Legami… a te. BDSM, bondage e quell’eros che immobilizza. La rubrica su sesso e sessualità a cura di DeSidera

di 

20 maggio 2015

dott.ssa Arianna Finocchi

Maya Red Bondage

Maya Red Bondage

La cultura dello Shibari ha radici molto antiche (nasce nel XV secolo) e riflette il legame millenario tra il popolo giapponese e l’uso delle corde, le tradizionali cerimonie religiose hanno sempre incluso l’utilizzo di funi e legamenti per simboleggiare il collegamento tra l’umano ed il divino. Inizialmente questa arte era utilizzata dalla polizia e dai samurai come forma di prigionia (tale pratica rimase fino a XVII secolo), all’epoca le risorse di metalli erano scarse, ma abbondavano funi di canapa e iuta, così spesso i prigionieri non venivano incarcerati ma immobilizzati con una corda. Si diffuse soprattutto perché comprendeva una tecnica che permetteva di legare un prigioniero con corda di canapa (un materiale molto più economico e comune che fili di ferro e manette). Quando si trattava di legare un nobile o un samurai c’era sempre un elemento artistico, mentre determinate forme e disegni fatti con la corda indicavano agli spettatori la classe sociale dell’accusato (nel Giappone dell’epoca la divisione in classi sociali era molto rigida) e, a volte anche il crimine commesso. In seguito questa pratica fu molto diffusa come pratica sessuale nel periodo Edo (1600-1868), specialmente tra i samurai e la polizia. La parola Shibari vuol dire letteralmente ‘legare’, vengono utilizzate corde sottili di circa 6mm di diametro di fibra naturale, per formare disegni geometrici sul corpo che diviene una vera e propria tela.

Quella che era una cultura dell’immobilizzazione “tattica” è diventata una forma di piacere perverso sia in oriente che in tutto l’occidente. Bondage, kinbaku, Bdsm, Rope bondage, Shibari, sono le diverse facce di una poliedrica medaglia, quella della costrizione del corpo e della, seppur desiderata, tortura al fine del piacere sessuale.

bondageDall’antica arte marziale dell’Hojö-jutsu Hojo-Jitsu, praticata dai Samurai e ancora utilizzata al giorno d’oggi, al moderno Kinbaku-bi, l’arte del legare e stringere nodi attorno ad una persona ha sempre attratto e affascinato uomini e donne di ogni generazione. Il significato che in ogni cultura si da al “nodo” e al “legame” tra due persone sottintende l’unione intima che si instaura tra chi lega (Shibaritai) e chi viene legato (Shibararetai). La parola “Sinbaku”, se tradotta letteralmente, significa Bondage (in inglese, schiavitù, prigionia, che poi diventa soggezione), un insieme di attività sessuali basate sulle costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli ecc. più in generale sull’impedimento consenziente alla libertà fisica, di muoversi, di vedere, di parlare, di sentire. L’arte dello shibari si concentra sul giocare fuori i ruoli di dominazione e sottomissione, si riferisce al “luogo di mezzo”, come un luogo di insegnamento e apprendimento.

Possiamo definire il Bondage, detto in sigle BDSM è un acronimo composto da: Bondage (B), Bondage & Disciplina (BD), Dominazione e Sottomissione (D&S), Sadismo e Masochismo (S&M) e tutte le discipline da cui deriva e quelle in cui si diversifica, un insieme di pratiche sessuali e/o voyeristiche basate su una moltitudine di costrizioni (sospensione del corpo a soffitti o sostegni, restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo, immobilizzazione completa del corpo [mummificazione]), le quali vengono effettuate con diverse tecniche in avanzamento di costrizione, fino ad arrivare ad una vera e propria deprivazione sensoriale. Ma le costrizioni non sono solamente fisiche poiché in associazione a questa pratica sono spesso eseguite pratiche di dominazione psicologica e giochi sado-masochistici al fine di far crescere nel partner un senso di umiliazione e sottomissione e in colui che costringe, uno stato di onnipotenza e dominazione. Il piacere tratto da un rapporto BDSM è legato allo scambio di potere che intercorre fra sottomesso e dominante, dove l’umiliazione del sottomesso esalta il dominante, gratificato dalla sensazione di potere; il sottomesso invece viene gratificato dall’assenza di potere, dalla sensazione di impotenza e dall’impossibilità di scegliere, messe in risalto e comprovate dagli stimoli che il dominante, seguendo il proprio volere, infligge o elargisce. Facciamo difficoltà a crederlo forse ma in un rapporto BDSM ci sono sempre dei momenti di grande tenerezza in cui non c’è né dolore né tensione emotiva ma grande rilassamento per entrambi i partner, piacere e coccole.

La Dominanza/Sottomissione è una parte fondamentale nel BDSM; la componente maggiormente presente è quella psicologica, emotiva e cerebrale, ovvero la relazione nel suo aspetto formale, emotivo e affettivo, nonché tutte quelle pratiche sessuali che esulano, in questo tipo di rapporto, dal puro e semplice contatto sessuale (che può comunque pertenere o meno, ad una relazione di dominazione/sottomissione). L’eccitazione viene spesso provocata, in queste relazioni, oltre che dalle tradizionali pratiche del mondo bdsm, dal controllo e dall’autorità che colui che domina detiene sul sottomesso; tutto verte intorno alla fiducia reciprocamente riconosciuta, e nei rapporti di dominazione/sottomissione più occasionali si può parlare di vere e proprie finzioni dette anche “scene” (questa condizione può essere limitata nel tempo, ad esempio per la durata della scena, o può essere uno stile di vita.

