La cooperativa Labirinto: “Tutti dicono che lucriamo sui migranti, ecco la verità”

di 

5 maggio 2015

Dalla cooperativa Labirinto riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

PESARO – Quanto stiamo guadagnando con i migranti? E’ ormai assodato, lo sanno tutti. Lo scrivono i giornali, rimbalza su Facebook e si bisbiglia di bocca in bocca. Labirinto si è messa a fare affari sui migranti. Siamo ormai posti sullo stesso piano degli scafisti o dei trafficanti di disperazione. Questo perché siamo immersi in un ambiente completamente appiattito su una interpretazione economica di ogni evento che accade. Sui migranti c’è chi ci guadagna, e se qualcuno ci guadagna qualcun altro ci perde di sicuro. Labirinto lucra sulla pelle dei migranti, in tanti ci perdono. Di sicuro.

Nel 2011 è iniziata l’emergenza conseguente alla guerra in Libia. Labirinto in quell’anno ha deciso di prendersi cura di coloro che stavano scappando da quella guerra. Un primo passo, perché noi ci prendiamo cura delle fragilità, senza guardare al colore della pelle, al genere oppure alla religione. Noi ascoltiamo i bisogni che ci sollecitano e cerchiamo le risorse per creare posti di lavoro che possano accogliere quei bisogni. Siamo imprenditori sociali che credono che lo sviluppo delle nostre comunità sia integrare i bisogni, senza alcuna discriminazione. Con questo primo passo abbiamo formato e capitalizzato esperienze e competenze, che nel tempo sono diventate il nucleo attorno al quale ha preso corpo il progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo) Invictus, Pesaro Accoglie e Senza Confini.

Nel frattempo l’emergenza migranti nel Mediterraneo è esplosa, per questo siamo stati chiamati a rispondere ai primi arrivi nella nostra provincia. Da qui è nato il nostro impegno, che oggi ci vede gestire un appalto della Prefettura di Pesaro ed Urbino, per accogliere degnamente più di 400 uomini, donne e bambini, con circa 50 posti di lavoro creati tutti in regola con le norme vigenti. Un gruppo di lavoro che, mentre si occupa in emergenza dell’emergenza, si sta formando perché vogliamo dare vita ad equipe di professionisti dell’integrazione. Perché la nostra sfida non è rendere adatti i migranti per le nostre comunità, ma renderli autonomi in una comunità capace di accogliere.

Noi non diventeremo più ricchi con questo nuovo progetto nel quale ci siamo buttati anima e corpo. In Labirinto il fatturato non si traduce in lucro, ma in lavoro, servizi, strumenti, attrezzature e formazione. L’aumento del fatturato non aumenta i redditi degli amministratori ed i margini che si ricavano sono tutti investiti per rendere più solida la cooperativa ed i servizi che gestisce, per il futuro del lavoro dei suoi soci. E mentre lavoriamo non diamo ascolto ai lamenti di coloro che elemosinano visibilità, stimolando bassi istinti di discriminazione perché spaventati. Perché siamo consapevoli che si tratta di povere persone perse e sole in questa realtà dura, che noi vorremmo rendere più accogliente, per tutti.

Cooperativa sociale Labirinto

Un commento to “La cooperativa Labirinto: “Tutti dicono che lucriamo sui migranti, ecco la verità””

  1. Clandestino scrive:

    Perché al posto di pubblicare la nota di questa sedicente cooperativa non vi armate di taccuino ed andate ad approfondire la questione, così come farebbe un bravo giornalista? I giornali, pure quelli online, non penso che esistano per fare i passacarte di note e/o comunicati stampa di chi finisce sotto i riflettori, altrimenti cosa esistono a fare? Di questo passo ci credo che l’Italia non si schioda dalla sua posizione di fanalino di coda nelle classifiche mondiali sulla libertà di stampa. Altra cosa…iniziate ad usare le parole giuste. Queste persone, che ormai andiamo sempre più a prelevare direttamente di fronte alle coste libiche (stile servizio taxi), sono in primis CLANDESTINI, non migranti. Clandestini, usatela questa parola.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>