I Bonnie e Clyde dell’entroterra sono 2 ventenni rumeni: rubavano gioielli alle vecchiette

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16 aprile 2015

PIOBBICO – Finiti i giochi di prestigio per una coppia di rumeni senza fissa dimora, la 21enne Madalia Paum e l’88 Costel Miclescu, deferiti all’Autorità giudiziaria dalla stazione carabinieri di Piobbico, unitamente a quella di Carpegna.

Almeno sei i colpi che sarebbero stati messi in atto dalla scorsa estate nei comuni di Piobbico, Apecchio, Sassocorvaro e Carpegna, in danno di anziane signore.

Le descrizioni di alcuni dettagli riferibili alla coppia, il colore del mezzo da loro usato e il parziale di una targa tedesca hanno consentito ai carabinieri di Piobbico di condurre una certosina attività d’indagine fatta in primo luogo comparando i reati similari ricorrenti nella nostra provincia con quelli perpetrati in altri comuni delle regioni limitrofe e, in secondo luogo, mettendo a sistema tutte le informazioni raccolte. Tale caparbia investigazione ha permesso di identificare i due cittadini di nazionalità rumena e di ricostruire una mappatura dei loro spostamenti.

Questi, dicono i carabinieri – dopo aver individuato il paese in cui commettere il colpo, percorrevano le strade principali sino ad imbattersi nelle prede. L’uomo pare facesse scendere la ventenne dall’auto di grossa cilindrata di colore verde con targa tedesca, posizionandola così che in caso di pericolo avrebbero potuto vedersi assicurata la via di fuga. La giovane, pertanto, si avvicinava alle malcapitate con modi affabili sfruttando il pretesto della richiesta di indicazioni stradali o della somiglianza delle stesse con parenti defunti o persone conosciute e al momento dei ringraziamenti, abbracciandole e baciandole insistentemente, così da disorientarle, con una consolidata tecnica basata su una spiccata abilità manuale, sottraeva la collana in oro e la sostituiva con un monile privo di valore. La derubata, infatti, il più delle volte, si accorgeva di aver patito il furto solo in un secondo tempo, rimanendo in una situazione emotiva di vergogna e di sconforto in quanto, spesso, i beni asportati, al di là del mero valore economico, rappresentavano un ricordo di una persona deceduta, un regalo legato ad un caro o ad un evento importante della vita.

Questa indagine, coordinata dal sostituto procuratore Simonetta Catani, si inquadra nell’alveo di quel quotidiano e instancabile impegno con il quale tutto il personale della compagnia carabinieri di Urbino opera alla prevenzione e al contrasto dei reati contro il patrimonio.

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