DelVecchio: “Maxi gara d’appalto sulla mensa, imprese fanesi escluse. Risposte fumose dall’assessore Mascarin”

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17 aprile 2015

Davide DelVecchio*

FANO – Nel Consiglio Comunale del 16 aprile, dall’Ass.re Mascarin riposte fumose e poco chiare alla mia interrogazione sulla maxi gara d’appalto di € 8.880.200,00. In effetti, non si comprende il perché, sia stata definita gara di appalto una vera e propria concessione di servizio, giacché il Comune di Fano si spoglia di ogni competenza sulle mense e sui lavori pubblici delle proprietà Comunali.

Tutte le attività saranno svolte dalla ditta aggiudicatrice con proprio personale, la ditta non utilizzerà i mezzi comunali ma propri mezzi, le cucine saranno ricostruite, saranno eseguiti una serie di lavori pubblici nei locali di proprietà Comunale, tutte le derrate alimentari saranno fornite dalla ditta, tutte le pulizie saranno svolte dalla ditta. Al Comune di Fano il solo controllo, quindi una completa Concessione chiavi in mano in stile ultraliberista, un atto inaspettato da parte dell’Ass. Mascarin.

Sulla provenienza delle derrate alimentari, dal Pesce, alla Carne, alla Pasta, al Pane prendiamo atto delle dichiarazioni dell’Ass.re Mascarin, ossia, che tutte le ditte locali, commercianti e artigiani non faranno parte della nuova gestione delle mense. Risultato i genitori di Fano pagheranno un servizio fornito dal Comune, da questo investimento, saranno esclusi le imprese del nostro territorio, Complimenti una scelta politica della quale la città Vi sarà grata.

Sui dipendenti nessuna risposta, sennonché la ditta si è impegnata ad assorbire le cinquantasei persone che lavoravano nelle mense, e per questo ha ottenuto un punteggio sull’offerta tecnica, ma per quanto tempo è stato sottoscritto il contratto dei 56 lavoratori? 3 mesi, 4 mesi e dopo?, dal 1 settembre cosa accadrà? Nessuna risposta, vigileremo.

Altra questione irrisolta, la gara d’appalto fissa 346.707 pasti, a euro 4,70 l’uno i nidi e 4,93 l’uno la primaria, la gestione è per 5 anni, se ci sarà meno pasti, il Comune risparmierà, ma se ci saranno 100 pasti in più, quanto pagheremo in più? sarà un debito fuori bilancio?.

La domanda alla quale non c’è risposta è, perché, un Consigliere Comunale, nell’ambito delle sue funzioni di controllo, statuite dalla Costituzione, dalle Leggi, dalle Norme e dai Regolamenti, devo stare zitto, non si deve permettere di controllare e verificare gli atti amministrativi? Perché non deve tutelare i propri concittadini?

Perché deve essere contattato telefonicamente per ben 2 volte ed essere avvisato di non fare dichiarazioni che possano creare allarme sulla gara delle mense scolastiche. Perché deve essere diffidato e addirittura querelato per l’azione di controllo che è stata concessa grazie all’elezione democratica in Consiglio Comunale con i voti dei cittadini Fanesi.

Perché nella commissione Comunale Servizi Sociali-Educativi che si è tenuto il 24/3/15, verbalizzata e registrata, mi sono dovuto difendere dal fuoco di fila della Dirigente dei Servizi Educativi e sono stato invitato a non dire “ quello che ho dichiarato mezzo stampa … non dovevo denunciare i feedback negativi sulla ditta vincitrice dell’appalto“ o che ho “ … trasmesso un ansia non positiva per chi a lavorato alla gara… “.

Comprendo, che il Presidente del Consiglio Minardi sia troppo impegnato a cercare voti per la poltrona nel Consiglio Regionale, per avere il tempo di difendere un Consigliere Comunale che nell’ambito delle sue funzioni sia querelato da una ditta multinazionale di Berlino con sede italiana a Milano che vince un appalto a Fano, ma rientra nel suo ruolo istituzionale.

*Gruppo consiliare Insieme per Fano – UDC

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