Ex campo sportivo di Fermignano, quale strada prendere

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24 aprile 2015

FERMIGNANO – Passati quaranta giorni dalla prima approvazione della variante 2014, il dibattito sulla possibilità di creare un’ulteriore struttura di 5000 metri cubi contigua al nuovo Conad all’interno dell’ex campo sportivo si è infiammato. Una raccolta firme in atto, e tanto altro che finalmente rende Fermignano un paese vivo sul fronte politico.

“Due fronti contrapposti che dibattono su uno dei punti strategici ed irrisolti da 40 anni – scrive in una nota il gruppo consiliare Partecipare Fermignano –  La proposta dall’attuale maggioranza prevede un aumento di ulteriori 5000 metri cubi all’interno dell’ex campo sportivo portando ad oltre 16000metri cubi il nuovo complesso commerciale, un complesso forse fuori misura per un territorio come Fermignano composto da 8600 abitanti. Tale proposta ha radici politiche antiche, già nel 2011, con la proposta della 9° variante, venne presentata la possibilità di acquistare la capacità edificatoria dell’ex campo sportivo per 5000 metri cubi portando la costruzione a confine senza andare ad intaccare la zona verde. Tale proposta avrebbe probabilmente permesso di trovare i fondi necessari per portare a compimento la sistemazione dell’ex campo trasformandolo dall’attuale “parcheggio” abbandonato ad una vera propria area verde di oltre 10000 metri quadri all’interno della città . Perché non si è scelto di andare avanti con questa proposta favorendo invece un aumento di cubatura attraverso il piano casa, sfavorevole per l’ente, e derogare la costruzione a confine riscuotendo SOLO 30.000€ per questa operazione?

Perché non sono stati vincolati gli oltre 150.000€ di oneri e monetizzazioni incassati dalla nuova costruzione per la sistemazione dell’area? Perché non accantonarli ed utilizzarli insieme ai proventi provenienti di altre vendite per realizzare la sistemazione di tutta la zona? Se l’amministrazione deciderà di portare avanti la sua proposta dovrà prevedere che i parcheggi per la nuova costruzione debbano essere sotterranei o eventualmente monetizzabili andando ad intaccare l’area il meno possibile. Inoltre si dovranno vincolare i proventi della vendita e delle eventuali monetizzazioni per la sistemazione dell’intera area comprendendo via Maccioni, altrimenti tali fondi come quelli già riscossi potranno essere utilizzati per fini diversi, e si rischia di fare come per la tanto decantata casa di riposo , uno promessa elettorale e niente più”.

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