Caso Rincicotti e Orciani, scintille sul rispetto del regolamento tra Pd-Noi Città e 5 Stelle

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13 maggio 2015

Rincicotti e Orciani, una fase calda della Commissione Garanzia e Controllo

Rincicotti e Orciani, una fase calda della Commissione Garanzia e Controllo

FANO – Rincicotti e Orciani, è botta e risposta fra il Partito democratico e Noi città da una parte, e il Movimento 5 stelle Fano dall’altra.

“Le regole del Consiglio Comunale devono essere rispettate e non distorte con un meccanismo a orologeria – scrivono Cristian FanesiRiccardo Severi, capigruppo del Partito Democratico e della lista civica Noi Città – Roberta Ansuini, che come Movimento a 5 Stelle occupa il delicato e importante ruolo di presidente della settima Commissione di controllo e garanzia, non si può autonominare anche giudice e travestirsi da “santa inquisizione”. Con la convocazione di ieri ha usato metodi scorretti e non rispettosi dei ruoli istituzionali: la Commissione di controllo e garanzia si deve occupare dell’attività delle società partecipate del Comune di Fano e non deve trasformarsi in un tribunale, peraltro davanti a un parterre di amici, a 20 giorni dal voto delle elezioni regionali per un fatto accaduto 12 anni fa. La scorrettezza istituzionale, inopportuna sia per l’ambito di competenza che per la data della convocazione, sta nella strumentalizzazione politica della convocazione a ridosso delle elezioni regionali per trattare argomenti sensibili, già ampiamente analizzati nel corso degli anni, senza apportare fatti o elementi di valutazione nuovi, come si evince anche dal parere del segretario generale, la dottoressa Renzi, sulle funzioni di tale commissione e dall’atteggiamento della stessa Ansuini che, messa alle strette, ha chiesto in cambio dello scioglimento della seduta di ieri l’impegno scritto ad attivare una commissione d’indagine. Ma questo – è bene ricordarlo a tutti – è materia per la quale si deve esprimere tutto il Consiglio comunale. La Ansuini, poi, ha candidamente ammesso, in relazione alla convocazione di Minardi: “Speravo che uscissero elementi nuovi. Allora vuol dire che ho sbagliato persona da convocare…”. Lo stesso presidente del Comitato di Controllo del Comune di Fano, il dottor Pietro Celani, ha espressamente condiviso il parere della Segreteria Generale perché “nella sostanza questa attività è già stata espletata” e che per fare quanto richiesto dal Movimento 5 stelle servirebbe “una commissione d’indagine”. Se i grillini pensano di fare politica e utilizzare il proprio ruolo, in maniera furba, nascondendosi dietro lo schermo della carica istituzionale, si sbagliano di grosso. Ormai è chiaro a tutti quale sia il loro bersaglio e il fine strumentale che perseguo cavalcando questa vicenda, per la quale chiediamo venga fatta al più presto chiarezza con elementi nuovi e di sostanza. Noi  siamo abituati a rispettare le regole e non siamo disposti a subire silenziosamente le prepotenze dei 5 stelle”.

Roberta Ansuini, presidente della VII Commissione Permanente di Garanzia e Controllo, esponente del Movimento 5 Stelle Fano, da par suo, aveva parlato di vigilanza negata. “Una commissione dal risultato vergognoso – aveva scritto – con una farsa ben studiata messa in scena dai consiglieri di maggioranza, in primis il capogruppo PD Fanesi. 70 minuti di espedienti per evitare che si entrasse nel merito degli argomenti, per negare a priori la possibilità di chissà quale domanda. I consiglieri di maggioranza non hanno avuto il coraggio di far mancare il numero legale (come subdolamente minacciato di fare in precedenza) ma hanno mostrato tutta la loro magnificenza nel presentarsi ma nell’impedire di fatto che la commissione potesse lavorare secondo ordine del giorno. Una commissione che la sottoscritta cerca di convocare dall’inizio di aprile, cercando di aggirare gli ostacoli che più o meno velatamente si sono tentati di porre: condivisione degli argomenti con altri consiglieri, pareri della Segreteria Generale (che nessuno si è mai sognato di richiedere in precedenza per questa o altre commissioni), ricerca di una data da un mese (13.04.2015). Ridicolo – con queste premesse – aspettare la seduta di commissione per mettere ancora in dubbio la legittimità della stessa e tenere un dirigente, consiglieri e pubblico ad assistere a questo deprimente teatrino. Una commissione convocata semplicemente per fare chiarezza sulla posizione e il ruolo del Comune rispetto all’acquisto della “Rincicotti e Orciani S.r.l” nel 2003, argomento ancora oggi attuale in quanto proprio in virtù delle modalità di quell’acquisto del 2003, oggi ASET SpA sembra dover procedere alla dismissione dell’azienda, conseguentemente con ben poche garanzie per i 5 dipendenti. Questa dipendenza è emersa recentemente dalla relazione del Comitato di Controllo datata 18.03.2015 che aveva stabilito che non era riconducibile ad una relazione in house (aprendo altri scenari per i dipendenti) perché “acquistata senza delibera del Consiglio Comunale e comunque senza affidamento di alcun servizio, attività e/o funzione”, portando la sottoscritta e alcuni consiglieri a ritenere doveroso in nome della “vigilanza sull’attività di aziende partecipate dal Comune” (art. 22 del Regolamento) chiarire a questo punto su quale base il Comune ha deciso di procedere all’acquisto e perché con quelle modalità e se quelle modalità fossero legittime. E’ inaccettabile che ancora oggi, dopo 12 anni, non abbiamo una risposta ufficiale a queste domande. Anche i Revisori dei Conti il 04.05.2015 ritengono doveroso fare chiarezza “al fine di ristorare l’Ente dei danni che oggettivamente sembra aver subito”. Dagli atti, il Comune di Fano sembra aver avuto un ruolo esclusivamente nell’ambito dell’Assemblea dei Soci del 16.01.2003, nella quale in rappresentanza del Comune Renato Claudio Minardi allora vicesindaco ha autorizzato l’acquisto “dopo ampia e approfondita discussione”. Minardi da parte sua ha autonomamente dichiarato – tra una mozione d’ordine dei suoi colleghi e l’altra – che “convocato alle 13.30 dal Gabinetto del sindaco per sostituire il sindaco Carnaroli che stava male all’assamblea di ASET delle 16, c’erano solo tre ore di tempo per capire che cosa c’era, c’erano una serie di situazioni e nel ruolo di vice sindaco non potevo esimermi dal ruolo che mi spettava di andare a rappresentare il Comune in un’assemblea che altrimenti avrebbe dovuto essere riconvocata con tanto di spese di riconvocazione sulla Gazzetta Ufficiale (…) non ho seguito la trattativa, non ne ero a conoscenza fino in fondo perché la trattativa l’ha fatta la società, l’assemblea dei soci era chiamata a dare autorizzazione”. Quindi nella sostanza forse non ha voluto lui quell’acquisto, ma ne è stato l’esecutore e il legittimatore. Almeno questo dopo 12 anni oggi lo sappiamo ufficialmente. Per sapere perché – diversamente da quanto previsto dal TUEL – il rappresentante del Comune di Fano sia arrivato a quella assemblea dove si discuteva di un acquisto superiore al milione di euro senza mandato del Consiglio Comunale, chi appoggiasse dentro il Comune –proprietario di fatto di ASET SpA- questa operazione e se questa modalità di azione fosse legittima amministrativamente, purtroppo dovremo fare qualche domanda in più. Tutto in nome della trasparenza!”

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