“Chirurgia plastica: curare il corpo per guarire l’anima”. Conferenza col professor Caleffi alla presenza di Lucia Annibali

Edoardo Caleffi, conferenza del Circolo della Stampa dell'8 maggioPESARO – “Chirurgia plastica: curare il corpo per guarire l’anima”. Questo il titolo della conferenza che terrà a Pesaro Edoardo Caleffi, direttore U.O.C. Chirurgia Plastica e Centro Ustioni-Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma, organizzata dal Circolo della stampa di Pesaro. L’appuntamento è per venerdì alle 18 a palazzo Montani Antaldi. Alla conferenza sarà presente anche Lucia Annibali. Di seguito un intervento del professor Caleffi:

Parlare di chirurgia plastica (così come fare il chirurgo plastico) mi appassiona, pensare di curare il corpo per guarire l’anima, se ci si pensa, può sembrare più che presuntuoso, perfino immorale. Poter venire qui tra amici tanto cari (come mi permetto di considerare tutti quelli di voi che ho avuto il privilegio di conoscere!) e confrontarmi su una chirurgia nata eretica, che attraverso la scienza può diventare arte, è particolarmente intrigante.

Nata nella seconda metà del 500 con Gaspare Tagliacozzi che tentava di ricostruire i nasi distrutti da malattia o amputati per punizione, quella pratica chirurgica non era in linea con l’indirizzo medico di allora: l’opera del medico doveva essere diretta solo a guarire, a guarire una malattia che ha in sé i caratteri dell’evoluzione; quindi non una cicatrice, non una deformità; la correzione di un difetto corporeo andava al di là dei limiti stabiliti da una volontà Superiore e la chirurgia plastica fu giudicata un affronto alla religione e messa all’indice. Da allora tanta strada è stata fatta: rigorosa dialettica tra biologia e clinica, applicazione di sempre nuove conquiste tecnico scientifiche: il progresso continua ad essere sorprendente.

Probabilmente deluderò molti, perché, pur essendo la chirurgia plastica la “chirurgia dell’immagine”, non presenterò una serie di immagini di belle donne rifatte. Vorrei che passasse il messaggio che chirurgia plastica non è chirurgia estetica, o meglio non è solo chirurgia estetica (branca pur importantissima e difficilissima), ma è anche, se non soprattutto, chirurgia ricostruttiva, ripartiva.

Compito del chirurgo plastico è di dare forma/normalità a difetti del nostro corpo (per esiti di trauma, per tumori o per malformazioni). E’ la chirurgia della forma: ricostruire, riparare, correggere, rifare il corpo umano è la missione, spinti dalle esigenze di normalità, passando attraverso le mode, i cambiamenti dei costumi e delle tendenze.

Chirurgia plastica è un termine vago, non indica ne una sede anatomica né la patologia di competenza, e non potrebbe essere altrimenti, perché è una delle poche branche della scienza chirurgica (se non l’unica) che opera dai neonati agli anziani e dalla testa ai piedi. Talora considerata superflua: troppo spesso diamo l’impressione che il nostro interesse sia diretto alla sola estetica, che, lungi dall’essere secondaria o facile, al contrario è e deve essere affrontata con particolare preparazione, impegno, competenza ed obiettività, nel tentativo di mediare le aspettative del paziente con le possibilità di risultato. Non ci può essere “funzione senza forma”: un naso, un seno, una palpebra, una mano (e si può andare avanti quanto si vuole) servono e funzionano perché hanno una forma che ne garantisce l’uso; perciò estetica e funzione vanno sempre a braccietto. Un corpo deformato o mutilato a poco a poco riprende armonia e questo ridona speranza di vita, aiuta ad accettarsi sempre un pò di più e sempre meglio: la chirurgia plastica restituisce così all’anima il corpo del paziente e anche viceversa l’anima al corpo del paziente. Vorrei si vedesse la chirurgia plastica come la chirurgia dei sentimenti: curare è prendersi cura; con tutti i limiti tecnici e scientifici (che non mancherò di sottolineare), questa pratica ricostruttiva da eretica è diventata scienza,conquistando un posto ufficiale tra le discipline chirurgiche, unica fra queste a pretendere la capacità artistica nella ricostruzione plastica del corpo.

Edoardo Caleffi

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