Pd, depositata la richiesta di dimissioni di Spacca. Il governatore risponde: “Invece resto per rispettare i cittadini”. La senatrice Fabbri: “E’ allucinante, accecato da delirio d’onnipotenza”

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22 aprile 2015

ANCONA – Oggi, alle ore 15.00, il Capogruppo del Partito Democratico, Mirco Ricci, insieme ai Capigruppo del centrosinistra, ha depositato formalmente all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale delle Marche la richiesta di dimissioni del Presidente della Giunta, Gian Mario Spacca, ovvero la mozione di sfiducia politica.

Ecco il documento firmato: Richiesta dimissioni Spacca_22_04_2015

Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca: “È il PD ad aver offeso e tradito gli elettori: ha abbandonato il progetto di buon governo delle Marche. Responsabilità e continuità fino al 31 maggio per rispettare i cittadini”

“E’ il Pd che ha offeso e continua ad offendere i cittadini anche in queste ore. I suoi attuali dirigenti sono i veri traditori degli elettori, dopo aver abbandonato e sancito la fine di un serio progetto di buongoverno per le Marche.
Con ostinata ossessione, e ben quattro pronunciamenti formali negativi, da oltre un anno si oppongono al proseguimento di un’esperienza di collaborazione della sinistra con il mondo moderato e dei ceti medi produttivi durata da oltre un decennio, tradendo l’ambizione di unire la cultura popolare e cattolica con quella progressista. Il Pd ha chiuso così la porta in faccia ad un decennio. Il vulnus, dunque, è dentro lo stesso partito che ha abbandonato questo progetto di collaborazione che prescindeva dalla mia personale vicenda.
E’ per questo motivo che il centrosinistra nelle Marche è deflagrato e ora non c’è più: perché il Pd ricerca una futura presunta autosufficienza, che aprirà le porte all’egemonia dell’apparato di partito sulla società vitale delle Marche. Ed oggi si è ritrovato dentro uno schema non previsto: isolato a sinistra, contro uno schieramento moderato e plurale.
E’ evidente che il nervosismo dilaghi e si diffonda nei vertici, visti i sondaggi che rilevano il testa a testa tra i due principali candidati presidenti. Questo è il segno concreto che da una parte c’è il Pd ormai ridotto ad apparato e dall’altro la comunità regionale più viva, che non comprende e non approva.
E’ sempre lo stesso partito che anche in queste ore “offende e tradisce” il mandato dei cittadini, promuovendo azioni irresponsabili, e costringe i propri assessori a dimissioni (come accade solo nei sistemi totalitari) che potranno indurre alla paralisi amministrativa della Regione. Nostro compito, invece, è rispettare con responsabilità il mandato degli elettori, che si aspettano che sia garantita l’azione amministrativa anche in ordinaria amministrazione fino al 31 maggio.
Questo significa che continueremo l’azione di governo perché l’attenzione e il rispetto dei cittadini sono stati e sempre continueranno ad essere la stella polare: non tradiremo questo rapporto di fiducia.
In sostanza oggi il PD sembra essere come Cerbero, il cane a 3 teste: la prima testa è quella centralista che non tollera chi la pensa diversamente; l’altra è quella populista; la terza, infine, quella della falsa omologazione degli opportunisti, che si esprime con la forza verso i deboli e con la debolezza verso i forti.
A questo Pd che ha cambiato pelle, occorre opporre la resistenza e la disobbedienza di don Milani”.

La senatrice Fabbri: “Spacca è allucinante, accecato da delirio d’onnipotenza”

“Spacca è allucinante e accecato nel suo delirio di onnipotenza. Mi chiedo come possa anche solo nominare Don Milani dopo l’abbraccio con Berlusconi, Brunetta e Santanchè dopo dieci anni in cui il centrosinistra lo ha sostenuto”. Lo afferma in una nota la senatrice Pd Camilla Fabbri.

“Il Pd – spiega – ha continuato a fare il Partito democratico, nel suo percorso coerente inscritto nel centrosinistra. Un centrosinistra saldo con Udc, che fino all’ultimo ha difeso l’alleanza, Idv, i movimenti civici, con i Verdi, il mondo cattolico e moderato, forze che si ispirano ai valori di buon governo. Spacca se ne faccia una ragione, la democrazia non prevede la monarchia assoluta. I marchigiani sanno da che parte stare. È inutile continuare a negare l’evidente tradimento degli elettori e di chi ha sostenuto il governo regionale in questi 10 anni”.

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