Rivoluzione profughi, Ricci sigla il protocollo per l’impiego nei servizi di volontariato della città. Si parte il 21 maggio dalla pulizia del parco Scarpellini

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18 maggio 2015

LA FIRMA di Ricci con il prefetto Luigi Pizzi e il presidente della Provincia Tagliolini

LA FIRMA di Ricci con il prefetto Luigi Pizzi e il presidente della Provincia Tagliolini

PESARO – I migranti in città saranno impegnati nei «servizi di volontariato, in base alle indicazioni del Comune, con finalità di carattere sociale e civile». L’accordo per l’impiego dei profughi nelle attività sociali è stato siglato questa mattina dal prefetto Luigi Pizzi, dal sindaco Matteo Ricci e dal presidente della Provincia Daniele Tagliolini. Presenti in prefettura anche i rappresentanti di Ambito Sociale 1, Aspes, Direzione territoriale del lavoro di Pesaro e Urbino, Cgli, Cisl, Uil, cooperativa sociale Labirinto, associazioni Gulliver e Anolf, Caritas. «Pesaro è il primo Comune ad avere aderito», ha detto Pizzi. «Ci sono due modi sbagliati di gestire un fenomeno epocale e drammatico come questo – ha rimarcato Matteo Ricci, accompagnato dall’assessore Sara Mengucci – : la propaganda della Lega, senza soluzioni e l’estremismo buonista che non vede le tensioni sociali. Poi c’è chi prova a governare nel miglior modo possibile il fenomeno, come i sindaci che, con pragmatismo, devono applicare i valori di accoglienza e solidarietà alla gestione pratica». Il sindaco di Pesaro si è detto «fortemente contrario all’utilizzo degli alberghi, non solo perché Pesaro in parte vive di turismo. E’ sbagliato il metodo: in città molti alberghi sono vecchi e ci sono proprietari che cominciano a vedere il tema come un business. Si rischia di trasformare e snaturare un settore». Poi ha aggiunto: «Bisogna distribuire l’accoglienza in tutte le regioni e Comuni. Meno concentrazione si crea e più si favorisce la gestione dell’emergenza». Non solo: «No a lasciare questi ragazzi tutto il giorno senza fare nulla. Sì a ore di lavoro volontario per pubblica utilità, gestione del verde, manutenzioni e cura su parchi e giardini». Infine: «Organizzare iniziative informali, anche attraverso pranzi o cene nelle famiglie disponibili, per raccontare il dramma dei profughi. La stragrande maggioranza di loro scappa dalla guerra e dalla fame. Il primo pranzo con i migranti? Sarà a casa mia», ha evidenziato Ricci, mettendo in fila gli elementi che a suo avviso «possono aumentare la consapevolezza nei cittadini e ridurre le tensioni sociali». Il primo progetto, denominato ‘Esperanto’ è stato presentato da Andrea Boccanera, presidente dell’associazione Gulliver: «Partiremo il 21 maggio, con dieci profughi che a Muraglia saranno coinvolti nella pulizia del parco Scarpellini, dell’orto per gli anziani e delle aree intorno alle scuole. Attività fatta con Aspes e Labirinto: a settembre arriveremo a trenta migranti». Per Luca Pieri, presidente Aspes, «i ragazzi impegnati saranno inseriti con lo stesso percorso dei volontari del verde. Compresa copertura assicurativa e formazione legata alla sicurezza e al lavoro: sarà una forma di supporto reciproco». E se Daniele Tagliolini, presidente della Provincia, ha osservato che «il protocollo è un primo passo importante, da estendere come esperienza a tutto il territorio, in base alle potenzialità dei singoli Comuni», il prefetto ha chiuso così: «Qualche sindaco teme di essere accusato sul fatto di ‘dare lavoro’ a stranieri, a discapito dei suoi cittadini? Mi ha sorpreso in senso negativo un ragionamento del genere, visto l’alto grado di civiltà della provincia. Superiamo questa visioni: non ci sono figli e figliastri, né guerre tra poveri. Il sindaco deve guidare la comunità, non seguire le sue pulsioni. Se aiutiamo persone che hanno bisogno, non per questo non aiutiamo altre persone che pure hanno bisogno».

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