Assemblea del Sigim con Ceriscioli e Spacca

di 

20 aprile 2015

Il direttivo del Sigim con Spacca e Ceriscioli tra il segretario Rossi

Il direttivo del Sigim con Spacca e Ceriscioli tra il segretario Rossi

Il Sigim, Sindacato giornalisti marchigiani, comunica:

“Presenze importanti e sala affollata alla Sala Conero dell’Hotel Concorde di Camerano, sabato 18 aprile, per l’Assemblea generale ordinaria del Sigim convocata dal segretario regionale Giovanni Rossi.

Un contenitore vasto che ha unito appuntamenti elettorali (dei lavoratori autonomi e del Gruppo cronisti), scadenze sociali (approvati i bilanci consuntivo e preventivo presentati dall’amministratore Roberto Mencarini), illustrazione di nuove iniziative (il sito del Sigim riprogettato da Gianluca Murgia e Raffaele Vitali, e il sito fiscale www.fiscogiornalisti.it affidato allo Studio Commerciale Giacobelli), l’intervento del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e il confronto politico sul futuro dell’informazione regionale con due dei candidati alla carica di Governatore della Regione Marche, il presidente uscente, Gian Mario Spacca, e il suo rivale più accreditato Luca Ceriscioli. Interventi preceduti da una seria disamina della proposta governativa di riforma Rai con il vicepresidente della Commissione di Vigilanza, senatore Francesco Verducci.

Insomma molti argomenti solidi e concreti per reagire alla passività e allo sterile disfattismo di chi invoca soluzioni autodistruttive della rappresentanza.

“Non funziona il tutto a tutti, con i finanziamenti a pioggia abbiamo creato mostri e illusioni. Oggi in Italia vi sono 500 tivù locali. Non reggono: in Germania sono 40″: lo ha sostenuto Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa, tracciando uno scenario definito e concreto della situazione dell’informazione italiana. Un quadro difficile, che ha bisogno di soluzioni importanti e non aleatorie. Innanzitutto per quanto riguarda i contributi pubblici: “Bisogna creare meccanismi di sostegno trasparenti e stringenti – ha detto Lorusso -: non basta il Durc, le aziende devono pagare regolarmente gli stipendi e garantire investimenti paralleli ai contributi pubblici”. È dunque l’intero sistema che va ridefinito, guardando innanzitutto alle fasce più deboli e meno tutelate della professione: “La legge sull’equo compenso – ha sostenuto Lorusso – è stata scritta malissimo e declinata peggio, ma la strada da seguire è sempre quella negoziale con gli editori”.

Ma è anche dai territori che deve ripartire la ricostruzione dell’informazione in Italia. Lo ha ricordato Giovanni Rossi, segretario del Sigim: “In periferia i cronisti sono fonte primaria. Però le redazioni ormai sono dimezzate e questo rende più difficile se non impossibile il contatto diretto con le altre fonti. È un modello che non produce giornalisti remunerati, cioè un giornalismo qualificato e un’informazione qualificata. Non abbiamo più i numeri per fare l’informazione che vorremmo, dobbiamo inventarci qualcosa di diverso”. Tutto questo – ha sottolineato Rossi – mentre negli Stati Uniti “è proprio l’informazione locale ad attirare i grandi investitori per le sue potenzialità”. Il contrario dell’attuale modello italiano di pura e complessa sopravvivenza, “senza mai un euro di investimento e tagli lineari continui” ha evidenziato il segretario aggiunto del Sigim, Piergiorgio Severini.

Il Sigim, come associazione di giornalisti, ha intanto dedicato alle fasce più deboli della categoria uno sforzo ampio e solidale: si chiama www.fiscogiornalisti.it il servizio semplice e veloce che consentirà ai lavoratori autonomi di gestire la contabilità da casa a costi ridottissimi, in taluni casi azzerati. E questo supporto innovativo e vantaggioso ha già attirato l’interesse di altre Associazioni regionali di stampa intervenute alla presentazione.

La giornata del Sigim si è conclusa con l’anteprima degli Stati generali dell’informazione. Il primo intervento di visione panoramica sul futuro è stato quello del senatore Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai: “Il servizio pubblico sta per cambiare radicalmente, la riforma è una scelta politica importante, di responsabilità, che questo governo ha deciso di affrontare dopo tanti anni di attese e piccoli aggiustamenti – ha detto il senatore -. Ora avremo invece una Rai più contemporanea, adatta ai tempi. Le sfide sono tante, a ogni livello, dalla multimedialità alle redazioni locali che restano un patrimonio fondamentale per l’azienda. In più, sottolineo la presenza di un dipendente Rai direttamente nel Cda: è giusto e utile che esista un rapporto più efficace tra chi lavora in Rai e chi prende le più importanti decisioni”.

