Pesaro: il Consiglio approva la variante sull’ex Bramante. Passa la mozione di Andreolli sui rifiuti in centro

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21 aprile 2015

Primo consiglio comunalePESARO – Dopo il parere di conformità favorevole espresso dalla Provincia, il consiglio comunale, con l’astensione del M5S, approva la variante relativa all’hotel Rex, per la “trasformazione della destinazione d’uso da ricettiva a residenziale, con contestuale trasferimento della capacità ricettiva (75 posti letto, ndr) sull’hotel Beaurivage”.

Ex Bramante. Il Piano per l’alienazione e la valorizzazione dell’ex Bramante passa l’ultimo step in consiglio comunale, con l’assemblea che approva la variante (voto contrario dell’opposizione, ndr). Resta dunque il cambio di destinazione d’uso dell’immobile – di proprietà della Provincia per l’85 per cento e del Comune per la quota restante – attraverso «l’incremento della potenzialità edificatoria, nell’ambito della volumetria esistente». L’alienazione rimane «subordinata» alla realizzazione delle opere funzionali al centro storico, a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Accolti due rilievi della Provincia: «Le opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione saranno realizzate progressivamente, compatibilmente alla stato di avanzamento dei lavori sull’ex Bramante, secondo tempi e modalità da concordare senza vincoli di priorità». Precisa Goffi: «La Provincia, al di fuori degli atti, ha espresso preferenze per le opere vicino all’ex Bramante». Mentre agli uffici del patrimonio dei due enti, «nella fase di redazione della stima propedeutica alla vendita dell’immobile», si chiede di «tenere conto di quanto previsto nel Piano triennale di alienazioni approvato dalla Provincia». Secondo Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro), «non è corretto attivare l’attivazione di un comparto con opere esterne, come la Torre Libraria dell’Oliveriana, che incidono sul prezzo di vendita dell’immobile. Più il Comune chiede opere e meno soldi andranno alla Provincia. Nella delibera non è chiaro che le opere sono a scomputo degli oneri. Eliminata la richiesta della Provincia per le opere da realizzare all’interno del comparto. Si doveva gestire il Piano in modo più attento». Alessandro Bettini (Forza Italia): «E’ un edificio storico progettato da Lambertini: ora potrà essere raso al suolo, l’amministrazione cancella un luogo della memoria. La Soprintendenza non ha messo il vincolo di facciata: significa permettere l’integrale demolizione. Rimane solo il Perticari e poi avremo cancellato tutto. Senza memoria – conclude – non c’è concetto di polis. Senza passato non c’è futuro». Per Ilaro Barbanti: «Non ci sono condizioni per fare una battaglia sull’edificio attuale, teniamo conto della realtà. Il consiglio seguirà l’evolversi della situazione. Il palazzo? E’ stato stravolto completamente negli anni rispetto all’edificio di partenza».

Raccolta rifiuti in centro. Approvata la mozione di Dario Andreolli (voto contrario del M5S; si astiene Manenti, ndr), dopo lunga discussione sugli emendamenti presentati da Silvia D’Emidio (M5S) e Riccardo Pozzi (Pd). Dice il consigliere Ncd: «La scelta del porta a porta, con orario di raccolta dei rifiuti tra le 19.30 e le 21.30, crea disagi nel centro storico. E’ una zona di attrazione turistica e commerciale. Così si ritrova ad offrire immagini non qualificanti. L’ad di Marche Multiservizi Tiviroli si è detto disponibile a valutare la modifica delle modalità di raccolta. Chiediamo alla giunta di rivedere le modalità nel quartiere, prevedendo altre forme che siano maggiormente compatibili con il decoro, rispettando in ogni caso gli obiettivi stabiliti di differenziata. Non è un attacco al porta a porta, in molte situazioni è efficace. Nessuno ha detto che si vuole tornare ai bidoni in mezzo alla strada. Tendiamo al miglioramento del servizio ai fini del decoro. Tariffa puntuale? Sistema interessante, che va valutato non solo in centro. Non ci sono pregiudizi ideologici. Rivedere gli orari? Può essere una soluzione, ma non si individui a priori».

Matteo Ricci: «Siamo orgogliosi dei risultati sulla differenziata, siamo la prima città capoluogo delle Marche. La sfida culturale è partita dal porta a porta. L’obiettivo? Migliorare la qualità della differenziata. Vogliamo chiedere a Mms di sperimentare una formula nuova, personalmente mi convince la tracciabilità del rifiuto. Sarebbe la chiave di volta, in termini di controllo ma anche dal punto di vista premiante. Ho girato tre o quattro proposte alla multiutilty per la valutazione tecnica, entro un mese possono darci una risposta. E’ una sperimentazione che potrebbe avvenire anche nel centro storico. Ma prima di abbandonare ciò che ha dato buoni risultati bisogna essere certi che funzioni meglio anche il nuovo meccanismo. Detto questo, alcune cose sul decoro possono essere aggiustate da adesso, almeno sugli orari di raccolta nelle vie principali. Non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca, ma intanto salvaguardiamo il tema del decoro».

