Domenica 10 maggio: da qui ricomincia la scalata verso il gotha del basket?

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11 maggio 2015

vl_caserta_138 vuellePESARO – E adesso basta soffrire così. La Victoria Libertas per la terza volta consecutiva chiude il campionato al penultimo posto in classifica, in un decrescendo di punti non rossiniano, perché nel 2013 ne erano serviti 20 per salvarsi, nel 2014 ne erano bastati 18 e in questo 2015 la Consultinvest si è garantita la permanenza in serie A con soli 16 punti, ovvero vincendo 8 partite su 30. Numeri che in futuro potrebbero non bastare e che devono far riflettere la dirigenza biancorossa sulle prossime mosse di mercato, in un’estate che sarà fondamentale per evitare di dover arrivare ancora una volta a giocarsi il tutto per tutto all’ultimissima giornata.

Ma avremo tanto tempo per parlarne in questi cinque mesi che ci separano dal 4 ottobre, data d’inizio del campionato 2015-16 di serie A, che vedrà la Vuelle parteciparvi per la nona volta consecutiva, mentre non ci sarà più la Juve Caserta, arrivata all’ultima giornata forse convinta di poter espugnare l’Adriatic Arena senza troppe difficoltà, reduce com’era da un finale di stagione in crescendo veramente rossiniano, mentre la Vuelle arrancava, persa nei suoi problemi di roster, con qualche americano già in vacanza, ma il bello – o il brutto – degli spareggi è che non conta il pregresso, conta solamente lo stato di forma fisico e psicologico col quale si affronta una partita decisiva e va dato merito allo staff biancorosso di essere riuscito ad instillare alla squadra la voglia di vincere nel momento più importante della stagione, perché abbiamo dovuto aspettare la trentesima giornata per ammirare la migliore versione stagionale della Vuelle, convinta delle proprie forze per tutti e quaranta i minuti, senza accusare quei cali di tensione che hanno caratterizzato un campionato nel quale i ragazzi di Paolini non sono mai riusciti a dominare veramente l’avversario, anche nelle poche vittorie faticosamente conquistate.

Non abbiamo citato coach Paolini a caso, perché c’è tanto di Ricky nella difesa che ha consentito nel terzo quarto alla Vuelle di piazzare il break che ha di fatto chiuso il match, con quei raddoppi sistematici sul portatore di palla che non hanno mai consentito a Caserta di esprimere il suo gioco abituale, con Ivanov che è stato bravo, ma non determinante, mentre Domercant ha pagato una cattiva forma fisica, anche se nel suo 1 su 15 dal campo c’è anche lo zampino della difesa biancorossa, d’altro canto, difendere duro era uno delle poche possibilità della Vuelle di aggiudicarsi la vittoria, anche se ieri sera ha funzionato discretamente anche la fase offensiva, con una buona selezione delle conclusioni – 39 da 2, 21 da 3 – e la ricerca costante dell’uomo libero, due fattori che hanno consentito alla Vuelle di rendersi pericolosa dentro l’area avversaria e di potere andare in lunetta per ben 27 volte, con 21 liberi messi a segno, perché il basket rimane uno sport dove devi fare un punto in più dell’avversario per portare a casa la vittoria e dove avere un giocatore di grande talento nella tua squadra è fondamentale specialmente nelle partite decisive, e qui arriviamo a LaQuinton Ross che di talento ne avrebbe da vendere, ma che solo saltuariamente siamo riusciti ad apprezzare appieno, complice quella fastidiosa indolenza che ha caratterizzato la sua avventura pesarese, ma contro Caserta, Ross ha fatto vedere tutta la sua classe, perché – lo ripetiamo da ottobre – per lui la doppia-doppia sarebbe quasi automatica ogni domenica se scendesse sul parquet con tutti i fili collegati, in un campionato come quello italiano, dove di talento ce n’è sempre meno.

Ma non bisogna dimenticarsi del contributo fondamentale di Wright e Lorant, due innesti decisivi per la Vuelle che, senza di loro, non sarebbe mai riuscita a salvarsi, perché Chris non sarà il play più lineare del mondo, ma è arrivato a Pesaro con lo spirito giusto, voglioso di dimostrare di poter essere un buon giocatore di pallacanestro nonostante la sua malattia, mentre il centro ungherese ha dato esperienza e tecnica ad un reparto lunghi che non poteva basarsi sulla coppia Reddic-Judge, troppo giovane e fragile per i marpioni che girano in serie A, anche se Wally ha giocato un bel girone di ritorno, mostrando margini di miglioramento che potrebbero garantirgli un contratto anche per la prossima stagione. Ma ci sarà tempo per parlarne, adesso è giusto godersi questa salvezza, strappata con le unghie e con i denti da una Consultinvest che forse ha pensato di essere salva dopo la vittoria di Capo D’Orlando, ma che si è ritrovata nel momento più importante, vincendo nettamente uno spareggio che non avrà lo stesso valore degli scudetti, ma che rimarrà in ogni caso nella Top Ten della storia della Victoria Libertas, per l’importanza che potrebbe avere verso quella rinascita sportiva che i 6.000 dell’Adriatic Arena si auspicano per l’immediato futuro, in un campionato come quello italiano dove la differenza tra la sesta e la quindicesima non è poi così ampia, la Consultinvest Pesaro l’anno prossimo sarà regolarmente al suo posto in serie A, con tutti i conti in ordine, senza un euro di debito, pronta a ritornare protagonista nel basket che conta. Dove arriverà ancora non lo sappiamo, ma ricordiamoci di questo 10 maggio che poteva essere il de profundis per il basket in riva al Foglia e che invece potrebbe rappresentare la data in cui la Victoria Libertas ha ricominciato la scalata verso la parte nobile della classifica.

