Spacca: “Ti lascio il posto”. Ceriscioli: “Mi sembra una buona frase”. Il Sigim infiamma la sfida sui temi dell’informazione regionale

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18 aprile 2015

ANCONA – “Ti lascio il posto”. “Mi sembra una buona frase per iniziare…”. La battuta, fulminante, di Luca Ceriscioli arriva al termine del faccia a faccia che Gian Mario Spacca, attuale governatore delle Marche, ha concesso oggi al Sigim, ad Ancona, nel confronto promosso dal sindacato giornalisti Marche tra i candidati alla Regione sul tema: “Crisi media regionali e pluralismo minacciato: gli scenari, la sfida”. Alla fine hanno accettato solo loro due: Spacca, fuoriuscito dal Pd e oggi sostenuto da FI, e Ceriscioli candidato per il Centrosinistra e Udc.

Ceriscioli ascolta l'intervento di Spacca

Ceriscioli ascolta l’intervento di Spacca

Per tutto l’intervento di Spacca (arrivato con largo anticipo, ndr) al tavolo con il direttivo del sindacato, di fronte a una vasta platea di giornalisti, Ceriscioli ha seguito con attenzione. Poi, l’avvicendamento, con foto di rito scolpita dalla battuta al volo e schiacciata a terra in una frazione di secondo come unico momento di contatto tra i due. Ma battute a parte, incastonate in una giornata di lavoro intensa promossa dal sindacato giornalisti, tra approvazione del bilancio, elezione dei rappresentanti del lavoro autonomo nazionale, elezioni per la giunta del Gruppo cronisti marchigiani e per il Consiglio nazionale Unci, con annessa presentazione del nuovo sito internet del sindacato (www.sigim.it) e del rivoluzionario sito gemello www.fiscogiornalisti.it realizzato in favore dei lavoratori autonomi (e presentato dal commercialista Giacobelli), i due candidati hanno parlato senza freni, incalzati rispettivamente dal segretario aggiunto Severini e dal segretario Rossi, preceduti dall’intervento del segretario nazionale Fnsi Lorusso e dal vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, il senatore Francesco Verducci.

“Incominciare a produrre reddito in tutte le forme imprenditoriali”

Il direttivo del Sigim con Spacca e Ceriscioli tra il segretario Rossi

Il direttivo del Sigim con Spacca e Ceriscioli tra il segretario Rossi

“La crisi ha pesato sulla crisi dell’editoria – ha sottolineato GianMario Spacca –  Questo ha inciso anche sul consumo dell’informazione e sugli investimenti. Il primo dato: incominciare a produrre reddito in tutte le forme imprenditoriali, ma che queste siano in grado di produrre un saldo positivo. Invece nelle Marche stiamo andando sotto i livelli medi regionali”. Ancora: “Tra poco entreranno soggetti digi-nativi, anche l’informazione deve fare i conti con questa modalità. Credo che sia giusto che anche la legislazione regionale debba entrare in questa prospettiva, perché consente di fare una modalità nuova di informazione, molto più dettagliata, segmentata, in relazione a una comunità localissima ma proiettata in orizzonti sempre più lontani. Ci avviamo su un percorso nuovo ma alla base di tutto c’è la produzione di reddito”.

“Solo il 14% dei marchigiani era informato sulla riforma sanitaria”

Il punto: “Da una nostra analisi si è dimostrato che i cittadini delle Marche conoscevano poco i temi fondamentali della regione: solo 14% la riforma sanitaria, e questo era il tema massimo. C’è uno spazio enorme per fare informazione, anche di servizio per il cittadino, non solo quello comune, ma anche l’imprenditore. Questa è la possibilità: informazione al servizio dei cittadini, questo è il rapporto che si può creare tra istituzione e tv locali. I centri media? Se il paradigama di riferiemento è il digitale, c’è spazio per entrambe le forme”.

“Impossibile pensare che la Regione prossima possa fare quello che è stato fatto”

 

“Regione come quarto editore delle Marche? Impossibile pensare che la Regione prossima possa fare quello che è stato fatto. Ma se oggi vengono dalla Finlandia nelle Marche è merito del lavoro fatto dal social media team, considerato il migliore d’Europa”.

