Ricci, lo dice… con i fiori: «Subito un milione e mezzo di euro da investire nel centro storico. Lasceremo segno tangibile nel mandato»

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11 maggio 2015

Ricci parla alla foltissima platea

Ricci parla alla foltissima platea

PESARO – «Investiremo subito un milione e mezzo di euro nel centro storico. Risorse che otteniamo da una gestione virtuosa del bilancio e dall’Unione dei Comuni, che questa sera riunisce il suo primo consiglio e ci consentirà di sbloccare fondi». Lo annuncia Matteo Ricci agli stati generali del centro, nella sala della Repubblica del teatro Rossini. «Il piano strategico? E’ un work in progress», rimarca il sindaco, ma deriva «dal lavoro di ascolto fatto nei mesi scorsi con privati e operatori». Lega questioni strutturali, cultura, commercio, arredi urbani: «E’ una direzione di marcia». Nel dettaglio: «L’analisi nasce dai percorsi. Dobbiamo allargare la fruibilità del centro: l’asse via Branca-via Rossini rimarrà quello principale. Ma non può essere l’unico».
Via la gomma. Valorizzare la linea via San Francesco-corso XI settembre significa, tra l’altro, che «uno degli ingressi della città non può avere ‘la gomma’ per terra. Abbiamo già interessato la parte privata del condominio di via San Francesco: è un’area con istituti finanziari e di credito». L’ipotesi è l’intervento pubblico-privato: «Noi – spiega Ricci – metteremo i soldi per l’illuminazione ma abbiamo chiesto alla parte privata, nel progetto concordato, di occuparsi del selciato. Può essere un’opportunità per rilanciare l’immagine della zona, a beneficio dei commercianti. Tanto più che nel vecchio tribunale, nel giro di un anno, riporteremo gli uffici del Comune. Con un altro intervento pubblico, ampliando il flusso giornaliero nella via». Ancora: «Su corso XI settembre, oggi, la passeggiata ‘finisce’ all’incrocio con via Mazza. In pochi proseguono: non è un caso che tanti esercizi sotto i portici hanno chiuso i battenti. Ripensiamo quel tratto, almeno fino alla Ztl, per allungare il percorso e ‘liberare’ il porticato, troppo soffocato e coperto da auto e bici». Altre indicazioni: «Il binomio Pescheria-liceo artistico Mengaroni è eccezionale: non chiuderemo il traffico, ma sviluppare nel tratto l’idea di una piazzetta-collegamento è un’ipotesi affascinante». Il sindaco su via Cavour: «Manterremo la viabilità. Ma “dieci ore d’aria” di chiusura del traffico, dalle otto di sera, quando i negozi sono chiusi, considerate le attività che sono nate è un’opzione su cui ragionare».

Ricci, sindaco di Pesaro

Ricci, sindaco di Pesaro

Strada dei fiori. Per via Castelfidardo, Ricci lancia la ‘strada dei fiori': «E’ stretta, piena di attività: con pochi elementi di arredo urbano potrebbe colorarsi, caratterizzarsi sul tema, prevedendo un ingresso più invitante da piazzale Innocenti. Ed è importante intervenire sulla risistemazione di piazzale Primo Maggio. Anche perché ristruttureremo il vecchio palas e nel 2016 ci sarà l’intervento su via Marconi. E’ un altro luogo che più di altri ha subito l’impatto della crisi». Sugli Orti Giuli: «Dobbiamo chiudere la partita: sistemare l’edificio, illuminazione compresa, e darlo in gestione a qualcuno. Poi cercheremo con i fondi europei altre risorse».

Sul giardino della biblioteca San Giovanni: «Ora è un non-luogo: deve essere completato al servizio della struttura. Ci si deve andare per leggere, studiare e mangiare all’aperto nella pausa pranzo».
Contenitori. Il nodo principale? «Riguarda i contenitori vuoti: c’è una concentrazione enorme nel centro. Nelle schede-progetto che presentiamo ci sono interventi possibili su percorsi, arredi, illuminazione, sosta, cartellonistica. Sono azioni più compatibili con le risorse del Comune. Sui contenitori, invece, è più difficile agire: per questo dobbiamo avere le idee chiare su cosa farci, capire come trovare risorse per sistemarli». Esempi in ordine sparso. San Domenico: «In via Giordano Bruno c’è stata la crisi del commercio, ma avere un’impalcatura fissa da anni non ha di certo aiutato. Bisogna uscire dalla situazione: il contenitore è diventato un elemento che ha svuotato la zona. La fondazione Carisp sta portando avanti l’ipotesi di variante urbanistica. Noi abbiamo una parte su via Branca: l’idea è darla in gestione nel lungo periodo a chi vuole farci un’attività, magari legata al food, in cambio della risistemazione. Inutile tenere patrimonio pubblico inutilizzato che spegne il centro invece di accenderlo».

