiderati e si deve desiderare, ci si deve liberare dei pudori e dalle paure e tutto ciò richiede una conoscenza di se stessi e una capacità di trasmetterlo all’altro in modo da rendere tutto soddisfacente.

E vi sembra facile?

Così ci si arrende al sesso telefonico, al sesso con la webcam (e si perché materialmente c’è quella vicino a te) fino a quando tutto ciò ti dà più frustrazione che godimento e allora si perde la voglia di farlo.

Non sarebbe meglio imparare a vivere la sessualità?

Ad oggi, nel 2015, sembra più facile riportare alla luce dei luoghi adibiti alla sessualità forse, anche perché, sarebbero più decorose e limiterebbero alcuni aspetti barbari della prostituzione odierna. Quella che era un’attività circoscritta e monitorabile è diventata una giungla in mano a criminalità e mafie internazionali. Oggi le prostitute sono circa 70mila, metà straniere e il 20% minorenni; i clienti 9 milioni, per un giro di affari che frutta 90 milioni di euro al mese, oltre 1 miliardo all’anno.

Forse, niente niente, perché non siamo andati avanti ma ci siamo solo illusi di averlo fatto?

O forse perché, come diceva mio padre “Se si riaprissero i bordelli risaneremmo i debiti dello Stato e quelli dell’anima”: i debiti dello stato perché “i lavoratori” pagherebbero le tasse, i debiti dell’anima perché fare sesso male è peggio di non farlo affatto.

*Socia fondatrice, consigliera associazione de.Sidera

De.sidera, con sede a Fermignano, è un’associazione che  si occupa di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

5 Commenti to ““Sesso aperto nelle case chiuse”. Nuova puntata della rubrica a cura di de.Sidera”

  1. ciccio scrive:

    Ma il senso di questo sconclusionato articolo quale sarebbe?

    • admin scrive:

      Il senso è che un’associazione del nostro territorio, De.Sidera, composta da psicologhe e sessuologhe, cerca di ragionare insieme ai nostri lettori su un tema che da troppo tempo è ostaggio di ignoranza, falsi moralismi e problemi veri. Ha letto i precedenti articoli sul tema?

  2. Francostars scrive:

    Ma la prostituzione in Italia è già tassata; questo ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011 e 18030/2013. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”.
    Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito?

  3. ciccio scrive:

    Caro admin,penso che se la lingua italiana fosse libera da quelle definizioni che terminano in”ologo”e,soprattutto, in”ologa”,vivremmo tutti in un mondo migliore.
    È vero,lo confesso,si tratta d’un limite mio: il suono di quelle sillabe è ,per me,come l’aglio per il conte Dracula,la kriptonite per Superman,Equitalia per Briatore.
    Non ero al corrente dell’esistenza d’altri vostri articoli sull’argomento,questo è il primo che ho trovato linkando a caso,come s’usa al giorno d’oggi.
    Forse,se avessi avuto modo di farlo,avrei evinto la vostra posizione,abolizionista o regolamentarista,in merito.
    In segno di pace ritiro,(provvisoriamente:-) ),lo “sconclusionato”e m’impegno ad approfondire la lettura.
    Saluti,Ciccio.

    • admin scrive:

      Ci mancherebbe, noi di pu24 siamo una piccola goccia indipendente nel mare dell’informazione. Di solito, non solo in questo caso, esponiamo un tema e cerchiamo di ragiornarci, sia con i nostri lettori sia con i professionisti che si “prestano” con le loro penne a rendere più qualificato pu24. Ci trova anche su Fb: pu24. Saluti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>