Regionali, Ceriscioli a Urbino: “Serve cambiamento per guidare la Regione fuori dalla crisi. Ma manteniamo peculiarità e identità artistiche e paesaggistiche”

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17 maggio 2015

URBINO – ‘Attraverso gli investimenti si rimette in moto il paese. Interventi su dissesto idrogeologico, sul territorio e sulle peculiarità marchigiane. Bisogna mantenere questa peculiarità e identità e valorizzare i beni inestimabili culturali artistici e paesaggistici. Tutto questo non ferma lo sviluppo ma da’ lavoro e consente di valorizzare una nuove professionalità. Questo è il ruolo fondamentale che i verdi e gli ambientalisti avranno nel centrosinistra della regione Marche con il contributo di Gianluca e Giobbe Covatta. In particolare voglio ringraziare Giobbe che ha fatto una scelta generosa mettendo la faccia in questo progetto. E Luca può aiutarci a portare avanti questo percorso quando sarà presidente della regione’. Apre così Angelo Bonelli, co-portavoce della Federazione del Verdi nel corso dell’iniziativa ‘Una priorità per il governo regionale’ a sostegno di Gianluca Carrabs e Luca Ceriscioli a Urbino.
“Noi abbiamo un programma chiaro – ha iniziato Ceriscioli – con dei punti programmatici che vanno realizzati all’interno di una logica di sistema. Dobbiamo uscire dal mondo delle favole e del racconto e provare a cambiare le cose. Dico al sindaco di Urbino, che appoggiando Forza Italia ha finalmente gettato la maschera, che se crede di trovare in Spacca un difensore delle aree interne si sbaglia di grosso. Voglio ricordargli infatti che proprio uno degli ultimi provvedimenti di Spacca in giunta, relativo al Fesr, è stato quello di togliere milioni di euro alle aree interne, modificando un provvedimento del consiglio regionale che invece prevedeva un intervento di sistema sulla difesa del suolo su tutto il territorio. Un governo che modifica gli atti deliberati dal consiglio significa che quella struttura risponde ad altre logiche piuttosto che a quelle democratiche. E significa che questo presidente non è vittima del Pd ma è un governatore con una macchina regionale guidata da suoi fedelissimi. Credo infatti che un tecnico scelto per merito avrebbe rimandato quell’atto al consiglio. Per questo metteremo mano alla macchina regionale: non servono nuovi padroni e servi, ma occorre una guida che indichi gli obiettivi strategici e una macchina organizzativa selezionata per merito. Non si separa la costa dalla montagna. Questa è una strategia utile solo a qualche politico”. Ceriscioli elenca le priorità: ‘difesa suolo è la più grande opera pubblica. Anche sulla mobilità sostenibile dobbiamo fare un salto di qualità. Sulla ferrovia Fano- Urbino non sono contrario a priori ma bisogna perseguire l’obiettivo giocandoci la partita su un terreno che sia sostenibile economicamente e realistico da realizzare. Come sulle piste ciclabili. Ho visto la mia città passare da 10 a 80 km di piste ciclabili e ora ha il problema del parcheggio delle due ruote. Basta crederci ed essere concreti. Come per il trasporto merci. Il porto di Ancona e interporto non dialogano, ma insieme sono una grande potenzialità per spostare dalla gomma a ferro il traffico pesante. Sono scelte strategiche non fatte. A questo serve il cambiamento. Il cambio di guida significa affermare una nuova cultura di governo che faccia della partecipazione il suo punto centrale. Dove la condivisione si è sottratta si sono provocati disastri, come sul caso biomasse. Noi dobbiamo recuperare questa frattura che si è creata tra governo e territori. Solo condividendo gli obiettivi e facendo squadra possiamo ripartire. Sia sul piano nazionale che europeo le Marche non possono permettersi l’isolamento politico. Solo il centrosinistra ha la capacità di lavorare in connessione con governo ed Ue per andare a cogliere tutte le opportunità di sviluppo che servono per la ripresa economica”.

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