Durante (M5S) alla Provincia: “Quanto costano i derivati? Pubblicate il rendiconto prima del voto”

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5 maggio 2015

Henry Domenico Durante

Henry Domenico Durante

Henry Domenico Durante*

PESARO – Prima delle europee, gli “80 euro”; adesso, con le Regionali alle porte, il “tesoretto della Provincia”. Ad essere sinceri sono rimasto colpito dalle affermazioni trionfalistiche di alcuni giornali sulla “virtuosa” Provincia di Pesaro e Urbino. Questo perché l’avanzo dichiarato è di 1 milione e 527mila euro, mentre i 9 milioni circa sono fondi destinati agli ultimi compiti istituzionali rimasti in capo all’ente: manutenzione di scuole, strade e territorio. Ma si può dire che i cittadini siano contenti dello stato in cui versano le nostre strade? O delle condizioni degli edifici scolastici? O del taglio dei servizi educativi domiciliari ai disabili sensoriali? E’ forse il territorio in sicurezza?

Ricordiamo poi che è la stessa Provincia ad esternare preoccupazione sui prossimi esercizi, ammettendo di non sapere come riuscire a presentare il bilancio pluriennale 2015-2016-2017 a meno di una cospicua iniezione di fondi provenienti da Roma. Insomma, non crediamo che ci sia molto da festeggiare. Attendiamo dunque di visionare il consuntivo per avere un quadro più chiaro, per capire se questo surplus sia stato generato da risparmi virtuosi o da tagli ai servizi, da maggiori introiti (trasferimenti, tasse, multe) o altro. Invitiamo pertanto l’Amministrazione provinciale a rendere pubblico quanto prima il Rendiconto 2014 per poter esprimere un giudizio sull’operato dell’ente prima delle elezioni.

Restano comunque ferme le nostre critiche relative ai molti punti oscuri della passata gestione. Domenica scorsa Report ha affrontato il tema dei derivati, stigmatizzando le operazioni più speculative, palesemente inappropriate per la pubblica amministrazione e costate decine di miliardi a Tesoro ed enti locali. Queste scommesse finite male sono del tutto simili, per tipologia di rischio assunto, alle strutture messe in piedi dalla Provincia di Pesaro e Urbino che abbiamo analizzato pubblicamente lo scorso anno con la collaborazione del nostro consulente, Gian Marco Mensi. Continuiamo ad interrogarci sul perché la Provincia abbia voluto stipulare quei contratti con Dexia e Nomura, costati milioni ai cittadini. E sulla validità delle motivazioni che hanno portato alla prima ristrutturazione, risalente al 2005, che ha impegnato la Provincia per vent’anni allo scopo di coprire una perdita pregressa. Dunque, invece di “celebrare” un avanzo di un milione e mezzo, preferiamo pensare a quanto si sarebbe potuto risparmiare a vantaggio della collettività evitando i derivati tossici, evitando le consulenze esterne, evitando di far sparire marche da bollo per centinaia di migliaia di euro, evitando di organizzare “festival della felicità” di dubbia riuscita, evitando di svendere il patrimonio pubblico tenuto a galla da un incudine chiamato cartolarizzazione che costa 380.000 euro all’anno solo di interessi. Evitando, insomma, i tanti errori della presente amministrazione.

*Candidato consigliere regionale M5S

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