Zucchi (Altre Marche Sinistra Unita): “Un errore vendere le quote di Marche Multiservizi”

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18 maggio 2015

PESARO – “E’ ormai pronto il bando per la vendita di quote di Marche Multiservizi da parte del Comune, una decisione che non possiamo condividere in alcun modo. E’ un esempio di svendita dei “beni di famiglia” per fare cassa, significa intraprendere la via della privatizzazione, e abdicare nel decisivo ruolo di controllo del pubblico in un settore strategico fondamentale”. E’ quanto afferma Andrea Zucchi, candidato per Altre Marche Sinistra Unita alle prossime elezioni regionali.

Andrea Zucchi

Andrea Zucchi

“Se ne ricaveranno – continua Zucchi – circa 2,5 milioni svincolati dal patto di stabilità, da impiegare per abbellire la zona mare e per il centro: ma siamo davvero sicuri che questo gioco valga la candela? Assolutamente no, né dal punto di vista economico, né da quello politico e amministrativo. MMS produce utili altissimi, come abbiamo visto dal bilancio pubblicato poche settimane fa, che si traduce in un sostanzioso dividendo che ogni anno riceve anche il Comune, per le quote in suo possesso. Come ha già ben spiegato Filippo Crescentini pubblicamente, la vendita di queste quote significa rinunciare a centinaia di migliaia di euro all’anno per sempre, per prendere 2,5 milioni subito. Classico esempio di svendita dei beni di famiglia per fare cassa, rinunciando a guadagni futuri ben superiori. Sembra l’atteggiamento di un sindaco che non pensa al futuro della sua città, ma ha uno sguardo limitato al presente, preferendo fare bella figura subito con interventi una tantum, da usare magari come trampolino per andare presto a Roma…”.

“Siamo inoltre sicuri – chiosa Zucchi – che questo intervento sugli arredi della zona mare o del centro sia così sostanziale per il nostro turismo? Bene la risistemazione degli Orti Giulii, se effettivamente si farà… Ma con tutti quei soldi non sarebbe stato forse meglio investire ad esempio nel museo della città, che fungerebbe sicuramente da maggior richiamo rispetto a panchine e lampioni nuovi, lasciando un segno tangibile anche per le generazioni future? Ma il dato più preoccupante è sicuramente quello politico, perché lasciar salire nel capitale fino alla soglia della maggioranza il socio privato – visto che sarà sicuramente Hera ad acquistare le quote in vendita – significa ridurre ancora la capacità di incidere sul piano industriale di MMS, già compromessa dall’aver concesso la carica di amministratore al privato. Significa avere sempre meno voce in capitolo nelle scelte decisive, ad esempio sull’impiego degli utili: anziché ridistribuirli agli azionisti, era forse meglio reinvestirli per ridurre il costo di rifiuti o acqua in bolletta, tra i più cari d’Italia, o per destinare una cifra maggiore a sostegno di chi perde il lavoro, o per riparare le falle dell’acquedotto, ancora numerose, o infine per assumere più uomini per la raccolta differenziata porta a porta, solo per fare alcuni esempi? I beni comuni dovrebbero essere gestiti dal pubblico, proposta che Altre Marche ha nel suo programma per la regione, mentre non vengono rispettati neanche gli esiti del referendum sull’acqua: la scelta di vendere quote di MMS rappresenta l’esatto contrario, significa suggerire la via della privatizzazione, ed abdicare nel decisivo ruolo di controllo del pubblico in settori strategici fondamentali”.

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