Questione migranti, la polemica tra Casapound e Labirinto non si placa

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7 maggio 2015

Migranti Lampedusa

Migranti a Lampedusa

PESARO – È il coordinatore regionale di CasaPound Italia Giorgio Ferretti in persona ad intervenire in merito alle polemiche sull’azione dimostrativa messa in atto dalla sezione pesarese del movimento con una nota. “Una riproduzione in cartone di una imbarcazione – spiega Ferretti – è pretestuosamente diventata una bara per giornali ed ambienti di sinistra, nel tentativo, probabilmente, di paventare inesistenti minacce del nostro movimento. La nostra azione aveva l’obiettivo di denunciare provocatoriamente la complicità di scafisti e cooperative del settore nel business dell’immigrazione. Goliardicamente una barchetta di cartone avrebbe così attraccato sotto la sede della Coop Labirinto, principale appaltatrice del territorio, come spiegato nella nota allegata. La malafede dei soliti noti ha fatto il resto, trascinando il nostro movimento in una assurda polemica su feretri e barche affondate di cui non c’era traccia nel nostro operato. La sinistra intellettuale, evidentemente, si porta dentro il peso delle migliaia di morti nel Mediterraneo e cerca di scaricare su altri le colpe delle proprie politiche immigrazioniste. Noi non abbocchiamo, siamo vaccinati”.

ANCHE ARRIGONI (FDI) INTERVIENE SUL TEMA

Sulla questione interviene anche Fabio Arrigoni di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Pesaro. “Capiamo il disagio della “Labirinto” nel dover affrontare temi scottanti come quelli dell’immigrazione – scrive – dato che praticamente detiene il monopolio dell’accoglienza, e quanto affermato dal portavoce della “Labirinto” nell’articolo di qualche giorno fa parla delle loro verità ma omette punti importanti che vanno approfonditi per una questione legata alla trasparenza, all’etica e al rispetto del cittadini. Inoltre “La Labirinto” ci potrebbe chiarire le ragioni e le modalità con i quali detta cooperativa a Pesaro ha vinto circa il 90% degli appalti legati all’emergenza profughi, per poi subappaltare alcune funzioni e alcuni trasferimenti e relativa accoglienza a cooperative minori presenti in altri centri sul nostro territorio. Andrebbe chiarito inoltre, anche il punto che riguarda i richiedenti asilo politico. Nella nostra provincia ormai sono dislocati qualche centinaio di extracomunitari e molti altri sono in arrivo, dato che da poco si è chiuso un bando per l’accoglienza di 400-500 persone e vinto guarda a caso da chi? La maggior parte di questi immigrati però non avrebbe diritto ad alcun asilo politico perché nei loro paesi non ci sono al momento conflitti in atto. In Senegal non vi sono guerre, in Ghana non ci sono guerre, eppure ivoriani, ghanesi, senegalesi, cingalesi e molte altre etnie arrivano in Italia pretendendo asilo politico. Queste persone non hanno diritto allo status di rifugiato, ma giunte in Italia restano in carico al nostro paese anche dopo essersi visti negare asilo politico  e vengono successivamente abbandonati a sé stessi lasciandoli vivere in clandestinità nel nostro paese dopo essere stati mesi se non anni, ospiti di associazioni e cooperative come la “Labirinto” appunto. Tra l’altro, salta immediatamente all’occhio come da questi barconi che arrivano nel nostro Paese non scendono famiglie che fuggono dalla guerra, ma uomini e ragazzi nella stragrande maggioranza dei casi”.

“Facciamo due conti – continua Arrigoni – Solo nel primo trimestre dell’anno il numero degli arrivi è già stato superiore di quasi mille unità rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2014. Da gennaio al 7 aprile, sono stati 12616 gli immigrati arrivati nel nostro paese. Nello stesso periodo del 2014 la cifra si era fermata a quota 11.695. Il costo dell’immigrazione legato al progetto “Mare Nostrum” è da ripartire fra spese per mezzi di trasporto e indennità data ai profughi. Il Governo ha stanziato 236 milioni di euro per tutto il 2013, 220 milioni per il 2014 e 178 milioni per il 2015. Anche se la cifra va calando nei prossimi anni, è facile comunque immaginare come la spesa vada a gravare e non poco sul nostro welfare. A fare da contorno a questa spesa c’è il fatto che gli aiuti dall’Europa sono inferiori rispetto a quanto costano all’Italia profughi, immigrati e clandestini. I centri d’accoglienza continuano ad essere stracolmi e le stime affermano che soltanto la metà dei profughi e degli immigrati viene effettivamente rimpatriata. Il restante 50% resta nel nostro paese continuando a gravare sulla spesa pubblica pur vivendo in clandestinità. Per ogni corso, per ogni iniziativa ad opera della “Labirinto” vengono erogati dei fondi che comunque checché se ne dica, provengono dallo stato sotto forma di aiuto ed escono dalle tasche degli italiani, così come i fondi europei, dato che l’Italia deve versare nelle casse della UE ben 16Mln di € l’anno (che anche questi escono dalle tasche degli italiani) ricevendone indietro solo una minima parte e che per le politiche dell’immigrazione vengono gestite dalle cooperative per l’accoglienza. I bilanci pubblicati dalle stesse, contano fino ad un certo punto, perché se poi si andasse a verificare la tracciabilità dei fondi ci si perderebbe in una miriade di voci, in quanto ad esempio la “Labirinto” si occupa anche di assistenza ai disabili, agli anziani, e ad altre attività “sociali” in cui confluiscono diverse tipologie di fondi sotto differenti voci. Quello che mi piacerebbe capire e vedere siglato come impegno dalla “Labirinto” invece, è un protocollo dove questa Cooperativa/associazione si presta a fornire gli stessi servizi alle stesse condizioni che applica nel campo dell’immigrazione, ai disabili italiani, ai pensionati italiani, ai disoccupati italiani mettendo loro a disposizione alloggi negli immobili sul territorio di sua proprietà e di strutture adeguate di assistenza che molti cittadini italiani non possono permettersi e che vengono concesse agli immigrati nel pacchetto ospitalità, dato che la suddetta si occupa di procurare un posto di lavoro per cercare di regolarizzare i rifugiati e qualche consigliere comunale di maggioranza”.

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