I PIU’…

Pubblico
L’ideale sarebbe poter giocare sempre davanti ad un pubblico così numeroso e partecipe come quello che ha riempito l’Adriatic Arena domenica pomeriggio, anche se questa Vuelle non era la squadra ideale per accendere gli entusiasmi dell’ambiente, ma al momento del bisogno il pubblico di Pesaro ha risposto presente come al solito, trasmettendo alla squadra quell’energia che i giocatori biancorossi sono stati abili a trasformare in punti e rimbalzi, se ne avete l’occasione, riguardatevi la genuina curiosità di Ross durante il riscaldamento, mentre chiedeva spiegazioni a Crow sul motivo di tanto calore che proveniva dalle tribune, sarà un caso, ma un LaQuinton così carico non lo avevamo mai visto.

Wally Judge
Come media minuti giocati-rimbalzi conquistati è uno dei migliori centro del campionato. Anche contro Caserta la sua presenza sotto le plance è stata determinante, con i suoi voli sopra il ferro e un paio di tiri dai cinque metri da coltivare anche per il futuro, in difesa ha sofferto Scott nel primo tempo, ma si è rifatto con gli interessi in una ripresa in cui è stata una delle chiavi del successo biancorosso.

Nicholas Crow
Segnare sei punti di solito non è un motivo sufficiente per finire dalla parte dei migliori in campo, ma dopo aver sparacchiato per 29 partite, Nicholas infila due triple fondamentali nel primo tempo, quelle della rimonta e del pareggio, dando il via al parziale di 23 a 7, che è stato determinante per conquistare la vittoria. Non gli si chiedeva molto di più in questa stagione e contro Caserta finalmente ha portato il sui piccolo contributo alla causa.

LaQuinton Ross
Parliamoci chiaro: era l’unico giocatore in grado di vincere la partita quasi da solo, l’unico con la classe necessaria per ergersi a protagonista assoluto in casa Vuelle e Ross, dopo un primo tempo passato a vagare per il parquet, schiaccia il bottone “Top class” e tira fuori una ripresa da 10 in pagella, nella quale finalmente dà un saggio di tutta quella potenzialità che dovrebbe permettergli di strappare un contratto Nba nei prossimi mesi: tiro da fuori, gioco spalle a canestro, precisione dalla lunetta, uso del piede perno da manuale del basket sono solo un esempio della classe di questo giocatore che ha passato buona parte della sua avventura italiana ad accontentarsi di fare svogliatamente il compitino, invece di migliorare ogni giorno in allenamento. Fortunatamente ha scelto la partita più importante dell’anno per mostrare ai suoi tanti detrattori, l’enorme potenzialità che si nasconde dietro l’enorme svogliatezza.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CASERTA

Anthony Myles
Dopo l’infortunio non ne ha più azzeccata una, perso tra la paura di rifarsi male e un tiro da fuori che non ne voleva sapere di entrare dentro la retina. Anche contro Caserta ha confermato quell’involuzione che gli potrebbe negare l’approdo a squadre maggiormente blasonate.

Tommaso Raspino
Non riesce a rendersi utile, sbagliando un’entrata di sinistro in solitaria e uscendo quasi sempre sconfitto dalla lotta a rimbalzo, in difesa fa quello che può, ma questa serie A sembra troppo per le sue caratteristiche tecniche.

DAGLI ALTRI PARQUET

Nessuna sorpresa in questo ultimo turno che ha rischiato di veder cadere l’imbattibilità casalinga di Milano, vittoriosa di un solo punto contro Pistoia, anche se i toscani non avrebbero in ogni caso strappato il biglietto per i playoff, tagliando che invece si garantisce l’Acqua Vitasnella Cantù con il successo colto a Roma. Venezia conquista il secondo posto e la qualificazione all’Eurocup rifilando un ventello a Capo D’Orlando, con Reggio Emilia che scivola in terza posizione nonostante la vittoria contro Brindisi. Trento conferma il suo quarto posto battendo agevolmente Bologna, con Sassari che si deve accontentare della quinta piazza nonostante la vittoria ottenuta a Cremona, mentre Avellino chiude una stagione altalenante battendo a domicilio Varese.

Lunedì prossimo inizieranno i playoff con i seguenti accoppiamenti: Milano-Bologna, Venezia-Cantù, Reggio Emilia-Brindisi, Trento-Sassari.

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