Amore e desiderio non coincidono? La parola all’esperta in psico-sessuologia Giorgia Giacani

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22 aprile 2015

desiderio, ti ho riempito di desiderio” .

 

È una frase dello scrittore Paolo Cognetti letta tempo fa; da alcuni giorni prepotentemente mi è entrata in testa, la sento a livello epidermico. Mi è entrata nelle vene. Mi sono dovuta interrogare sulla natura del desiderio.

Desiderio, de-siderio.

Il desiderio è il moto che spinge l’ individuo “senza destino”, “senza stelle”, a ricercare il suo soddisfacimento.

Per definizione il desiderio non è quantificabile, è forse di quanto più astratto l’ essere umano esperisce.

Ma che cos’è il desiderio? Che cosa significa desiderare qualcuno, qualcosa?

Per Galimberti è “ forza incontrollata che irrompe nella stabilità dell’ individuo, è un movimento verso un punto di perdita”.

A livello biologico il desiderio ha la funzione di far sopravvivere la specie attivando la fame erotica spingendo a ricercare quei comportamenti specie- specifici finalizzati alla riproduzione della specie. È sottoposto a regolazione ormonale e per questo discontinuo, sopratutto nel sesso femminile.

Ma a livello psico-sessuologico che cos’è ?

Desiderio e amore non coincidono, ma non si escludono a vicenda.

Il desiderio si nutre dell’ instabilità, dello stato di mancanza, privazione, che ti conduce a ricercare quello di cui credi di aver bisogno.

L’ amore si alimenta nella stabilità e sicurezza della “casa”.

Certo è che ha origine dal piacere e dalla passione: non possiamo desiderare qualcosa che non ci piace.

Parlare di desiderio è difficile e già la vasta gamma terminologica ce lo dimostra:

desiderio, libido, attrazione, appetito sessuale, voglia..

Per Freud è “attivazione somatica che promuove i processi psichici” ,quindi parliamo di un fenomeno dinamico in grado di attivare tutto l’ individuo.

Il suo corpo, la sua psiche.

E si configura come sentimento di attesa e ricerca.

In campo sessuologico, è il desiderio che attiva il congresso sessuale, che mette la mente e il corpo alla ricerca dell’ esperienza erotica configurandosi come preludio dell’ esperienza di piacere.

È il motore della seduzione, contribuisce ad alimentare il sentimento di stima e di ammirazione verso il partner rendendolo il centro dei nostri pensieri. Infatti sia nella fase dell’ attrazione che in quella dell’ innamoramento si assistono a modificazioni dei circuiti cerebrali simili come, nel primo caso, alla fase ipo maniacale del disturbo bi polare, e nel secondo caso a modificazioni simili a quelle che avvengono nel disturbo ossessivo- compulsivo. Il desiderio conduce spesso a situazioni di dipendenza nei confronti del partner e la sua assenza crea un senso di vuoto e di smarrimento.

Il desiderio sessuale è regolato anche dall’ emotività, in particolar modo dall’ amigdala, emozioni positive o negative, soprattutto riguardo alla fase orgasmica del rapporto sessuale. I ricordi, sono in grado di attivare o inibire il desiderio di avere un’ altra esperienza sessuale.

Emozioni come tristezza, malinconia influiscono nei casi di abbassamento dei livelli di desiderio.

Il desiderio è sentimento di attesa e ricerca dell’ attività sessuale.

Il nostro oggetto diventa un pensiero fisso, un’ idea che ci assorbe e completa. Ci fa stare bene? Ci fa stare male? Non è questa la domanda.

Il desiderio è una forza dirompente, ci assorbe. Ci pone nella condizione di ricerca spasmodica di qualcosa che ci renda pieni, appagati.

L’ IO- Soggetto non può esimersi da questa premessa di piacere.

Tale ricerca è essenziale per poterci porre la domanda “Cosa mi riempie di desiderio?”

*Laureata in psicologia, esperta in psico- sessuologia

Vice presidente de.Sidera

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