Perverso a chi? Nuova puntata della rubrica di DeSidera

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6 maggio 2015

Perversione: David Lachapelle

Perversione: David Lachapelle

Sabrina Dini*

Secondo una definizione di Umberto Galimberti (2000), “la perversione sessuale è  un comportamento psicosessuale che si esprime in forme atipiche rispetto alla norma”.

Il DSM-IV ( Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali) le nomina non più Perversioni ma Parafilie.

Mentre la nuova Classificazione Diagnostica e Statistica dei Disturbi Mentali (DSM- 5) ha ulteriormente normalizzato alcune preferenze, distinguendo le “PARAFILIE” dai “DISTURBI PARAFILICI”.

Per PARAFILIE si intendono comportamenti sessuali atipici.

Quindi la Parafilia è una condizione necessaria ma NON sufficiente per lo sviluppo di un Disturbo Parafilico.

Per DISTURBI PARAFILICI si intendono tutte quelle pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti che comportino sofferenza e/o umiliazione, o che siano rivolte verso minori e/o persone non consenzienti. È con tale termine che la classificazione ha sostituito la classica e più nota categoria delle perversioni, tentando così di diminuire il giudizio negativo connesso a tali disturbi.

Si potrà porre diagnosi di Disturbo Parafilico solo quando saranno presenti entrambi questi criteri:

– Sentimenti di disagio per le proprie pratiche sessuali, non solo derivanti dalla disapprovazione sociale

– Desiderio o comportamento sessuale che comporti sofferenza psicologica, lesioni fisiche o la morte di un’altra persona o desiderio sessuale verso una persona che non abbia dato il proprio consenso o che non siano in grado di darlo

IL CONFINE TRA NORMALITA’ E PATOLOGIA RISIEDEREBBE QUINDI NELLA DISTINZIONE TRA “PARAFILIE” e “ DISTURBI PARAFILICI”

Quindi non è così semplice dire o dirsi perversi e sicuramente non è SOLO quello che abitualmente siamo abituati a descrivere con tali termini.

Il cambiamento nei criteri diagnostici tra DSMIV e DSMV è notevole e comporta per esempio che si possano praticare comportamenti sessuali atipici, come per esempio il travestitismo o il masochismo, senza avere una diagnosi di disturbo mentale.

Ad oggi sono classificate in tutto circa 7.500 parafilie, ora ci rendiamo conto in che strada ci siamo messi?

Ma non vi spaventate non ho nessuna intenzione di citarvele tutte semmai ve ne nominerò alcune “ORIGINALI” non le solite che incontriamo comunemente e che a forza di parlarne ci hanno anche un po’ annoiato, altrimenti perché dovreste perdere tempo a leggere?

Chelidolagnia: E’ la ricerca del piacere attraverso gesti di disprezzo nei confronti della donna, ad esempio strapparle i vestiti.( no dico vi è mai venuto in mente che quel giorno che eravate così presi dalla passione da eliminare la barriera che era di intralcio con il/la vostra partner eravate CHELIDOLAGNICI ?).

Monumentofilia : E’ l’attrazione sessuale per i monumenti il soggetto si eccita guardando, toccando e tentando il rapporto sessuale con la statua. (vi sareste mai immaginati che il vicino venisse arrestato perché copulava con la fioriera della vicina perché rappresentava Venere?

Nevrosi della Carmelitana: Ne soffrono soprattutto quelle donne che hanno avuto un’infanzia infelice o anormala e ricercano la sofferenza in tutte le sue forme: dalla malattia alla improbabile relazione con un omosessuale, un sadico, un pervertito…l’importante è essere comunque vittima (lo so, lo so… tutti ne conosciamo una…).

Picacismo: Il termine deriva dal latino pica, cioè gazza, uccello che si ciba anche di alimenti normalmente non commestibili, per esempio, prodotti organici. ( da non confondere con quelli del programma “ Food Extreme” loro non lo fanno come coadiuvante al rapporto sessuale…

Ma quanto c’è davvero di anomalo nelle Parafilie?

Verso la fine del 2014, un ricercatore canadese scrisse a tal proposito un commentario, mettendo in discussione la definizione di parafilia e sottolineando quanto questa definizione dipenda da fattori storici, politici e socioculturali più che da evidenze mediche o scientifiche.

La normalità quindi è soggetta continuamente a revisioni e a cambiamenti nel tempo e nello spazio e di conseguenza anche ciò che è considerato deviazione dalla norma.

La distinzione tra parafilie e disturbi parafilici è già un buon passo avanti nella depatologizzazione di interessi sessuali non penetrativi e non criminali come il feticismo, il masochismo o il sadismo consensuale.

Avrebbe inoltre importanti ricadute cliniche e sociali, aiutando le persone soddisfatte sessualmente con interessi atipici, ma non criminali, a sentirsi meno giudicate e renderebbe più facile il trattamento di quelle persone con interessi sessuali “ordinari” che hanno comunque bisogno di un sostegno.

Suggerimento: guardatevi il film”Secretary” di Steven Shainberg.

DeSidera: chi siamo

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