Danni del maltempo, Tagliolini e i sindaci: “Qui si rischia il collasso, Renzi ci ripensi”. Le FOTO

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17 aprile 2015

TAVOLETO – Lo Stato non riconosce alla Regione Marche lo stato di emergenza per i danni del maltempo di questo inverno, danni che hanno messo ko l’intera regione, dalla costa all’entroterra. Nella morsa del maltempo anche la provincia di Pesaro e Urbino.

Continua il tour nelle zone martoriate del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino. Ieri mattina, Tagliolini è tornato nel Montefeltro, iniziando i sopralluoghi da Tavoleto, incontrando il sindaco e i primi cittadini di Montecalvo in Foglia ed Auditore. “Situazione delicata causata dal maltempo di questi mesi, maltempo che ha fortemente danneggiato la viabilità. Stiamo incontrando i sindaci del territorio per capire come intervenire; a complicare la situazione il mancato riconoscimento dello stato d’emergenza da parte del governo”.

Per Tagliolini è necessario valutare le priorità e procedere con una gestione strategica. “E’ essenziale il contributo dei sindaci e cittadini -prosegue il presidente della Provincia – E’ questa l’idea della Provincia costituita dai primi cittadini. Si procederà nelle prossime settimane mettendo in atto delle piccole opere di intervento”.

Non solo il mancato stato d’emergenza, ma a gravare sui conti provinciali i prelievi forzosi da parte dello Stato che tolgono risorse essenziali per gli interventi sul territorio: “La nuova filosofia che vogliamo intraprendere è quella di creare piccole squadre di lavoro per la manutenzione e intervenire immediatamente in caso di emergenza”.

Lo scorso 6 febbraio la provinciale tavoletana, sotto le battenti piogge, è collassata su se stessa, prima con un dislivello di 60 centimetri, arrivato oggi a circa 6 metri. Da tempo, tra i campanelli d’allarme, frane sul ciglio della strada. “E’ nostra priorità come quella provinciale trovare una soluzione per la viabilità entro l’estate – spiega il sindaco di Tavoleto Nello Gresta – Dalla prossima settimana partiranno i valori per l’allargamento e la messa in sicurezza della strada di Cal Fabbro. Per la tavoletana con la Provincia a giorni inizieranno i primi sondaggi del fondo stradale per capire al meglio le cause del crollo e iniziare a lavorare su una viabilità provvisoria”.

La strada di Cal Fabbro è una via secondaria che costeggia la strada maestra, strada chiusa al traffico ma accessibile ai soli residenti, dove oggi non transitano solamente automobili ma anche corriere e camion.

Tavoleto potrebbe rischiare l’isolamento, visto che anche l’altro tratto di provinciale, quello de “La Marcella” sta presentando criticità, strada che in un tratto rientra nel comune di Urbino. “Sarà un intervento meno oneroso ma necessario – spiega Gresta – l’urgenza era per due punti, ma se n’è aggiunto un terzo dove è stato predisposto un senso unico alternato. Pr quanto riguarda la provinciale franata la provincia ha messo a disposizione circa 70mila euro che serviranno per un primo intervento”.

Intanto il sindaco Gresta la scorsa settimana si è recato a Roma dove ha chiesto indicazioni al segretario particolare del vice ministro alle infrastrutture, ed ora si pensa di rivolgersi al Consiglio dei Ministri attraverso il piano “Italia Sicura”.

La visita prosegue a Montecalvo in Foglia, dove l’emergenza questo inverno non è mancata con l’allagamento della tangenziale in primis. La provinciale 3, all’altezza del “Crinale” e della stazione di servizio è stata spesso chiusa al traffico a causa dell’allagamento della stessa. “Il fiume non ha più argini a causa delle piogge, l’alveo del fiume è pieno di detriti e tronchi d’albero”. Una situazione, come riferisce il primo cittadino Donatella Paganelli, che va a colpire non solo gli automobilisti ma anche le attività commerciali presenti sulla strada e gli agricoltori e subiscono grandi danni al raccolto, rendendo nullo il lavoro. “L’ultimo intervento, il giorno di Pasqua, ha permesso di evitare grandi disagi, un ringraziamento va agli operai comunali e provinciali e al Consorzio di Bonifica”.

A preoccupare il sindaco Paganelli sono 4 punti nella provinciale Borgo Massano-Montecalvo in Foglia, punti nei quali le frane sono accentuate: “Una situazione che peggiora giorno dopo giorno, in più il terreno è pregno d’acqua. Sono preoccupata per la stabilità della strada e per un possibile parziale isolamento del capoluogo. Con il Presidente della Provincia e i vicini comuni, dobbiamo mettere a punto un piano comune per mettere appunto strategie, senza disperdere energie per intervenire e eseguire lavori nel migliore dei modi.”

Dopo il collasso della tavoletana, un altro grande problema rimane la frana che ha travolto San Leo Nuovo di Auditore e Fontanelle di Sassocorvaro, frana che ha reso necessaria l’evacuazione di 23 persone la mattina di Pasqua.

Oriano Vici, residente nella prima casa colpita dal potente smottamento, come tutti i residenti della zona si dice preoccupato, viste le avverse condizioni metereologiche previste per i prossimi giorni. Un mare di fango secco, quello che fa da cornice al paesaggio: “A 10 giorni dalla frana non abbiamo più visto nessuno – dice preoccupato Vici – Speriamo non piova perché siamo seriamente preoccupati per ciò che potrebbe accadere, se a monte sono presenti ancora dei laghetti si rischia nuovamente la tragedia”.

Uno spettacolo che ha creato tanti danni, definito cimitero di fango dagli abitanti del luogo: “Una terra che ha sepolto tutto e in più emana una forte puzza, forse tra la terra sono presenti animali morti”.

Filippo Piscaglia, vicesindaco del Comune di Auditore e geologo, spiega come il terreno di natura argilloso abbia risentito delle forti precipitazioni, precipitazioni che hanno formato sopra il colle di Cal Magno, a San Giovanni di Auditore dei laghetti, che imbibendo il terreno, hanno dato origine allo smottamento: “Con Daniele Grossi, sindaco di Sassocorvaro, abbiamo messo in atto un piano in caso di forti precipitazioni: abbiamo consigliato alle famiglie interessate di non soggiornare ai piani bassi delle case, tenere fuori dai garage le automobili e mettere in sicurezza animali e cose. Avverranno, in caso di piogge, monitoraggi a scadenza ravvicinata della situazione per poi procedere, se necessario con lo sgombero”.

Giuseppe Zito, sindaco di Auditore, non ci sta e batte forte i pugni: “Abbiamo finito in 3 mesi le poche risorse a disposizione. Doppia beffa: alla Romagna, a un solo chilometro da noi, è stato riconosciuto lo stato d’emergenza, mentre alla Regione Marche no, questo non è possibile”.

Zito spera in un ripensamento del premier e chiede l’intervento anche dell’onorevole maceratina Alessia Morani: “Spero che intervenga al fine di far rientrare la nostra Regione nei territori a cui vanno destinati i fondi per calamità naturali. Propongo con tutti i 59 sindaci della provincia e con tutti quelli della regione di andare a Roma. In caso di emergenza, da qui a dicembre, rischiamo di non avere i fondi necessari per intervenire. Ancora una settimana di pioggia e rischia il collasso del territorio”.

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