Vallefoglia c’è, Paola Romani in corsa per le Regionali con Sinistra Unita: “Io unica candidata di Pian del Bruscolo”

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16 maggio 2015

Paola Romani, nata a Colbordolo e residente a Vallefoglia, 58 anni, è l’unica candidata del territorio di Pian del Bruscolo al Consiglio Regionale per “Altre Marche” Sinistra Unita che sostiene Edoardo Mentrasti nella corsa a Governatore delle Marche. Lo slogan: “Insieme si può cambiare il futuro”. La prefazione: autonomi, plurali, radicali. Molto più della sinistra che hai conosciuto fino ad ora.

Perché ha accettato la candidatura?
“Perché ci vuole un rinnovamento di impostazione, non solo di idee e di prassi, perché bisogna guardare con speranza al futuro, e perché quando chiedi impegno, modifiche, viene sempre un momento in cui devi metterci la faccia e provarci in prima persona. Sono convinta che il tempo richieda una concreta operazione di rinnovamento nei temi, nelle idee, nelle prassi ed anche ovviamente nelle persone, almeno in parte. Per questi motivi ho accettato con convinzione ed entusiasmo”.

E’ l’unica candidata di Vallefoglia e Pian del Bruscolo per le prossime Regionali. 

“Sono consapevole di aver operato una scelta molto decisa. Così come per convinzione ed entusiasmo sono consapevole di essere l’unica candidata di Vallefoglia e dell’intero territorio dell’Unione di Pian del Bruscolo. Io sono una persona ed una personalità indipendente, chiaramente con validi e solidi principi a cominciare dalla sobrietà e dall’onestà, per cui sento su di me anche la responsabilità di rappresentare e di voler rappresentare questo territorio tanto osannato per certi versi ed ora trascurato e dimenticato dalle forze politiche principali, per strane logiche di equilibri di potere, quando è il momento di dargli una rappresentanza proprio in un periodo in cui si manifestano forti fragilità messe in evidenza dalla crisi economica che è poi crisi sociale”.

Si candida con Sinistra Unita, perché?

“Non sono la rappresentante solo di una certa area ideale ma di tutti quei cittadini, che pur avendo altre passioni politiche, hanno a cuore il benessere di questo territorio, sono l’unica candidata di Vallefoglia e di Pian del Bruscolo. Sono al di fuori di logiche di potere il cui risultato è creare accordi solo a ridosso delle votazioni e questi accordi come possiamo riscontrare nell’attuale disordine politico sono instabili e creano solo un clima di incertezza che non gioca a favore di una buona amministrazione. Io sarò un candidato portavoce delle numerose istanze dei cittadini, in questo periodo di crisi ormai strutturale economica, sociale e ormai etica. Non appartengo ad un partito politico, ma ad una corrente di pensiero e di impegno civico che ritiene la solidarietà, la sostenibilità, l’equità, la legalità e la sobrietà la base di ogni sana convivenza civile”.

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Qual è suo programma elettorale?

“Penso che le politiche vadano impostate per il futuro, non guardando al passato, ed il futuro sono le nuove generazioni e le generazioni attuali. Una politica di sviluppo va costruita intorno a queste fasce di età perché sono loro ad avere i bisogni più grandi nell’istruzione, nella sanità, nello sport, nello svago e nei consumi.
La base del programma non può che essere: politica onesta, trasparente e sobria; informazione e partecipazione; idee nuove”.
I punti base?

“Ecologia e salute ed una profonda operazione di educazione civica della cittadinanza. Il lavoro, come dimostrano tutti gli esempi dei paesi occidentali, non può che ripartire da una riconversione guidata dello sviluppo verso una versione “green” e sostenibile socialmente”.

E se qualcuno le dicesse che Paola Romani non ha esperienza istituzionale per poter ben lavorare in Regione?

“Qualora qualcuno voglia tacciarmi di inesperienza, posso dire con grande semplicità che ho un gruppo di lavoro alle spalle ampio e preparato. Posso dire che ho una esperienza di impegno civico nella difesa della legalità e della sostenibilità (che sono i temi della vita) ampia e lunga che tanti politici eccellenti e meno eccellenti non possono sicuramente vantare. Inoltre se non si dà alle persone, a tutte le persone con altre esperienze, la possibilità di fare esperienze di governo e di amministrazione, non faremo altro che perpetrare la filiera della “casta della esperienza – anche non qualificata” che poi diventa nociva per gli enti amministrati e per le stesse comunità. Essere di esperienza non vuol sempre dire essere qualificati. Guardate bene tutto il panorama delle candidature ed il ruolo che rivestono attualmente certi candidati. D’altronde più si sta in certi posti più si diventa malati del posto e sempre meno del bene comune e si lavora solo per politiche utili alla rielezione”.

