Per la Vuelle i soliti errori ma c’è ancora spazio per rimediare

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27 aprile 2015

vl_pt035PESARO – All’intervallo si respirava una discreta dose di fiducia all’interno dell’Adriatic Arena, con i 5000 spettatori che fino a quel momento avevano visto la Vuelle giocarsela alla pari con gli avversari e sapevano che Sassari stava vincendo di dieci a Caserta. Ma il basket è uno sport nel quale nulla si deve dare per scontato e sono bastati una decina di minuti per invertire negativamente il trend, con Caserta che rimontava punto su punto, mentre la Consultinvest incappava nei consueti cinque minuti di blackout. Un vero leitmotiv stagionale, con Paolini che commetteva l’errore di presentare un quintetto con Raspino e Crow contemporaneamente sul parquet, mossa che consentiva a Pistoia di volare sul più 12, costringendo la Vuelle a compiere la solita generosa rimonta, con conseguente dispendio d’energia e per poco l’impresa non riusciva grazie alla buona serata di un combattivo Lorant e di un voglioso Ross. Pesaro era ancora in parità nell’ultimo minuto, ma la voglia di arrivare ai playoff ed un’oggettiva superiorità tecnica degli uomini di coach Moretti hanno consentito alla Giorgio Tesi Group di portare meritatamente a casa la vittoria.

Non è stata neanche una brutta partita tutto sommato e probabilmente questa Consultinvest non è in grado di giocare meglio di così, anche se sarebbe bello, tanto per cambiare, vedere tutti i giocatori schierati da Paolini dare il massimo, invece ancora una volta sono mancati all’appello un paio di titolari – altro leitmotiv stagionale – e una squadra dove la panchina è un male necessario per fare riposare lo starting five, non può permetterselo contro nessun avversario. Come contro Bologna, non è stata la Vuelle a perdere il match contro Pistoia, ma sono stati gli avversari a vincerlo, differenza che può apparire sottile, ma che deve fare comprendere come Pesaro, anche impegnandosi, si porti dietro gli sbagli commessi nella costruzione della squadra. Errori che la società non è stata in grado di rimediare durante il corso di una stagione nella quale la Vuelle ha vinto solamente sette partite su ventotto, consapevole strada facendo del gap tecnico che la separava dal resto della compagnia. Poi c’è sempre la possibilità di portare a casa la vittoria in modo fortunoso come a Capo D’Orlando e va dato merito alla squadra di non essere incappata in troppe debacle, ma la percezione che questa versione della Consultinvest non sia mai stata in grado di combattere ad armi pari con le altre 15 squadre, si è fatta sempre più intensa con il passare dei mesi e le ultime sei sconfitte consecutive non hanno fatto che accrescere questa sensazione. Ha probabilmente ragione coach Paolini quando afferma che la sua Vuelle abbia sbagliato sostanzialmente il secondo tempo contro Avellino e il match casalingo contro Cremona, mentre nelle altre partite, contro avversarie di media classifica, se l’è giocata quasi alla pari, ma è quel quasi che fa tutta la differenza del mondo, differenza che sarebbe colmabile solamente da un allenatore più esperto o avendo nel proprio roster un paio di giocatori sopra la media come i Turner e gli Anosike dello scorso anno. Invece, nonostante la buona volontà di Wright e Ross, alla Vuelle del 2015 mancano i tasselli giusti per completare il puzzle e potersi giocare ancora la salvezza in una partita secca non è, tutto sommato, un’opzione da buttare via.

I PIU’…

Peter Lorant
Non ti farà saltare dalla sedia con delle giocate spettacolari, ma l’ungherese – in una Vuelle troppo giovane – spicca per la capacità di fare sempre la cosa giusta nel momento giusto, con punti, rimbalzi e tanto agonismo, sia in attacco che in difesa, anche se gli manca lo potenza fisica per farsi valere a due metri dal ferro.

LaQuinton Ross
Avrebbe nelle mani una doppia doppia ogni sera, se solo avesse la costanza di andare a rimbalzo con intensità. Contro Pistoia piazza un 23+8 di buona qualità con canestri anche nei momenti importanti, anche se nessuno è riuscito a convincerlo a trasformarsi in un’ala piccola moderna, con un maggior uso del suo tiro da fuori.

