Ricci: «25 aprile, rimettere al centro i valori della Liberazione»

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25 aprile 2015

La celebrazione del 25 aprile

La celebrazione del 25 aprile

PESARO – «Non si smette mai di essere partigiani: gli ideali di libertà e uguaglianza devono essere rinnovati quotidianamente e sono più che mai attuali». Lo ha detto Matteo Ricci, nelle celebrazioni del 70esimo della Liberazione, davanti al monumento alla Resistenza. «Da noi passava la Linea Gotica. Più di altre terre abbiamo visto violenze e soprusi: i valori della Liberazione qui devono rimanere vivi a maggior ragione. Se oggi viviamo in un Paese libero, quotidianamente dobbiamo ringraziare chi ce lo ha consentito. Persone normali, che decisero di rischiare la vita per stare dalla parte della libertà e garantire un futuro migliore anche a noi, rifiutando il nazifascismo». Passaggi su De Sabbata, Cecchi, Lea e Sparta Trivella: «Con il loro esempio si è forgiata la nostra gente. Ogni ragazzino ha i suoi eroi: i miei erano i partigiani del nostro territorio. Lo sono tuttora. Siamo grati anche ai militari che dopo l’armistizio non seguirono il disegno fascista della Repubblica di Salò, collaborando con gli alleati. Che anche nella provincia di Pesaro e Urbino si resero grandi protagonisti, con i partigiani, della Liberazione: americani e polacchi in primis». Dal 25 aprile, secondo Ricci bisogna ripartire: «Difendiamo la libertà e l’uguaglianza. Le classi dirigenti dell’epoca pianificarono il genocidio, in nome della supremazia di una razza sull’altra. Ma il germe dell’intolleranza riemerge periodicamente: lo vediamo nel fanatismo del terrorismo internazionale. E anche il principio di uguaglianza, al centro della Liberazione, non è acquisito: pensiamo all’indifferenza e al razzismo di tanti, davanti alla strage di migranti nel Mediterraneo. Sono persone che scappano dalla guerra e dalla fame, non uomini di ‘serie b’». Per cui, ha concluso, «serve rimettere al centro i valori della Liberazione per costruire una società migliore e guardare con speranza al futuro. Con più coraggio: basta lamentarsi. Siamo dentro la crisi economica, occupazionale, valoriale, sociale ma ripartiamo dalla voglia di rialzarsi. E’ l’insegnamento della Resistenza. Anche così continueremo a rendere onore ai nostri nonni». Sono intervenuti anche Milena Rossi, in rappresentanza dell’Anpi, e Riccardo Merloni, presidente della sezione pesarese dell’associazione nazionale marinai. Deposizione di corone al sacrario di piazzale Collenuccio e alla cappella votiva di Sant’Ubaldo.

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