Che Marche vede nei prossimi 5 anni?

“E’ il futuro che ci interessa e non possiamo solo aspettare i fattori esterni a condizionare ciò che saremo. L’intero sistema regionale, questo territorio, all’interno di un sistema europeo complesso deve guardare avanti in una fase difficile di trasformazione globale. Il nostro futuro come regione e come territorio dobbiamo costruirlo noi partendo da ciò che siamo ma facendo leva sulle risorse, sulle capacità, sulle potenzialità che ci sono proprie”.

Da dove ripartire?

“Misurare lo sviluppo solo in termini economici genera i mostri che ci stanno ancora alle spalle. Quindi la crescita va intesa come più ampia scoperta e conoscenza di ciò che abbiamo intorno a noi, come capacità delle persone di interpretare il mondo, di scegliere, di capire, come maggiore qualità delle nostre complessive condizioni di vita”.

Che ruolo deve avere la prossima classe dirigente?

 

“Il ruolo di una classe dirigente, una classe dirigente di cui sono parte tutti coloro che hanno una qualche responsabilità collettiva, è quello di guardare avanti con lungimiranza, di mettere in campo pensieri lunghi perché solo così si possono assicurare condizioni durevoli di benessere collettivo, superando la crisi di sostenibilità. E’ necessario però un ripensamento dei modelli di sviluppo conosciuti, andando al di là del semplice concetto di crescita economica (PIL), assumendo parametri di misurazione più complessi e più completi che facciano emergere i termini reali della qualità della vita, indicando nel 2020 l’orizzonte rispetto al quale elaborare e commisurare le strategie”.

Ma bisogna fare i conti con la crisi che, nelle Marche, e in particolare nella nostra Provincia, non molla ancora la presa…

“Dobbiamo produrre una reazione concreta alla crisi, liberare creatività e risorse nuove per soluzioni nuove. Gli obiettivi dell’Agenda Europea, sistema complesso in cui però le regioni sono inserite e devono giocare un ruolo fondamentale, soprattutto le Marche e la regione Adriatica, sono: crescita intelligente, inclusiva, sostenibile.
In questi anni abbiamo attraversato un periodo di trasformazioni profonde, e una severa quanto giusta autocritica sul modello di sviluppo fin qui perseguito andrebbe fatta da qualcuno, almeno per onestà intellettuale. Crisi economica, chiusura di aziende, nuove povertà e nuovi disagi si sono affacciati e hanno cambiato la nostra realtà. Si è trattato di una crisi economica che per alcuni aspetti è stata anche crisi di idee, di proposte, dunque anche crisi culturale”.

Il nostro territorio, il nostro distretto, ne è uscito fortemente segnato.

 

“Ma molte imprese, le sopravvissute, di fronte alla crisi hanno innovato, hanno avviato processi di diversificazione del prodotto, di specializzazione, di rafforzamento strutturale, di penetrazione sui nuovi mercati. C’è un problema però, non tutte le imprese fanno quello che fanno le altre, cioè innovazione e diversificazione. Molte imprese sono troppo piccole, fragili per sopravvivere nel mondo che sta prendendo forma. Piccolo è bello ma non si può rinunciare a crescere, magari collaborando con altri. Ci sono stati fin tanto che sono esistiti gli incentivi anche diversi interventi nell’uso di risorse energetiche rinnovabili. Non basta”.

Cosa deve fare il nostro territorio per superare la crisi?

“Per superare la crisi occorre puntare sia sull’istruzione che sulla formazione continua dei lavoratori. E per fermare il depauperamento dei nostri territori più fragili per effetto del vecchio e del nuovo spopolamento di campagne e paesi interni o semplicemente di collina, vanno sostenute le piccole attività economiche (artigiani, commercianti, lavoratori autonomi, giovani professionisti) contro l’allargamento dei medi e grandi centri commerciali o comunque delle organizzazioni economiche più grandi”.

 

Che ruolo deve avere la Regione Marche?

“La Regione Marche non deve rischiare di diventare il margine adriatico dell’Europa ma esserne un protagonista importante, nell’interesse del bene comune e del benessere delle comunità marchigiane. Ci sono, forse, le capacità, l’ambiente favorevole per guardare oltre la crisi e c’è il talento per competere ad ogni livello in una competizione che faccia perno sul mercato, sul ruolo del pubblico, che alimenti la solidarietà”.

