Energie rinnovabili, le eccellenze delle Marche: dai “cappotti” di lana per gli edifici ai pali della luce per leggere i consumi

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17 maggio 2015

PESARO – Forse non tutti sanno che nelle Marche esiste un’azienda (il “Centro dell’isolante” di Fano e Jesi) che fa il “cappotto termico” agli edifici con la lana delle pecore, eccellente regolatore di umidità, capace di assorbire anche le sostanze nocive all’interno delle abitazioni. E forse non tutti sanno che la Menowatt Ge di Grottammare, specializzata in efficienza energetica per la pubblica illuminazione (450mila punti luce installati in Italia, seconda solo ad Enel), ha ideato soluzioni affinché dai pali della luce si possa entrare nei contatori per rilevare i consumi di acqua e gas, o controllare quando i cassonetti della nettezza urbana sono pieni, o il livello d’acqua dei fiumi. Sono due dei tanti casi di eccellenza evidenziati nel convegno “Le comunità dell’energia” che Legambiente ha promosso a Pesaro insieme a Provincia, Comune e coordinamento territoriale del “Patto dei sindaci”, nel corso del quale è stato siglato il “Manifesto per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nei territori”, invito a tutti i sindaci d’Italia ad impegnarsi per politiche energetiche basate sull’autoproduzione nei loro territori, per diventare “massa critica” e orientare le scelte nazionali sulle strategie energetiche. Primi firmatari, il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza (intervenuto al convegno insieme al vice Edoardo Zanchini), il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini ed il sindaco di Pesaro Matteo Ricci.

Un momento del convegno Le comunita dell'energia

Un momento del convegno Le comunita dell’energia

Anche i cittadini – ha detto Daniele Tagliolini – possono diventare protagonisti del cambiamento di mentalità nei propri comuni. Dobbiamo creare il circuito migliore per sfruttare le potenzialità che abbiamo, così come le aziende private devono entrare sempre più nella dinamica pubblica”.

Tanti i protagonisti dell’innovazione energetica marchigiana che hanno raccontato la loro esperienza, coordinati dalla presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini: da Mercatino Conca, dove il sindaco Omar Lavanna ha ideato il progetto “Mercatino Conca Smart City sicura” (produzione di energia pulita da 3 impianti fotovoltaici su edifici pubblici, risparmio energetico, servizi attraverso i pali della luce, sicurezza tramite video – sorveglianza centralizzata) a grandi realtà come il Consorzio di Bonifica delle Marche, costituito da 7.500 agricoltori che, attraverso l’ente, producono energia elettrica per abbattere i costi di irrigazione. “Gli scarti della sistemazione idraulica, che è la nostra prima mission – ha evidenziato il commissario straordinario Claudio Netti – potrebbero essere utilizzati per produrre energia dal legno, facendo partecipare le aziende agricole come isole di raccolta per i materiali di risulta”. A portare la loro testimonianza anche Enrico Loccioni dell’omonimo gruppo di Angeli di Rosora di Ancona (noto nel mondo come laboratorio di eccellenza nell’innovazione, che progetta, realizza e gestisce soluzioni per migliorare qualità, efficienza energetica e sostenibilità di prodotti, processi ed edifici) e Paolo Mengucci della “Mengucci costruzioni” di Castelfidardo, prima azienda a costruire e certificare nel centro – sud Italia un’abitazione in “Classe Oro”, il livello più elevato in base al fabbisogno energetico, con emissioni in atmosfera prossime allo 0.

E che dire della produzione di pale per l’eolico che si sta sviluppando nelle Marche? Ne ha parlato Renato Ricci dell’Università Politecnica delle Marche, da vent’anni impegnato nel campo della ricerca e innovazione sull’eolico, che ha supportato azioni sul mini-eolico e sull’eolico di Serrapetrona. Particolare anche l’esperienza di riqualificazione di un convento di origine medievale, raccontata da Nicola Mazzufero della cooperativa Convento di Santa Vittoria, partner della Provincia nel “Distretto culturale evoluto”.

Al centro dell’attenzione anche la politica energetica di Marche Multiservizi (la prima multiutility nelle Marche, impegnata nella gestione del ciclo idrico integrato, dei servizi di igiene ambientale e distribuzione del gas metano) che nel 2014 ha ridotto del 9% le emissioni di anidride carbonica per l’erogazione dei propri servizi (-11mila tonnellate di Co2). Così come ha suscitato interesse la strategia per l’innovazione e riqualificazione energetica degli enti pubblici di Megas.Net, società a totale partecipazione pubblica che opera anche in veste di Esco (società di servizi energetici) per offrire ai Comuni soci, oggi 50 nella provincia, interventi per il risparmio energetico. “Svolgiamo gratuitamente per gli enti pubblici – ha detto il presidente Alighiero Omicioli – le rilevazioni energetiche e ad oggi sono 18 gli investimenti progettuali che abbiamo in cantiere nei Comuni soci”.

Molte altre le esperienze, internazionali e nazionali: da Renovo di Mantova (che sta portando avanti un progetto nazionale per creare una rete di centrali termoelettriche cogenerative di piccola taglia alimentate da massa legnosa ottenuta da scarti agricoli, agro industriali e agro forestali) a Secab (prima azienda fruilana nata in forma di cooperativa per produrre e distribuire energia idroelettrica), da For Green Spa di Verona (iniziative di tipo cooperativo per progetti condivisi e di natura etica) a Solis di Chieti (che ha creato un “polo del freddo” alimentato con energie alternative), dal Comune di Forlì (il cui assessore all’ambiente Alberto Bellini è tra i promotori del comitato “Energia per l’Italia”) alla Sev – Unione energia dell’Alto Adige, che ha tra i propri soci 119 centrali idroelettriche, 55 termiche e 157 impianti fotovoltaici.

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