Riordino Poste, il governo dà parere favorevole alla mozione di Sel su capillarità territoriale del servizio

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12 maggio 2015

Poste ItalianeROMA – Ottiene il parere favorevole del governo la mozione di Sinistra Ecologia Libertà, presentata questo pomeriggio alla Camera dall’onorevole Lara Ricciatti, per garantire la capillarità del servizio sul territorio e la permanenza degli uffici postali nei comuni rurali, montani e svantaggiati.

Con la mozione Sel impegna il governo a “favorire il confronto già in corso tra Poste italiane, regioni e comuni, con l’obiettivo di ridiscutere il piano di razionalizzazione degli uffici postali al fine di assicurare la piena operatività del servizio universale e di evitare che le decisioni assunte arrechino disagi agli abitanti dei comuni coinvolti”, a “perseguire con fermezza, durante l’iter di privatizzazione di Poste italiane, la protezione sociale e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali di tutti i lavoratori”, “a fornire al Parlamento l’indicazione complessiva dei contributi statali erogati negli ultimi cinque anni a Poste italiane per l’espletamento del servizio pubblico universale”, oltre a porre in essere ogni atto di competenza per far si che siano “illustrate e diffuse pienamente le opportunità dei nuovi servizi telematici”.

Ricciatti ha illustrato in Aula le difficoltà nelle quali incorrerebbero gli utenti del servizio se venisse attuato il programma di riordino di Poste così come previsto dal piano industriale 2015-2020. Disagi che colpirebbero sopratutto gli utenti più anziani di comuni periferici, che si troverebbero ad affrontare lunghe file, in comuni limitrofi, nei pochi giorni di apertura stabiliti dalla riduzione oraria del servizio.

“Un apertura del governo sulla nostra mozione che giudichiamo positivamente – ha commentato Ricciatti, che sul piano industriale di Poste italiane era già intervenuta con due interrogazioni parlamentari di analogo tenore -, anche se abbiamo subito messo in chiaro che non siamo e non saremo disponibili ad avvallare in alcun modo licenziamenti di lavoratrici e lavoratori, così come la chiusura di uffici postali di quelle realtà più periferiche che a parole il governo dice di voler tutelare e valorizzare, ma che di fatto si rischiano di desertificare”.

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