Ex Bramante: «C’è la variante, approvata in consiglio: se la Provincia riuscirà a venderlo e Cassa Depositi e Prestiti, che ha espresso interessamento, interviene, si riqualifica l’area. Da largo Aldo Moro diventerà piazza Aldo Moro: cerniera tra centro e mare». Via Zongo: «Se la sede della Questura andrà nell’ex intendenza di Finanza, come da tentativo che si sta facendo, si riqualificherà la zona. Altrimenti è un’altra faccenda». Palazzo Ricci: «L’idea è trasformare piazza Olivieri e giardino del Conservatorio nel cuore della città della musica. Così il Palazzo avrà una grande valenza». San Benedetto: «Chiediamo alla prossima Regione di rivedere la stima. Ora è più che doppia rispetto al valore del mercato. Se l’Asur rimette mano alle valutazioni, è un bene che non ha bisogno di trasformazioni urbanistiche. E può essere messo sul mercato. Biblioteca San Giovanni-San Benedetto-Orti Giuli? Può diventare un bell’asse strategico». Altro paradigma: «Continueremo sul tasto della vivacità. Il centro? E’ più sicuro se è più vivace: serve un salto culturale. E sfatiamo il mito che locali simili si fanno concorrenza: al contrario, creano poli attrattivi. Metteremo a disposizione il patrimonio non culturale e non funzionale al Comune a favore di chi vuole aprire attività». Chiude con l’obiettivo di mandato: «Vogliamo lasciare un segno tangibile nel centro e nel mare».
Masterplan. Conferma il dirigente Nardo Goffi che «il milione e mezzo di euro «verrà investito nella riqualificazione degli spazi pubblici». Cita via San Francesco, corso XI Settembre, piazza Olivieri, piazza Mosca «su cui ci sono progetti: interventi diffusi, per agire sulla qualità e sulla fruibilità, guardando non solo agli assi principali». Nel masterplan, illustrato anche dagli architetti comunali Silvia Sedani e Daniela D’Angeli, si parte dalle criticità su automobili in transito e sosta dentro e fuori la Ztl; manutenzioni; spazi aperti inutilizzati («giardini dimenticati e piazze invisibili»); contenitori vuoti («edifici pubblici con potenzialità ma sottoutilizzati»). Passaggi sui ‘contenitori’, per quattro dei quali ci sono studi di fattibilità (San Benedetto), progetti definitivi (San Domenico), preliminari (ex carcere minorile) ed esecutivi (ex palazzo di giustizia). Poi gli spazi aperti: «Su piazzale Primo Maggio, piazza Olivieri, piazza Antaldi, piazza Toschi-Mosca e cortili interni di palazzo Gradari e Palazzo Mazzolari Mosca, area di corso XI Settembre tra liceo Mengaroni e Pescheria è stata fatta un’analisi delle criticità. C’è uno studio preliminare di sistemazione per ognuno dei luoghi. Alcuni possono diventare salotti della città. Altri spazi di passaggio». Si prosegue con restyling della segnaletica (riorganizzazione e semplificazione delle targhe identificative, con inserimento del ‘qr code’) e arredo urbano (dalla panchina ‘diffusa’ a quella ‘salotto’, passando per i dissuasori). Per il Comune, inoltre, «merita attenzione il progetto del liceo Mengaroni sui percorsi tematici della città. Si tratta di elementi in grés con forma identica a quella dei selci e dei sanpietrini delle vie del centro, sui quali possono essere riprodotti simboli legati a uno specifico tema, come una chiave musicale. Collocati a terra, a distanza regolare, lungo alcune vie toccate da percorsi tematici, possono valorizzare le vie della musica, della cultura, della ceramica, dell’arte». Sono intervenuti anche gli assessori Daniele Vimini e Andrea Biancani; i docenti di progettazione urbana Fabrizio Rossi Prodi (università di Firenze) e Marco Ciarlo (università di Genova). La seduta pomeridiana, dalle ore 15, sarà aperta dagli assessori Rito Briglia ed Enzo Belloni. Poi i contributi di associazioni, ordini professionali, commercianti, operatori del centro storico, rappresentanti del quartiere e cittadini.

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