Tiri liberi
Per una volta non sono stati gli errori dalla lunetta una delle cause della sconfitta, con Pesaro che finalmente piazza un buon 21 su 23 ai liberi.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO – PISTOIA

Tiro da tre
Continua ad essere invece una delle principali cause della sconfitta, la percentuale deficitaria dai 6,75 della Vuelle che anche contro Pistoia incappa in un bruttissimo 7 su 30 da tre, con Myles, Wright e Crow sul banco degli imputati.

Nicholas Crow
Con i tre errori contro Pistoia è arrivato ad un complessivo 2 su 25 dalla linea da tre punti nel corso della stagione. Non servono altri commenti.

Anthony Myles
Non sappiamo se sia solo una mancanza d’autostima o la consapevolezza di avere già il contratto in mano per altri lidi per la prossima stagione, ma il rendimento di Myles in queste ultime giornate è assolutamente deficitario e appare un lontano cugino del giocatore ammirato nel girone d’andata. Coach Paolini ha fiducia di riuscire a recuperarlo psicologicamente in questo finale di stagione, lo speriamo anche noi, ma non ci crediamo troppo.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ok, è vero che ci si potrebbe ancora salvare al prossimo turno in caso di un blitz a Cantù e della contemporanea sconfitta casalinga di Caserta con Reggio Emilia, ma parliamoci chiaro, questa settimana passerà veloce con la testa rivolta verso il 10 maggio e uno sguardo inevitabile verso la decisione del Coni di cinque giorni prima che costringerebbe Pesaro a dover vincere anche di otto lunghezze nel caso che la Pasta Reggia riuscisse a riottenere il punto sottrattogli lo scorso febbraio. Questi 15 giorni che ci separano dallo spareggio con Caserta dovranno servire a un duplice scopo: il primo è puramente tecnico, il secondo psicologico; dal punto di vista del gioco difficilmente ci si potrà inventare qualche magata dell’ultimo minuto, ma se la difesa sostanzialmente il suo compitino riesce a farlo, in fase offensiva i margini di miglioramento sono ancora tanti e qualche accorgimento in corsa potrebbe ancora essere utile alla causa. Ma è riuscire nel secondo scopo che farebbe tutta la differenza del mondo, perché il 10 maggio sarà fondamentale l’approccio psicologico col quale la Consultinvest affronterà un match senza domani che nessuno degli atleti biancorossi ha giocato nella sua carriera – ad eccezione di Lorant – e il compito di Paolini e del suo staff sarà quello di caricare al massimo i giocatori, senza cadere nelle solite frasi retoriche che la troppa pressione rischia di essere un’arma a doppio taglio. Qui stiamo parlando di professionisti che giocano in serie A e sono stati regolarmente pagati, sono queste le partite che tutti sognano di giocare fin dai playground, quelle che ti possono dare la gloria o farti cadere nella mediocrità, quelle che fanno la differenza tra un gregario ed un campione, nel suo roster Pesaro ha due giocatori che ancora campioni non lo sono – Wright e Ross – ma che hanno le caratteristiche tecniche per riuscirci, se avranno anche quelle caratteriali lo sapremo alle otto di sera del 10 maggio.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si sveglia dal riposino e rifila 117 punti alla malcapitata Bologna, confermando di essere sempre la squadra da battere, con il campionato che sta andando alla ricerca della sua antagonista: potrebbe essere Venezia che si mantiene al secondo posto espugnando Cremona, ma potrebbe esserlo anche Reggio Emilia che si impone su Cantù nel posticipo. Trento si conferma ad alto livello, salendo al quarto posto dopo il netto successo casalingo su Roma che gli consente di superare un Banco di Sardegna Sassari in piena crisi di fiducia e risultati, con i sardi che si fanno rimontare 13 punti e vengono battuti nel finale da Caserta. Varese supera Capo D’Orlando nel match tra due squadre senza obiettivi in una 28esima giornata che si chiuderà con il posticipo tra Brindisi ed Avellino.

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