Moto: ecco la strada per diventare campioni del mondo secondo il preparatore atletico Ravagli

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28 aprile 2015

PESARO – Un pilota motociclista va forte se ha la moto giusta, le gomme giuste e il team giusto.

Un pilota motociclista va fortissimo se oltre a questo ha la giusta preparazione atletica e il preparatore… giusto.

Se non hai il fisico a posto, e quando hai la preparazione fisica giusta anche IL CERVELLO funziona bene, non vai da nessuna parte, anche se cavalchi un missile.

Se non sei preparato, dopo due giri di pista non hai più il fiato, le braccia ti fanno male, la gambe ti fanno pio-pio e alla prima staccata ti si annebbia la vista.

Capito il concetto, non resta altro da fare che mettersi in buone mani e lavorare: lavorare non significa solo sudare o soffrire ma eseguire quegli esercizi mirati al miglior RENDIMENTO del corpo utilizzando tutte le “armi” che il fisico ha e che non sono certo poche.

Michele Ravagli, 45 anni e una esperienza sportiva di lungo corso come Azzurro di Pentathlon moderno e più volte Campione d’Italia, è un preparatore atletico di coi fiocchi e, diciamolo, è DIVERSO da tutti gli altri “specialisti” del settore.

Se alla moto serve il miglior assetto possibile per rendere al meglio, anche al suo pilota serve un ottimo “setting” per andare al massimo. “Gli studi più moderni si rifanno alla esperienza del passato – afferma Ravagli – e hanno aperto nuovi orizzonti sulla preparazione di un pilota di moto. Quello che si riteneva giusto ed efficace sino a qualche tempo fa ora è provato che non va bene, anzi è dannoso. Prendiamo il caso di Pedrosa: il campione spagnolo è stato operato alle braccia nei giorni scorsi per la “sindrome compartimentale” ebbene: con il reclutamento intermuscolare ( ovvero far lavorare più muscoli insieme) si riduce notevolmente la necessita di intervento chirurgico. Basta solo prepararsi adeguatamente intervenendo con esercizi mirati sul rafforzamento di tutti i muscoli del dorso che partono dal collo fino all’estremità della gamba, ovvero “la catena posteriore”. Così lo sforzo non è più solo sull’avambraccio ma è distribuito uniformemente su tutti i muscoli del nostro corpo che si fanno carico, tutti insieme, di sostenere l’azione del pilota”.

Ecco, in estrema sintesi questo è il “metodo Ravagli”.

” E’ chiaro – prosegue – che questo è solo un esempio ma attenzione, molta attenzione, agli errori da non fare nella preparazione. Un errore pacchiano è quello di riprodurre in sede di preparazione atletica condizioni simili a quelle che il pilota troverà in gara: un tempo andava di moda far correre a piedi il pilota con addosso la tuta e il casco in testa per poi metterlo su un simulatore che riproduce le condizioni di gara. Sbagliato, riduttivo: il preparatore atletico non deve limitarsi a far lavorare il pilota su un solo comparto o meccanismo energetico (esempio solo la corsa per fare il fiato) ma sull’insieme delle azioni che il corpo del pilota compie in gara. Tradotto significa che un pilota in corsa è sottoposto a numerose sollecitazioni, tutte diverse, e se tu lo prepari solo per affrontarne una (il fiato ad esempio) il pilota non ha più a disposizione tutte le armi per combattere le altre sollecitazioni”.

Insomma per prepararsi bene devi seguire un programma scientifico e Michele Ravagli lo ha e lo sta mettendo in atto alla palestra Big Gym di Pesaro diretta dall’esperto Giorgio Tamburini. “Ora sto seguendo da qualche mese alcuni piloti in lizza sia nel Campionato Italiano sia nel Mondiale MotoGP e le loro prestazioni in pista sono cresciute in maniera esponenziale”.

Forse qualche pilota farebbe bene a fare una chiacchierata con Michele Ravagli e ad andare a trovarlo alla palestra Big Gym di Pesaro in Strada Montefeltro.

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12 Commenti to “Moto: ecco la strada per diventare campioni del mondo secondo il preparatore atletico Ravagli”

  1. SmaneTONER scrive:

    Condivido, io tempo fa ho fatto gare amatoriali e … avessi avuto un preparatore atletico così

  2. Ciccio 97 scrive:

    La prepazrione per un motociclista è fondametale ma a me sembra che non sia dalle nostre parti molto professionale, questo mi apre uno spiraglio nuovo che considero positivo

  3. Arnaldo scrive:

    Ho frequentato Scienze Motorie a Urbino e secondo me Ravagli ha detto cose giuste: un modo nuovo per affronatre la preparazione per un pilota è interessante

  4. Tatoo scrive:

    Tamburini è sempre avanti dopo 50 anni di professione

  5. Nico 39 scrive:

    Io lo conosco Ravagli è davvero tosto, una volta mi ha preso tra le grinfie e…. mi ha cambiato la vita. Grazie Mik

  6. Roger scrive:

    Bellissimo articolo, concetti complessi espressi in modo semplice. Sicuramente da approfondire.

  7. Alberto scrive:

    Ottime considerazioni da parte di Michele sulla preparzione fisica dei motociclisti che sono sottoposti a forze notevolissime e che devono conservare lucidità in ogni situazione. Chi è padrone del proprio corpo può fare tutto quello che vuole. Buon lavoro Michele!
    Alberto Paccapelo
    Delegato CONI Pesaro e Urbino

  8. Michele scrive:

    Grazie davvero a tutti per le belle parole di stima…., colgo l’occasione per prendere al volo anche l’augurio dell’Ing. Alberto Paccapelo, quale Presidente della massima Autorità Nazionale in materia di Sport. Che sia “Buon Lavoro”!!

  9. Marika scrive:

    Intervista molto interessante e credo che ormai ogni pilota sappia che è basilare anche una buona preparazione fisica, soprattutto se guida una MotoGP, che come noto, nel motociclismo-velocità, sono le più moto più complesse e difficili da portare al limite.

    Ma quello che più mi ha colpito è stato leggere che alcuni disturbi tipici di un pilota, come la
    “sindrome compartimentale” sofferta anche da Pedrosa, fino a portarlo al recente noto intervento chirurgico, andando ad allenare certi muscoli contemporaneamente.
    Queste sono cose che solo un allenatore davvero preparato e che ha studiato nello specifico questi problemi, può sapere.

    Io non so se questo “metodo Ravagli” sia conosciuto da molti, ma fossi un pilota di moto, mi
    verrebbe voglia di correre da questo allenatore, fosse anche solo per un consulto.
    In ogni caso, complimenti davvero a Lui, per questi approfondimenti particolareggiati.

  10. IL BARISTA scrive:

    Veramente molto interessante, io non conosco questo metodo Ravagli, ma conosco Michele ed e’ un grande, si vede che sta bene con se stesso e conosce i veri valori soprattutto quelli sportivi (infatti il figlio gioca a rugby). Un saluto GRANDE

  11. Roger scrive:

    Stiamo creando un vero e proprio Forum…, bellissima cosa…! Pareri, Opinioni e Sensazioni che vengono condivise…..; avanti così e vediamo dove si può arrivare…! Moooltooo Yeeeessss!

  12. Michele scrive:

    Che meravigliaaaa…..! Grazie per l’interessamento di tutti voi….; siamo solo all’inizio…, grazie a Roger per il “Moooltooo Yeess” che è da un po’ di tempo il nostro Must…! A presto, Michele Ravagli

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