Sinfonica G.Rossini, ultimo appuntamento a Fano e Pesaro con Beethoven

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5 maggio 2015

PESARO – L’Orchestra Sinfonica G. Rossini chiuderà la propria stagione concertistica invernale con un doppio appuntamento: giovedì, 14 maggio, al Teatro della Fortuna di Fano e venerdì, 15 maggio, al Teatro Rossini di Pesaro. Il pubblico avrà, quindi, una doppia opportunità per gustare la IX Sinfonia in re minore op. 125 “Corale” con il celebre Inno alla Gioia divenuto nel 1972 inno del Consiglio d’Europa e dal 1985 inno dell’Unione Europea. Si tratta di un capolavoro di indescrivibile bellezza tanto da essere stata dichiarata dall’UNESCO nel 2001 Memoria del Mondo.

orchestra_sinfonica_rossini_ph_luigi_angelucci

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Già dal 1793 Beethoven aveva manifestato la volontà di mettere in musica l’Inno alla Gioia di Friedrich Schiller. Ma fu solo con la Nona Sinfonia che l’autore adattò tale testo alla musica e per far ciò, prese ispirazione da una stesura dell’Ode vista da Shiller stesso nel 1803. L’ode An die Freude è una lirica nella quale la gioia è intesa non certo come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l’uomo giunge seguendo un percorso graduale, liberandosi dal male, dall’odio e dalla cattiveria.

Sebbene le sue opere più importanti avevano quasi sempre debuttato a Vienna, Beethoven voleva che, una volta terminata, la sua ultima composizione fosse eseguita il più presto possibile a Berlino, poiché pensava che il gusto musicale viennese fosse ormai dominato dai compositori italiani. Ma i suoi amici e finanziatori insistettero affinché la prima della sinfonia si tenesse a Vienna, tanto che fu fatta partire una petizione, firmata da molti importanti mecenati ed interpreti della musica viennese. Beethoven fu lusingato dall’adorazione di Vienna, e così il debutto della Nona si tenne il 7 maggio 1824 a Vienna, al Kärntnertortheater (Teatro di Porta Carinzia), seguita da tre parti della Missa Solemnis (il Kyrie, il Credo, e l’Agnus Dei) e dall’ouverture La consacrazione della casa. Carolina Ungher cantò come contralto durante la prima esecuzione della sinfonia, e si dice che nel finale abbia fatto voltare Beethoven per guardare la folla plaudente. Fu la prima apparizione sul palco del compositore in 12 anni. La sala era gremita da un pubblico entusiasta e da un gran numero di musicisti. La première della sinfonia coinvolse la più grande compagine orchestrale mai riunita da Beethoven e richiese gli sforzi combinati dall’orchestra del Kärntnertortheater e della Società musicale di Vienna (Gesellschaft der Musikfreunde), insieme a un gruppo selezionato di dilettanti preparati. Sebbene non esista una lista completa dei musicisti che vi presero parte, molti degli artisti più noti di Vienna parteciparono all’evento. partecipato. L’esecuzione fu diretta ufficialmente dal maestro di cappella del teatro, Michael Umlauf, anche se lo stesso Beethoven condivise il palco con lui. Due anni prima, proprio Umlauf aveva assistito al tentativo di Beethoven, già all’epoca sordo, di dirigere la prova generale della sua opera Fidelio. Ci sono diversi aneddoti riguardo la prima della Nona. In base alle testimonianze dei partecipanti, molti indizi suggeriscono che l’esecuzione era stata piuttosto mal preparata (c’erano state solo due prove complete) e alquanto sconnessa. Le diverse fonti però concordano sul fatto che fu un grande successo. Il pubblico accolse l’eroe musicale con il massimo rispetto e simpatia, ascoltò le sue meravigliose creazioni con attenzione e scoppiò in un applauso di giubilo, spesso durante le sezioni, e ripetutamente alla loro fine. L’intero pubblico per cinque volte acclamò l’autore con una standing ovation. C’erano fazzoletti in aria, cappelli e mani alzate, in modo tale che Beethoven, che non riusciva a sentire gli applausi, potesse almeno vedere i gesti di ovazione.

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