Riccardo Pozzi (Pd): «Evitiamo di definire a priori che il porta a porta non va bene ma valutiamo anche soluzioni alternative, verso il miglioramento. E’ il senso dell’emendamento della maggioranza».

D’Emidio (M5S): «La tracciabilità del rifiuto è la base per premiare il cittadino virtuoso. Il porta a porta è una delle strategie migliori, insieme alla tariffazione puntuale. La soluzione è integrarlo con altre metodologie ugualmente valide. Nell’emendamento, rivendichiamo la bontà del porta a porta rispetto alla prossimità. Non ci sono limiti al miglioramento delle percentuali, in alcuni posti si arriva al 90 per cento. Rivediamo gli orari del porta a porta in centro, integrandolo con altri sistemi che garantiscono il rendimento, il controllo e la tracciabilità dei rifiuti. Votiamo contro alla mozione Andreolli, perchè con l’emendamento di Pozzi si può tornare indietro sul porta a porta: su questo non siamo d’accordo. E’ il sistema migliore». Anna Maria Renzoni (Fi): «Il porta a porta? Discriminante per chi abita in una casa singola. Il cittadino è già educato alla differenziata, non c’è bisogno di infierire. Sarebbe ora di diminuire le bollette, visto che il lavoro che già fa il cittadino».

Cantiere via XI febbraio. In apertura di seduta, interpellanza di Dario Andreolli: «I lavori della Provincia al Liceo delle Scienze Umane, per l’adeguamento alle norme antisismiche, sarebbero dovuti terminare da tempo: creano disagi evidenti alla viabilità e danni a residenti e attività commerciali. E’ previsto un intervento del Comune?». Risponde l’assessore Andrea Biancani: «In corso d’opera sono sorte problematiche non prevedibili su fondazioni e giunti verso gli edifici adiacenti. La Provincia ha sospeso i lavori per fare la perizia di variante. A breve ripartirà l’intervento ma l’amministrazione provinciale vuole completare i lavori di adeguamento sull’intero edificio. Per questo ha partecipato ad un bando ad hoc. La previsione, dunque, è che partirà un altro cantiere che allungherà i tempi». Per Andreolli, tuttavia, «non ci si è resi conto di cos’è quel cantiere, in uno degli assi viari principali della città. La conseguenza è il rallentamento del traffico generale: metà della carreggiata è occupata. Il cantiere non può rimanere per due anni, anche per il secondo step. Chiediamo al Comune di tenere alta l’attenzione, anche verso la Provincia. E studiare eventuali soluzioni per il secondo step, per non intralciare la viabilità».

Parcheggio San Decenzio. I consiglieri M5S tornano sull’accordo di programma siglato nel maggio 2014 da Comune, Provincia, Fme e società Jonny per la delocalizzazione del deposito di inerti e la realizzazione del parcheggio pubblico nell’area adiacente al cimitero centrale: «L’operazione – dicono – sacrifica i tre chioschi di fiori: perché il Comune, invece che portare avanti un accordo che danneggia tre esercizi commerciali ed avvantaggia enormemente Fme e Jonny, non espropria l’area per realizzare in proprio il parcheggio? Si potrebbe acquistare l’area al prezzo di 84mila euro, come da perizia di stima, e metterla sul mercato con eventuale prelazione per i tre esercizi» Per il dirigente Nardo Goffi, «l’accordo di programma ha seguito indirizzi di consiglio comunale. Realizza un aspetto perequativo, le aree dentro il perimetro hanno una capacità edificatoria tra loro indivisa. Gli obiettivi? Delocalizzare l’azienda, per farla rimanere in vita, e realizzare il parcheggio, con una qualità più elevata dell’area. Sia l’esproprio, dove va inserito il costo del calcolo di avviamento di un’attività che sarebbe eliminata, sia la valutazione della fattibilità economica dell’intervento non sono vie praticabili. L’atto perequativo non è stato fatto, il Comune dovrà decidere le sue aree, equivalenti al 36 per cento, attraverso il consiglio comunale. La ditta non farà il parcheggio, viene realizzato dal Comune con una gara pubblica. Il Comune farà la stazione appaltante». Riassume: «Il valore complessivo è la fattibilità economica per realizzare l’intervento». Bassi: «La perequazione? Non ci tornano i conti sulla percentuale del Comune. Costo dell’avviamento? Non può essere fatta altra attività ma solo il parcheggio, non si può applicare quel criterio. Le delibere dicono che i chioschi non ci saranno più e vengono date aree in cambio. E’ una situazione da commissione controllo, ci sono aspetti che non ci quadrano. Il pubblico non è tutelato».

Armeni. Su proposta del presidente Luca Bartolucci, il consiglio approva all’unanimità l’ordine del giorno che ricorda i cento anni dal genocidio del popolo armeno. «E’ un’espressione di solidarietà: una posizione chiara su quello che si è consumato».

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