E’ stata poi la volta dei principali sfidanti alla carica di governatore. E su almeno una cosa Gian Mario Spacca e Luca Ceriscioli sono apparsi d’accordo: senza una ripresa economica delle Marche, sarà difficile se non impossibile un rilancio dell’informazione regionale, delle aziende editoriali della carta stampata, dell’emittenza e del web che producono notizie. Altrettanto impossibile che l’ente Regione, oggi il quarto ‘editore’ delle Marche, possa mettere a disposizione fondi propri a sostegno del settore.

Spacca (Marche 2020-Ap e Fi), moderato da Piergiorgio Severini, e Ceriscioli (centrosinistra), si sono confrontati a distanza. Nessuno scambio diretto, salvo una stretta di mano e una foto insieme. E la battuta di Spacca: “Ti lascio il posto”, mentre Ceriscioli si accomodava al suo posto per l’intervista di Giovanni Rossi. “Mi sembra la frase più adatta” è stato al gioco l’ex sindaco di Pesaro.

Si è parlato di chiusure di sedi locali di quotidiani, riforma della Rai, frequenze tv, centri media, opportunità e rischi del web. Per Spacca, “la questione delle questioni” resta la “necessità di ricominciare a produrre reddito, in una regione che ha perso dieci punti di ricchezza in sei anni”. Se le Marche ricominceranno a correre, anche le iniziative editoriali ne beneficeranno, considerando le prospettive di sviluppo della rivoluzione digitale. “Lo spazio per costruire informazione di servizio è enorme” ha detto il presidente, e le potenzialità dell’informazione locale sono ‘altissime’, specialmente in quella di ‘servizio’.

“Purché non siano  ‘marchette’ ” ha tenuto a puntualizzare il vicesegretario Sigim, Raffaele Vitali. Con la riforma della Rai, il Governo Renzi sembra aver imboccato una semplificazione amministrativa che porta ad una “neocentralizzazione, ad un modello organizzativo gerarchico – ha rilevato Spacca -; mentre io sostengo un modello pluralistico sussidiario, convinto che l’informazione più competitiva sia quella che nasce sul territorio”.

Secondo Ceriscioli la difesa del pluralismo dell’informazione “è una battaglia a metà strada fra la tenuta economica e la tenuta democratica del Paese”. Mantenere più voci attive “è il sale della democrazia”, ma l’impegno più grande è “la ripartenza economica”. Attività fatte direttamente con fondi regionali le vedo come una prospettiva critica. Anche se nuove imprese, anche nel settore dei media, soprattutto dei nuovi media, potranno nascere contando sui Fondi europei. Di certo nei Paesi dove l’informazione scarseggia non si vive bene. Ma, come dice Umberto Eco, il tema è l’enorme quantità di dati e notizie che vengono diffusi e la scarsa verifica di verità che spesso li accompagna” ha chiuso Ceriscioli, promettendo l’attenzione della Regione Marche nell’individuazione di “fondi Ue”. Utile assist per nuove iniziative, a partire – ritiene il Sigim – dalla costituzione di Studi professionali giornalistici  associati che permettano a chi oggi è lavoratore autonomo non per scelta ma per necessità di stare meglio sul mercato.

L’intensa  giornata sindacale si è chiusa con l’apertura delle urne. Thomas Del Bianco, collaboratore del Messaggero a Pesaro, rappresenterà le Marche nella Commissione nazionale e nell’Assemblea nazionale lavoro autonomo, affiancato in quest’ultima da Stefano Strano (collaboratore del Resto del Carlino ad Ancona).

Novità anche nel Gruppo Cronisti marchigiani. Giovanni Rossi e il consigliere dell’Ordine Simonetta Marfoglia, che hanno retto il Gcm dalla sua rifondazione, hanno trovato validi eredi regionali  e nazionali. Nuovo presidente del Gcm è stato eletto Raffaele Vitali (www.laprovinciadifermo.com). Con  lui, in Giunta, Roberto Fiaccarini (vicecaposervizio al Resto del Carlino di Macerata), e Marco Catalani (freelance). Revisori dei conti: Marisa Colibazzi, Stefano Strano, Veronique Angeletti. Infine rappresenteranno le Marche al Congresso dell’Unione Cronisti italiani, dall’8 al 10 maggio a Firenze, il presidente Raffaele Vitali e i consiglieri delegati Marco Catalani ed Enrico Barbetti (redattore del Resto del Carlino a Bologna) che lo scorso novembre subì un’inquietante aggressione degli anarchici nel corso di un servizio di cronaca. La sua candidatura, al tempo stesso simbolica e di servizio, testimonia la qualità del percorso di rinnovamento promosso congiuntamente da Sigim e Gcm”.

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