L’ex sindaco di Sant’Angelo in Lizzola su “Bugie, mutui e crediti… obsoleti”

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30 aprile 2015

Da Guido Formica, ex sindaco del Comune di Sant’Angelo in Lizzola, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

BUGIE, MUTUI E CREDITI… OBSOLETI

Formica

Gudio Formica

Intervengo sulla ultima discussione avventa nel consiglio comunale di Vallefoglia al momento dell’approvazione del Rendiconto del Comune.

Purtroppo l’assessore Calzolari e l’ex sindaco Pensalfini hanno ragione: bisogna saper distinguere i discorsi da bar da quelli istituzionali.

Cari Mirko e Massimo, infatti foste voi ed altri ad ingenerare quell’indecoroso e falso discorso sui debiti dell’ex Comune di Sant’Angelo in Lizzola, proprio dal periodo della fusione fino a continuare nella campagna elettorale dell’anno scorso.

Fu un continuo parlare dei nostri debiti, delle nostre difficoltà (non vere) e noi lì, sempre lì invece, a spiegare che i mutui presi per investimento sono cosa ben diversa da debiti contratti per cattiva gestione.

I mutui, il nostro Comune poté assumerli perché ne aveva le capacità, riconosciute dalle varie leggi finanziarie dello Stato, infatti era uno dei 143 Comuni più virtuosi d’Italia ed uno dei 2 comuni più virtuosi delle Marche. Ma questo non l’avete capito allora e spero che l’abbiate capito oggi, come spero che l’abbia capito anche qualche mio ex assessore oggi vostro alleato di giunta.

La fusione ha permesso di superare il patto di stabilità e di poter fare investimenti che voi rimanendo in quel di Colbordolo, senza fusione, non avreste potuto fare nemmeno in questo quinquennio. Devo ricordarvi l’impossibilità di spendere il contributo regionale per il Cag di Cappone fermo li da ben più di 5 anni? O avete resettato il problema visto che ora li potete spendere proprio grazie alla fusione. O devo ricordarvi ancora la pena che ci siamo dati all’Unione per pagare un po’ di spesa di personale e far si che Colbordolo non “sballasse” determinati parametri ed evitare il default finanziario?

Lo Stato italiano ha chiesto tramite appositi provvedimenti a tutti i Comuni di ripulire i propri bilanci da residui/crediti che da troppo tempo stazionavano li solo per far numero ma che in realtà non si sarebbero mai incassati.

E così con il primo rendiconto di Vallefoglia, unendo i 2 bilanci di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo si scopre che esistevano nei conti comunali da voi gestito fino a poco tempo fa poste antiche e mai incassabili, cifre consistenti.

Gli amministratori non devono essere ragionieri, quelli li fornisce il Comune, poi ci sono i Revisori, poi c’è la Corte dei Conti, ecc., ma un politico dovrebbe porsi domande su questi argomenti, dovrebbe avere un po’ cognizione di causa, altrimenti vien da chiedersi: cosa hai amministrato tutti questi anni? La sera del 28 aprile in consiglio questa domanda non ve la siete posta, perché per porsela ci vuole umiltà, e non siete stati in grado di dare una risposta da amministratori, perché per darla ci vuole un po’ di cognizione e competenza.

La risposta di “salvataggio” del segretario comunale sulla regolarità giuridica non risolve il problema: non basta dire che i Revisori hanno certificato ora ed in passato che è tutto in regola, perché, mi si perdoni l’azzardo, anche alla Cirio e alla Parmalat le società di certificazione e le banche dicevano che i conti erano tutti in regola ed i crediti pure!!!! Ma se vale quel che dicono i Revisori (e non ho dubbi in merito) mi si dovrà spiegare perchè i Revisori, a Vallefoglia, vengono “tagliati fuori” dal Nucleo di Valutazione!!! Forse per risparmiare le spese di trasferta? Per quello basterebbe tagliare qualche compenso di giunta ed il conto torna pari.

Sono gli stessi Revisori che scrivono nel loro rapporto che prima di impegnare questo bell’avanzo di gestione sarebbe meglio aspettare la “revisione” di tutti i residui e crediti, a scanso di ulteriori sorprese.

Se uno avesse tempo potrebbe riguardando tutte le voci e tutti i numeri (che sono tanti) dei bilanci capire alcune cose.

Esempio. Stando così le cose probabilmente gli avanzi degli anni precedenti del Comune di Colbordolo erano “gonfiati” da crediti diventati insussistenti e se così non fosse oggi l’avanzo di Vallefoglia sarebbe ancor più consistente.

Non viene negata l’ipotesi che col tempo alcuni crediti possano perdersi ma bisogna poi avere il coraggio di affrontare il problema per tempo e non lasciarli “dormienti”. Per risolvere la questione poi bisogna ridurre gli interventi, recuperare le eventuali inefficienze, ecc. che è una operazione difficile, che non regala consenso, ma non ammette pigrizia.

Scoprire che oltre 200.000 di Ici non si incasseranno più non è un problema degli impiegati comunali ma un problema degli amministratori, significa che qualcuno non ha pagato l’Ici (per svariati motivi) e che qualcuno invece l’ha pagata per intero, forse anche per mezzo di Equitalia!!! E’ un’operazione equa? Ma i conti li guardavate di tanto in tanto oppure per non aver problemi si accantonava la questione e la si rimandava al futuro? Un’operazione verità ogni tanto va fatta. Altrimenti diventa inutile piangere come comuni che non abbiamo le risorse o peggio che quelle poche ci vengono tagliate dallo Stato, quando poi è l’amministratore di turno che per qualche voto in più non è capace di ottenere dal territorio le risorse che la legge gli assegna!!! Comportamento che determina scarsa trasparenza e imparzialità, il contrario esatto della democrazia.

Ad oggi non è ancora giustificata perché nessuno ancora è stato in grado di giustificarla scientificamente ma solo “a gesti”, la forte differenza della tassa sui rifiuti tra Colbordolo e Sant’Angelo, e oggi onestamente guardando i numeri e i dati del consuntivo qualche dubbio in più ci viene, sul modo di fare i conti in certi luoghi.

Probabilmente è più facile far politica da bar, con la facile promessa della risoluzione dei problemi, come era (e forse é ancora) o dovrei dire come è costume o girare come accompagnatori sulle ruspe della protezione civile quando nevica, con la giacca fosforescente ben riconoscibile, farsi vedere come novelli eroi e riscuotere facile consenso, piuttosto che amministrare.

Perché amministrare richiede impegno, umiltà e anche coraggio di fare delle scelte, che non danno voti e consenso subito ma che danno benefici più avanti nel tempo.

Le parole usate nello scaricare questa responsabilità politica delle insussistenze creditizie ad altri (che non possono replicare) non possono però passare inosservate. E’ una caduta di stile che non dovevate, non solo fare ma nemmeno pensare. Dire che la ragioniera “sembrava brava”, sarà una frase non voluta, una disattenzione forse, dovuta alla stanchezza, al nervosismo, all’impreparazione, ecc.. Lo posso capire ma non condividere e in un Paese e in un Comune normale avrebbero già determinato delle dimissioni. Assumersi delle responsabilità succede a chi diventa grande.

Un commento to “L’ex sindaco di Sant’Angelo in Lizzola su “Bugie, mutui e crediti… obsoleti””

  1. ugo castelli scrive:

    Non è vero che la ragioniera “sembrava brava”, ERA BRAVA. E questo credo sia anche il parere di Formica Guido.

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