“Servizio Report sulla Guinza? Utile”

Buon giornalismo, utile, o allarmisimo il servizio di Report sulla  Guinza? “Utile – sottolinea Spacca – ha portato l’Anas a produrre una serie di documenti, informazioni e chiarimenti per dimostrare come ha lavorato per la costruzione dell’opera. Ma deve avere un minimo di attendibilità, se l’allarme viene fatto su cose pretestuose, come accaduto in alcuni casi regionali, è profondamente diverso. Cosa ci insegna quel 14% di prima? Che c’è bisogno di aver una maggiore e più qualitativamente rilevante capacità di informazione. La colpa non è dei cittadini ma nostra, a volte siamo più preoccupati dei risultati da raggiungere che comunicarli. Noi che eravamo la peggiore sanità d’Italia nel 2004 abbiamo realizzato il risanamento con idee dirompenti ma con una collaborazione dei cittadini. Bisogna sempre guardare avanti. Per il futuro credo ci sia la necessità di uno schema diverso, di cominciare a mettere al centro del governo la produzione del redditto. Non più divisione tra sinistra o destra ma tra produzione del reddito e non produzione di reddito”.

 

“Giornalisti lavoratori autonomi? Cottimismo selvaggio”. 

Incalzante, partendo dalla sfera personale, l’intervista di Rossi a Luca Ceriscioli. “Leggo i giornali? Alle 8 questa mattina ero all’Itis (Ceriscioli è professore a Urbino, ndr), quindi me li leggono e poi mi segnalano le notizie. Purtroppo mi fanno vedere quelle brutte, nell’anima delle notizie stesse. Sono internetiano? Una cosa giusta. Sono appassionato di informatica ma limitato in termini di utilizzo. Da pre politico leggevo solo la pagina culturale, da politico quella di politica e notizie su economia. So quanto guadagna un giornalista lavoratore autonomo? da quello che so penso che si possa parlare di “cottimismo” selvaggio – ha spiegato, guadagnandosi gli applausi della platea -. Il Messaggero rischia la chiusura a Pesaro e Ascoli? Sono temi nazionali e locali che si intrecciano. Il punto è che è importante mantenere più voci, più soggetti che con logiche diverse intervengono sul sistema, è un valore aggiunto. E’ una battaglia a metà strada tra tenuta economica e democratica. Credo che ci sia anche una questione regionale, per conservare una sana dialettica regionale. C’è consapevolezza del problema? Il problema è chiarissimo, la percezione è sempre più pesante, di difficoltà, frequentando le redazioni”.

“Jobs Act: limiti e opportunità”

Tema successivo: il Jobs act, che discrimina i giornalisti in quanto categoria di professionisti iscritti all’albo. Cosa ne pensa Ceriscioli? “Il Jobs act ha due facce ma rafforza la fascia dei lavoratori che accedono a un lavoro a tempo determinato, oggi più attraente. Dobbiamo pensare a un sistema che deve equilibrare l’attuale sistema tra professionisti e precariato. Con i suoi limiti e opportunità, il Jobs act qualcosa ha fatto”. Anche se gli 80 mila posti di lavoro in realtà erano solo trasformazioni in tempo indeterminato (a fronte della licenziabilità). I nuovi posti per ora sono 13 in tutta Italia.

“L’informazione fatta con fondi regionale la vedo estremamente critica”

 

“La Regione Marche deve andare verso una stagione di riforme: è un fatto scontato. Passare da 400 milioni a 130 milioni vuol dire ripensare tutto. Per me dirlo oggi è impossibile, bisogna entrare nello specifico di quelle risorse. E’ evidente che il problema più grande è se il sistema informazione riparte o meno. L’informazione fatta con fondi regionale la vedo estremamente critica, immagino che nella scala delle priorità ci saranno altre situazioni… Ma si può agire con fondi europei o bandi per settori innovativi dell’informazione. L’informazione è bene comune, fa parte della comunità democratica. Il tema vero è la qualità dell’informazione. Abbiamo enorme qualità e scarsa qualità: qui si gioca il ruolo del giornalismo, l’elemento che qualifica, come sulle etichetta dei prodotti. Garantiamo informazione che corrisponde a qualità. L’impegno va su alcune opportunità. In termini di sistema bisognerebbe che il cittadino-consumatore avesse gli strumenti per sapere cosa sta consumando. Compriamo oggetti di cui non sappiamo nulla: ora, per esempio, nelle case, la certificazione energetica è obbligatoria. Oggi l’informazione ha bisogno di questo, della tracciabilità”.

“Spacca? Dopo 25 anni in Regione inizia a essere patologico restare”

E a Spacca (che aveva già lasciato l’assemblea Sigim, ndr) cosa dice? “A Spacca dico che dopo 25 anni di Regione, tra assessore e governatore, inizia ad essere patologico restare… Il 14 % conosce la riforma sanitaria ma il 90% non trova risultati soddisfacenti. Siamo passati da un normale percorso di avvicendamento, diventato ora competizione ma decideranno i marchigiani”. L’ultima battuta: lei ha mai querelato giornalisti? “Tentazione forte – ride Ceriscioli – ma alla fine mi sono limitato a soli insulti amichevoli. Ci siamo sempre chiariti prima”.

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