Vuelle, speranze (poche) mantenute. Ora, ci si aggrappa al giudice sportivo e alla carica dei 5000 contro Caserta

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4 maggio 2015

Non nutrivamo troppe speranze su questa 29esima giornata. Perché per sbancare Cantù ci sarebbe voluta una potenza di fuoco che Pesaro non ha mai avuto in questa stagione, in un match giocato con la solita percentuale deficitaria dalla linea dei tre punti (8 su 27), una delle principali cause della pessima annata biancorossa, insieme all’incapacità dei quattro americani di giocare contemporaneamente al top e alla pochezza tecnica di una panchina che anche ieri sera ha prodotto la miseria di sei punticini.

Lorant

Lorant

Poi come spesso le è capitato, anche a Cantù la Vuelle era ancora virtualmente in partita nell’ultimo quarto, quando uno dei rari canestri di Ross l’aveva portata fino al meno cinque. Ma anche stavolta Pesaro ha accusato cinque minuti di blackout, subendo nel finale il break negativo (19 a 2) che ha consegnato a Cantù i due punti, in un match che ha visto Lorant e Judge combattere ad armi pari contro i lunghi avversari, condizionati però dai soliti problemi di falli che non gli hanno permesso nel momento decisivo di chiudere la loro area con efficacia, lasciando praterie fiorite agli attaccanti canturini nelle loro scorribande verso il canestro pesarese.

Non nutrivamo troppe speranze nemmeno sull’andamento del match di Caserta, anche se magari ci aspettavamo una Reggio Emilia più combattiva, capace di portare il match ad un finale punto a punto. Ma la Pasta Reggia attuale vale una delle prime cinque-sei posizioni e in questo girone di ritorno ha vinto cinque volte su sette in casa, spinta da un pubblico che ha ritrovato l’entusiasmo dei tempi belli e che si appresta ad invadere Pesaro domenica prossima, anche se il prefetto potrebbe ancora vietargli la trasferta per motivi di ordine pubblico, decisione che sarà presa in queste ore, dopo che la Rai avrà confermato la diretta del match su Raisport e che speriamo tenga in considerazione l’attrito che divide due tifoserie che non si sono mai amate nelle loro trentennali sfide. Se i tifosi casertani potranno entrare all’Adriatic Arena, sarà il caso di allestire un cordone di sicurezza in grado di garantire la sicurezza degli spettatori sia all’interno che all’esterno del palazzetto, perché domenica prossima saranno tante le famiglie che si presenteranno all’Adriatic Arena attratte anche dall’ingresso unico a 5 euro.

Ma prima del 10 maggio, c’è un altro appuntamento a tenere desta l’attenzione dei tifosi pesaresi che, domani pomeriggio, aspetteranno con ansia la decisione del Giudice sportivo del Coni sul ricorso presentato da Caserta contro il punto di penalizzazione inflittogli a febbraio per il ritardo nei pagamenti dei contributi del mese di ottobre, perché – in caso di esito positivo – la Pasta Reggia salirebbe a quota 16 punti contro i 14 di una Consultinvest che dunque sarebbe costretta non solo a vincere, ma anche con uno scarto superiore ai sette punti con i quali era uscita sconfitta nell’ultimo turno del girone d’andata. Difficile fare previsioni sull’esito di un ricorso che sembrerebbe più politico che tecnico, dato il ritardo accumulato dal Coni su una decisione che avrebbe potuto prendere fin dai primi di aprile, ma che invece ha procrastinato fino ad oggi, con il serio dubbio che ai piani alti possa essere gradita la salvezza di una bandiera del sud come Caserta.

Ne riparleremo domani, come riparleremo nei prossimi giorni della marea di errori commessi da una dirigenza biancorossa che, per motivi onestamente inspiegabili, ha deciso di non investire il 3% del proprio budget nell’acquisto di quel paio di rinforzi indispensabili per combattere ad armi pari con le altre 15 formazioni. Infatti spendendo ulteriori 40-45 mila euro su un budget che si avvicinerà al milione e mezzo, si sarebbero potuti ingaggiare a febbraio quel lungo italiano e quella guardia tiratrice comunitaria al posto dell’infortunato Myles, che avrebbero potuto garantire alla Vuelle quei quattro punti in più che le avrebbero consentito di salvarsi ed evitato di giocarsi una stagione in soli 40 minuti.

