Cornuto e contento: la sessuologa di DeSidera parla su pu24.it del “Cuckolding”

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29 aprile 2015

Sesso

Foto tratta dal web

dott.ssa Arianna Finocchi*

Il cuculo è un uccello che ha una pratica insolita ed è quella di far sì che altri suoi simili prestino il proprio nido e le proprie cure parentali ai propri piccoli. Sembrerebbe che derivi proprio da questo uccello l’etimologia del termine utilizzato per definire una singolare pratica di relazione sessuale di cui ora parleremo.

Nel campo minato dell’infedeltà, nel contrasto tra realtà e idealità, si muovono quelle coppie in cui uno dei partners asseconda ben volentieri e anzi stimola i tradimenti dell’altro per la soddisfazione sessuale di entrambi i coniugi. Visto che oggi tutte le fantasie devono avere un nome – preferibilmente in inglese per dare un’apparenza più in e, verrebbe quasi da dire, più professionale – questa pratica viene chiamata cuckolding, che tradotto in italiano significa semplicemente “fare le corna”.

Il cuckold, uno dei due partner, solitamente l’uomo, decide consapevolmente e volontariamente di “cedere” la propria compagna ad altre persone e di osservare mentre questi ultimi consumano il rapporto sessuale.

Come ho già detto la maggior parte dei casi riscontrati vede l’uomo rivestire il ruolo di cuckold, ma non sono rari i casi in cui è la donna a decidere per il proprio partner.

È una sorta di scambismo di coppia che però vede solo uno dei due partners attivo, l’altro, il cuckold (se uomo) o cuckqueen o reverse cuckold (se è donna) che stanno ad indicare il cosiddetto “cornuto”, subisce passivamente una sorta di umiliazione e subordinazione messa in atto dal partner o dalla terza persona che entra in gioco spezzando la coppia per formare un triangolo sessuale. All’umiliazione dell’uomo, la quale mantiene comunque una posizione di centralità, corrisponde spesso e volentieri anche l’umiliazione della moglie, trattata come una prostituta, una donna-oggetto. Nel caso della terza persona, le donne vengono chiamate “sweet” o “hot wife”e gli uomini “bull” (tori) in riferimento alla loro funzione nella pratica sessuale, sono loro a “sopraffare”, come fa appunto il toro con la sua femmina.

In origine questo termine si applicava a coloro che inconsapevolmente venivano traditi, col tempo a poi assunto l’accezione che lo inquadra oggi tra le pratiche sessuali condivise.

In alcuni casi questo aspetto della sessualità può essere un completamento della normale relazione di coppia, capita a volte che chi si dedica a queste pratiche possa stringere anche legami di amicizia e complicità con il cosiddetto “terzo”; come Psicologa e Sessuologa però mi sento di dire che nella maggior parte dei casi tale pratica, quando frutto di un accordo condiviso, può supplire ad un calo del desiderio derivato da routine e quotidianità, o comunque a disfunzioni nella sfera sessuale, più o meno consapevoli dalla coppia o dal singolo componente. Attraverso una pratica di questo tipo infatti si può riscoprire un interesse verso il partner che torna ad essere, magari solo in queste occasioni, o per un periodo prolungato, desiderabile e sensuale, mentre il “traditore” può godere delle attenzioni più o meno sessuali di due persone (il compagno e il terzo), traendone appagamento ed eccitazione. A volte ci si avvicina a queste pratiche in conseguenza di repressioni, limitazioni sessuali di uno dei due partners della coppia (solitamente la donna) che può imporre regole, disciplinare l’andamento e la modalità di contatto fisico durante i rapporti sessuali.

Il cuckolding è una pratica sessuale che si fonda su un immaginario profondamente maschilista, sugli stereotipi di genere più retrogradi, (le donne valgono poco e sono spesso di facili costumi, colui che ruba la femmina altrui è un vero uomo, il marito che viene tradito è degradato a semi-uomo, maschio mancato, per questo identificato con l’impotenza, l’omosessualità latente, la sottomissione, la mancanza di virilità). Agli stereotipi sessisti si aggiungono anche quelli razziali: molte coppie cercano soprattutto bull di colore, perché ai neri vengono attribuite caratteristiche essenziali nella definizione stereotipata della virilità. L’immagine del bull nero è costantemente rilanciata dalla pornografia del cuckolding: in questo caso, in un mercato dove dominano i consumatori bianchi, le donne sono sempre solo bianche.

Come ho spiegato in precedenza, la maggior parte di coloro che propongono questa pratica sono uomini, i mariti, i compagni: nelle coppie che praticano il cuckolding il marito si può sentire poco virile, avere problemi di impotenza o di eiaculazione precoce o per mille altre ragioni. Per questo, il marito cerca un altro uomo che identifica come molto virile per permettere alla moglie di vivere una sessualità pienamente soddisfacente o per poter vivere egli stesso una sessualità piena attraverso il bull, che diventa una sorta di avatar, di personaggio in cui identificarsi.

È accertato che nelle coppie con buona affinità sessuale quasi sempre la partner acconsente a prestarsi al “gioco” richiestole dal suo compagno, in quanto certamente fonte di piacere e di novità sul piano dell’intesa sessuale; se inizialmente però tale pratica viene attuata a complemento della normale relazione sessuale di coppia, pian piano può diventare, soprattutto per l’uomo, l’unica modalità di raggiungimento dell’orgasmo. In tale circostanza sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta specialista in sessuologia clinica, che possa indicare un adeguato percorso terapeutico da seguire.

I contatti tra cuckolds avvengono per lo più sul web, molti hanno dei profili su siti a carattere erotico, si contattano attraverso chat o social dedicati e iniziano questa esperienza elettrizzante a tre. A questo proposito c’è da sottolineare la pericolosità di queste pratiche: innanzi tutto i rapporti avvengono in maniera NON protetta per cui è alto il rischio di gravidanze e se ciò avviene, come da “contratto” il nascituro viene poi cresciuto dalla madre e dal marito, consapevole di non esserne il padre. Un altro aspetto da non sottovalutare è che con l’aumentare dei contatti tra sconosciuti cresce anche il rischio di incontrare sieropositivi o persone pericolose con forti disturbi mentali. Molti casi mettono alla luce la pericolosità di questi incontri, pratiche eseguite tra l’altro non solo con sconosciuti.

Mentre i dati delle ricerche statistiche lo dipingono come un fenomeno decisamente fisiologico, l’adulterio, rientra culturalmente e simbolicamente nell’ambito del patologico. “La fedeltà è un raro ospite: se ti capita in casa, non lo lasciar più uscire” dice un proverbio italiano…

…ma questo è davvero un tradimento?

*Psicologa, Sessuologa, Psicoterapeuta

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