Danni delle mareggiate, dimezzati i fondi: bagnini infuriati con Spacca. Nota congiunta associazioni: “Grossolana manovra elettorale”

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21 aprile 2015

PESARO – Dopo tanti danni arriva la beffa. Una beffa dal sapore elettorale. I concessionari di spiaggia della provincia di Pesaro e Urbino, che hanno subìto danni ingenti nelle mareggiate del 5 e 6 febbraio scorso, denunciano il dimezzamento dei fondi destinati al ripascimento da parte della Regione Marche a favore di una manovra che l’attuale Governatore Spacca ha dirottato come rimborso dei danni legati alle mareggiate di febbraio. Ad affermarlo sono le associazioni Oasi-Confartigianato e Cna Balneatori.

“La Regione Marche -spiegano – ha recentemente deliberato lo stanziamento di 910mila euro destinati al ripascimento degli arenili per tutta la costa marchigiana, ovvero meno della metà di quanto era stato stanziato lo scorso anno (circa 2 milioni di euro). Ma non è tutto. Confartigianato e CNA sottolineano che le modalità di assegnazione di tali fondi non sono state fatte con il solito metodo sperimentato e condiviso, ovvero prendendo in considerazione la lunghezza del litorale dei comuni costieri. Il nuovo criterio è stato invece quello di una semplice suddivisione numerica tra le 20 amministrazioni interessate. Cosicché ai piccoli Comuni con brevi tratti di costa, toccherà la stessa quota parte di Comuni che invece hanno decine di chilometri di spiagge. E comunque, stando ad un conteggio fatto con questo criterio, a Pesaro e Fano (ad esempio), andrebbero 46 mila euro circa; esattamente tanti quanti ne toccheranno a Gabicce o a Mondolfo-Marotta. Per CNA e Confartigianato “si tratta di una cifra irrisoria che rappresenta nemmeno un terzo di quello che realmente servirebbe per operare un minimo di intervento di ripascimento”. Una costa sempre più attaccata dalla forza del mare che, in alcuni tratti del litorale pesarese, si è mangiata anche due metri di arenile di spessore.

Ma la denuncia delle associazioni dei concessionari di spiaggia di Confartigianato e CNA non si ferma qui. “Già perché ora, in piena campagna elettorale, il Governatore uscente Spacca ha annunciato lo stanziamento di 750 mila euro come risarcimento danni per le mareggiate del febbraio scorso. Una cifra che Spacca pubblicizza come fondo straordinario che la sua amministrazione ha messo a disposizione, tramite bando, agli operatori turistici colpiti da calamità. Il bando stabilisce una ripartizione dei fondi che sarà destinata nella misura del 30% agli albergatori; per il 10% a campeggi e villaggi turistici e per il 60% a bagnini ed esercizi di ristorazione posti lungo le spiagge. Facendo anche qui una stima approssimativa tra tutti gli operatori interessati, si calcola che ad ogni bagnino toccherebbero poco più di 400 euro a testa”. “Una elemosina dal chiaro sapore elettorale che le associazioni di categoria rispediscono al mittente specificando che quei 750 mila euro del bando in realtà altri non sono che risorse sottratte al fondo per il ripascimento. Fondi utili, quelli sì a proteggere, il litorale e ad evitare ulteriori danni durante eventi atmosferici particolarmente avversi come quelli dell’ultimo inverno. Di fronte a questa grossolana operazione di campagna elettorale Confartigianato e Cna, chiedono che vengano restituite le risorse destinate ai ripascimenti e che vengono apportati correttivi ai criteri di assegnazione delle stesse”.

Infine, secondo le due associazioni “i rimborsi ai danni subìti dagli operatori turistici,sono importanti, ma andavano casomai assegnati dallo Stato attraverso una corretta richiesta dello stato di calamità da parte della Regione. Richiesta che, a quanto risulta dalle scriventi associazioni, è stata respinta dal Governo perché formulata in maniera non appropriata. Ovvero, secondo quanto segnalato dalla Regione al Governo, i danni subìti dalle strutture private avrebbero superato nel conteggio quelli patiti dalle strutture pubbliche; esattamente il contrario di quello che ha fatto invece l’Emilia Romagna. Un formulazione che ha fatto subito decadere l’accoglimento della richiesta dello stato di calamità. Di qui il maldestro tentativo elettorale di Spacca di assegnare fondi per i danni, facendoli apparire come misura straordinaria e di sensibilità della sua presidenza, in realtà sottraendoli alle risorse destinati al ripascimento”.

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