I punti chiave?

“Alcuni punti chiave: 1. Piano Energetico importante; 2. Piano di piccole opere; 3. Favorire l’istruzione in ogni livello e la formazione continua dei cittadini; 4. Ottimizzare o meglio vincolare fermare il consumo del suolo, incentivando il recupero dell’esistente e disincentivando la riduzione di terreno agricolo; 5. favorire la nuova imprenditoria in settori culturali-turistici o nel campo agricolo ed artigianale; 6. disincentivare la grande distribuzione e incentivare la piccola distribuzione commerciale e le piccole professioni; 7. dare sostegno a chi è solo e non ha aiuto; 8. favorire una sanità (democratica) al servizio del cittadino, quando i tempi di attesa sono così lunghi e devi scegliere per fare presto di rivolgerti al privato pagando vuol dire che la sanità non è più servizio con le stesse opportunità per tutti!”

Cosa occorre fare?

“Stimolare coesione sociale e senso civico grazie alla partecipazione; crescere sul versante culturale immettendo più sapere e più conoscenza in tutta la nostra comunità; diventare con maggiore determinazione produttori e fruitori di cultura; individuare e valorizzare gli elementi di unicità unitamente allo sviluppo di reti del sistema economico locale; stimolare e supportare l’imprenditorialità del territorio; individuare strategie di sistema riguardo al rischio di contrazione significativa del welfare state a causa delle prospettive di riduzione di spesa pubblica”

L’agricoltura?

“Anche l’agricoltura va sostenuta: la qualità e la sostenibilità della produzione viene garantita nonostante condizioni economiche e meteorologiche decisamente instabili, quanto fatto fino ad oggi è importante ma non basta per una nuova idea di sviluppo capace di tirarci fuori dalla crisi strutturale attuale”.

E sulla sanità?

“Sulla sanità, per finire, che soffre dei troppi tempi d’attesa, eccessivamente lunghi, si potrebbe e si può se si vuole: strutturare dei centri h24 nei distretti sanitari ed in sedi pubbliche come la Casa della Salute, i Poliambulatori e i piccoli ospedali. Poi, apertura h24 in ogni distretto di più servizi medici associati con presenza di infermieri e altri operatori con la possibilità di semplici esami di laboratorio; assicurare l’assistenza infermieristica anche nei giorni festivi: per ridurre i costi in sanità si potrebbero eliminare costosi doppioni di alte specialità, assegnare agli ospedali territoriali di funzioni specifiche e complementari, a garanzia della continuità assistenziale e di una sufficiente dotazione di cure intermedie; costituire in ogni distretto dei comitati di partecipazione con la presenza di associazione qualificate riconoscendo loro il diritto all’informazione e alla verifica dei processi decisionali che riguardano la programmazione sanitaria; rimodulazione dei ticket sanitari sulla base dell’ISEE; istituzione di un fondo socio-sanitario integrato sulla non-autosufficienza per le prestazioni domiciliari, per la frequenza nei centri diurni rivolta ad anziani malati cronici non autosufficienti e abbattimento delle liste d’attesa. Attraverso corsie preferenziali per gli anziani e i disabili”.

 

 

La scheda di Paola Romani

Paola Romani

Paola Romani

Paola Romani nata a Colbordolo (PU) il 02/05/1957, vive a Vallefoglia, laureata in lingue e letterature Straniere. Insegnante di Lingua Inglese nella secondaria di 1° grado. Lavora nel mondo della scuola dal 1989 ed ha ricoperto ruoli nello staff di dirigenza scolastica in ambito Linguistico- Interculturale, Ambientale e di Continuità – Orientamento degli alunni per le loro scelte future. Ha avuto anche il ruolo di coordinatore di un progetto ambientale Europeo Comenius con Istituti Scolastici stranieri. Impegnata da anni nelle attività dell’associazionismo civico ambientalista con Legambiente Pesaro, sostiene “Emergency”, “Libera” e tutte le attività contro le mafie che vengono messe in campo sia sul nostro territorio che nell’Istituto scolastico in cui lavora. Questa attività di cittadinanza attiva ha portato le sue classi a Palermo sulla nave della legalità “Falcone Borsellino” e a vincere il primo premio del concorso “geografia e Legalità” sconfiggere le mafie nella tua regione.

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