Nei giochi di dominazione sono fondamentali i ruoli, il dominante, definito anche Master o Mistress, e il dominato, definito anche Slave. tali ruoli raramente sono intercambiabili, quasi sempre la stessa persona assume un determinato ruolo perché consono alla sua natura psicologica. La pratica dei giochi di dominazione sottomissione costituisce infatti tendenzialmente una pratica mentale estremamente coinvolgente e in genere il ruolo è fortemente dettato dalle proprie sensazioni intime, nonché dal temperamento caratteriale e dalla struttura psicologica e della personalità.

È nel caso di rapporto BDSM con un fattore di stabilità tra due o più persone, è lo “Slave” a richiedere esplicitamente o indirettamente di essere accettato nel proprio ruolo ed il/la Top ad accettare o meno il legame. È possibile dire che è adottato l’uso che spetti al dominante l’ultima parola sull’accettazione di un rapporto BDSM di dominazione-sottomissione, come a evidenziare il potere di quest’ultimo nel legame tra i due.

In tutte le pratiche citate è fondamentale saper valutare quanto per coloro che assumono il ruolo di dominante sia importante assumere la responsabilità della incolumità psicologica e fisica dello “Slave” che gli si affida. La perizia di coloro che assumono il ruolo di “Slave” sta invece nel sapere scegliere una o più persone in grado di gestire tale responsabilità con la dovuta serietà e maestria.

Queste pratiche, che pensate al di fuori di un contesto consensuale sono generalmente considerate spiacevoli e indesiderabili, sono nel BDSM fonte di soddisfazione reciproca, e strumento di costruzione di un rapporto interpersonale.

Il BDSM si contraddistingue e si differenzia dall’attuazione patologica e non consensuale del sado-masochismo per differenti ragioni:

  • Consensualità: “sottomesso” acconsente di essere tale, i limiti e le regole del rapporto sono definite sulla base di un accordo paritario accettato da ambo le parti pienamente consapevoli. Nel caso di un rapporto in cui il dominante ha il totale controllo sul sottomesso, esiste in ogni caso la possibilità quanto meno legale, per il sottomesso, di ritirare il suo consenso in qualsiasi momento.

  • La “safe word” (o “parola di sicurezza”) che da la possibilità al sottomesso di interrompere il gioco in qualsiasi momento. In alcuni casi la safe word è sostituita da un gesto fisico preventivamente concordato (es.: alzare o aprire la mano, lasciar cadere un oggetto etc.), soprattutto in quelle scene o giochi BDSM in cui il sottoposto (slave) è fisicamente impedito nella parola. È necessaria una parola o segnale ben preciso e concordato in anticipo, perché esprimere semplice diniego (no, no!) può fare parte integrante del ruolo di vittima prescelto e non essere interpretato dal dominante come un rifiuto reale. In alcune tipologie di rapporto BDSM, tuttavia, l’uso della safeword è consensualmente escluso dalle parti.

  • La flessibilità nei ruoli: nel BDSM ognuno è libero di scegliersi il ruolo che trova più congeniale e anche cambiare questo nel corso del tempo o a seconda del partner, se lo sente necessario. Nessuno e’ completamente dominante o sub, nel tempo le cose possono cambiare.

  • La soddisfazione reciproca: lo scopo è un’reciprocità positiva per entrambi, non necessariamente intesa come pari opportunità di raggiungere il piacere sessuale: in alcune tipologie di rapporti BDSM il piacere sessuale di un partner è limitato in funzione del piacere dell’altro; in questo caso la soddisfazione del partner sottomesso è soprattutto morale e psicologica; basti pensare che nella maggior parte dei casi il sesso nella sua forma tradizionale è presente in misura minoritaria nel rapporto BDSM, o addirittura ne è del tutto escluso.

Una cultura erotica complessa, dove rimanere stretti ad una corda nel vuoto, un corpo contro l’altro, pelle a pelle, coordinando perfettamente i movimenti per rimanere in equilibrio. Un arte dove la ritualità dei gesti, gli sfioramenti delle mani e delle corde sulla pelle del partner, l’abbandono completo costituiscono un preludio sensuale e complice al rapporto amoroso. La cosa, a chi ama il genere, dà piacere ed eccitazione. Ma sicuramente richiede molta esperienza ed attenzione, per non sfociare nella tragedia. Ci sono purtroppo state delle morti causate dall’uso sprovveduto di tali pratiche, la pericolosità può spingersi al limite del dramma, per cui ci sono siti che consigliano di frequentare corsi specifici che trattano anche il tema della sicurezza. Le tre regole basilari e necessarie del BDSM e i principi indispensabili per la sicurezza delle sue pratiche possono essere riepilogati con una formula inglese “Safe, Sane, Consensual” (SSC), tradotta in italiano con Sicuro – Sano – Consensuale.

Ci sono anche dei testi, come ad esempio “The beauty of Kimbaku“, scritto da un erto Master K, che racconta la storia dettagliata dell’arte del bondage erotico giapponese. Pur non essendo il tema centrale del libro, nel volume ci sono anche consigli su come esercitarsi con il partner e soprattutto su come farlo in modo sicuro.

*DeSidera
Chi siamo:
L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.
L’ associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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