“Una giornata dal sapore amaro”: il governatore Spacca sul Primo maggio

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30 aprile 2015

ANCONA – Ecco la dichiarazione del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, sul Primo maggio:

Gian Mario Spacca

Gian Mario Spacca

“Una giornata dal sapore amaro, quella di domani. La cronaca di questi giorni rende più che mai densa di significato questa Festa dei lavoratori. Penso alla drammatica vicenda Prysmian, alla complessa vertenza Whirlpool e alle situazioni di difficoltà che stanno vivendo altre imprese: è a tutti questi lavoratori e alle loro famiglie, che vivono giorni d’angoscia, che va dedicato questo Primo maggio. La Regione ha operato in questi anni affinché le speranze di chi non ha smesso di lottare per il proprio posto di lavoro divenissero certezze. Purtroppo lo scenario in cui ci siamo trovati ad agire è stato particolarmente complesso. Non solo sette anni di crisi di cui 4 di vera e propria recessione, ma anche la drammatica riduzione dei trasferimenti statali, con 4 miliardi di euro in meno per le Regioni solo nell’ultima Legge di stabilità. Il bilancio regionale è stato falcidiato. In questo contesto, l’azione del governo regionale è stata orientata alla protezione dei lavoratori in difficoltà e delle loro famiglie, una resistenza passiva che ha impegnato 1,2 miliardi di euro di risorse, attraverso tutte le forme di ammortizzatori sociali. Uno sforzo enorme che ha consentito di centrare molti obiettivi: le Marche hanno resistito più che altre regioni all’onda devastante della crisi. Ora dobbiamo guardare al futuro che va interpretato con un profilo differente. Riportare al centro dell’azione di governo la funzione dell’imprenditorialità e del lavoro, che significa produrre reddito e occupazione; dare sicurezza ai cittadini, garantendo i livelli essenziali assistenza con formule nuove che prevedano una maggiore collaborazione tra pubblico e privato; semplificare per liberare energie a favore di un forte progetto di crescita. I tempi e la situazione economica richiedono ancora il massimo impegno. E impongono di non perdere la fiducia e la speranza”.

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