Amianto, Ricciatti (Sel): “Dopo 23 anni dalla messa al bando, bilancio delle bonifiche deludenti”

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6 maggio 2015

ANCONA – “A 23 anni dalla legge 257 del 1992, che ha stabilito la cessazione dell’impiego dell’amianto a causa della sua pericolosità, il bilancio delle bonifiche è deludente. Il Governo dovrebbe muovere passi più decisi”. Lo afferma l’on. Lara Ricciatti di Sel, che ha presentato oggi una interrogazione parlamentare rivolta ai ministri dell’Ambiente, della Salute e del Lavoro, per chiedere un bilancio sulle attività del Piano Nazionale Amianto.
Il Piano, predisposto nel 2013 sull’onda della condanna dei manager di Eternit, è tutt’ora fermo in Conferenza Stato Regioni, come sottolinea Legambiente nel dossier “Liberi dall’Amianto”, diffuso a partire dal 28 marzo 2015, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
“Una situazione di stallo determinata probabilmente dalla mancanza di risorse economiche – afferma Ricciatti – in ogni caso inaccettabile, perché le morti legate a patologie asbesto correlate sono circa 4 mila all’anno, come certifica il Registro Nazionale Mesotelioma, redatto e coordinato dall’Inail”.
Il Piano prevedeva innanzitutto la messa in sicurezza dei siti ricadenti nella categoria di rischio a maggior rilevanza sociale e ambientale, come scuole e ospedali (c.d. classe I, al momento della redazione del Piano ne erano stati individuati 380), che richiede alcune decine di milioni di euro. Inoltre, si prevedevano una serie di azioni di breve e medio periodo – da interventi di defiscalizzazione delle attività di bonifica, come il sistema di incentivazione per la sostituzione delle coperture in amianto con pannelli fotovoltaici, all’esclusione dei fondi destinati alla bonifica dell’amianto dal ‘Patto di Stabilita’ – per dare un forte impulso alle attività di bonifica su tutto il territorio nazionale.
“Un Piano per molti versi interessante, ma inutile sino a quando resterà sulla carta. Si pensi solo alle difficoltà di eseguire, in molte regioni, il semplice monitoraggio dei siti dove è presente l’amianto. E’ necessario porre fine ad una emergenza che dura da 23 anni – conclude Ricciatti – e che continua a colpire duro, anche se fa poco rumore”.

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