Ma anche e non solo per i motivi sopracitati, avere la possibilità di giocarti la salvezza in casa tua in una partita secca è un risultato non disprezzabile per il valore tecnico mostrato in questi mesi da una Vuelle un gradino sotto al resto della compagnia, c’è ancora una minima possibilità di salvare la stagione con un colpo di magia all’ultimo minuto, anche se questa Consultinvest non ha un David Copperfield nei suoi ranghi in grado di far sparire per incanto tutti i suoi problemi, ci proveranno i 5000 mila – si spera anche qualcuno in più – dell’Adriatic Arena a trascinare domenica prossima la Vuelle verso una salvezza che se si ragiona con la testa, appare una chimera irraggiungibile, ma i tifosi ragionano sempre con il cuore e sperano in quel miracolo sportivo che cancellerebbe – per magia – gli errori societari commessi in questi 10 mesi.

I PIU’ …….

Peter Lorant: Non è casuale che col passare delle giornate sia venuta fuori l’esperienza dell’unico giocatore del roster pesarese ad aver giocato partite senza un domani, Lorant anche a Cantù è il migliore dei suoi, preciso dalla distanza e utile anche in fase difensiva, quando i falli di Judge lo costringono a giocare da centro puro, nelle ultime quattro partite sta viaggiando a 20 punti di media, confermandosi uno dei pochi giocatori affidabili di questo gruppo.

Wally Judge: Le statistiche raccontano che per rapporto minuti giocati-rimbalzi conquistati, Judge sarebbe uno dei migliori centri del campionato, con il piccolo problema che Wally riesce a restare sul parquet per non più di una ventina di minuti, limitato dai cronici problemi di falli che ne hanno condizionato negativamente la stagione, nei 21 minuti giocati a Cantù. Judge tira fuori una prestazione da 15 punti e 9 rimbalzi, con canestri anche di pregevole fattura, anche se in difesa subisce i centimetri di Shermadini e il fisico di Eric Williams.

. E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO

Panchina: Sono solamente sei i punti prodotti dalla panchina biancorossa, arrivati grazie a due triple di Raspino e Musso, troppo poco, anche se Basile ha cercato di rendersi utile in cabina di regia e il capitano ha provato a combinare qualcosina di positivo, finendo però per incartarsi contro la difesa canturina.

LaQuinton Ross: L’azione simbolo della sua stagione potrebbe essere il palleggio a metà campo contro Metta World Peace, con l’ex Nba che gli ruba tranquillamente il pallone e va schiacciare indisturbato, sintesi perfetta della supponenza col quale Ross ha affrontato la sua avventura italiana, dove pensava di diventare una superstar per grazia ricevuta. Anche a Cantù sono venuti fuori i limiti caratteriali di un ragazzo dalla tecnica notevole, ma incapace di rimanere collegato per 40 minuti filati al match.

Tiro da tre: 8 su 27 per la solita percentuale inferiore al 30% che sta caratterizzando in negativo questo finale di stagione della Consultinvest:

Chris Wright: Appare evidente ormai che gli avversari gli hanno preso le misure, chiudendogli impietosamente la strada verso il canestro con raddoppi sistematici e Chris non ha nel suo bagaglio tecnico né il tiro da tre che gli permetterebbe di aprire la scatola da fuori, né la capacità di scaricare per un compagno libero.

DAGLI ALTRI PARQUET:

Milano passa facilmente a Brindisi e aspetta di affrontare nei playoff chi si piazzerà ottava, potrebbe essere Bologna che vincendo lo scontro diretto con Roma si è già garantita l’accesso alla post season o la stessa Cantù, mentre si riducono al lumicino le speranze di Pistoia dopo il harakiri casalingo contro Varese, Sassari interrompe la striscia negativa vincendo in rimonta contro Venezia, che dovrà difendere il secondo posto all’ultima giornata dall’assalto di Reggio Emilia, uscita con le ossa rotte dalla trasferta di Caserta, Trento si impone al fotofinish a Capo D’Orlando e consolida il suo quarto posto, in una 29esima giornata che ha visto Cremona perdere ad Avellino le residue speranze di agganciare il treno per i playoff.

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